martedì, febbraio 27, 2007

Protocollo Inter


Ho aspettato il posticipo di Serie B per pubblicare la nuova puntata di Protocollo Inter. La Juventus è riuscita a passare sul campo del Modena soltanto nei minuti finali, grazie ad uno splendido autogol di Centurioni. La serie A è a tre punti di distanza in meno.
Serie A che ormai ha perso d'interesse. Si vedono sempre le stesse cose, trite e ritrite. L'Inter che stravince, la Roma che non molla, l'entusiasmante lotta per il quarto posto, Ibrahimovic punto di riferimento, Rocchi che conferma la sua magica annata, Totti che conferma i pregiudizi che all'estero hanno su di lui.

Per fortuna che Sky offre anche altri campionati.

L'Inter è campione d'Italia in carica, per scaltrezza, sicuramente non per merito. Ma una volta quelli scaltri erano additati come ladri, come furbastri furfantelli, dagli invidiosi di turno. Ora gli scaltri sono i giusti, i meritevoli.
La scorsa domenica avevo parlato della trama tentacolare che legava (e che lega tuttora) Moratti-Tronchetti Provera-Guido Rossi, e avevo sottolineato il fatto che nessuno abbia mai indagato tra i loro affari. C'era Moggi da rintracciare e setacciare, il personale investigativo in Italia è tradizionalmente scarso, ed ecco che la Juventus si ritrova in B.

Tuttavia, c'erano delle voci fuori campo che urlavano (senza predicare) nel deserto, ma di cui tutti hanno fatto finta di niente, accecati dalla visione paradisiaca della squadra più importante d'Italia condannata per la prima volta nella sua storia alla Serie B.
Una di queste voci proveniva dalla bocca addirittura di una senatrice, Maria Burani Procaccini, che propose un'interrogazione al ministro dello Sport Melandri.
La Procaccini avanzava forti dubbi sulla legalità del processo a Calciopoli, rivolgendo le sue accuse direttamente contro il subcommissario della Figc, Paolo Nicoletti. Ecco le sue parole, in un'intervista rilasciata alla stampa: "Scudetto 2005-2006 ai nerazzurri? Sarebbe uno scandalo visto che il vicecommissario della Figc lavora per la famiglia Moratti".

Gelo. E indifferenza. L'interrogazione cadde nel vuoto.

La gente, infatti, preferiva leggere le trascrizioni delle telefonate tra Moggi e Bergamo (attenzione! Non tra Moggi e gli arbitri, come invece accadeva con altre persone), piuttosto che prestare attenzione a dichiarazioni che mettevano in contraddizione la coerenza interna dei propri infantili desideri. La classe politica, invece, manteneva le distanze da simili affermazioni, poiché già fin troppo oberata dal compito di rendere vere le accuse anti-Moggi.

Per obblighi di completezza, Paolo Nicoletti è il figlio dell'avvocato Francesco Nicoletti, cosentino d'origine, che si trasferì a Milano negli anni '60 per divenire legale di fiducia di Angelo Moratti (padre di Massimo).
Paolo Nicoletti, dal canto suo, è legato da rapporti professionali con la Saras, la società petrolifera gestita da Massimo e Gianmarco Moratti. "Io do una mano a te, tu dai una mano a me", ce l'ha insegnato la mafia.

Guido Rossi e Nicoletti erano quelli che dovevano garantire un iter processuale legale, ma soprattutto imparziale. Erano quelli che dovevano garantire la nascita di un calcio nuovo, perché il vecchio era malato.

Ora siamo in un calcio veramente nuovo.

2 commenti:

pasquale ha detto...

Propongo di farci un libro con tutti questi post "Protocollo Inter".

Ti supporterei in pieno!

Apri le adesioni, magari diventi (ricco e) famoso :-D

Me ha detto...

sai che ci ho pensato...