Gli imponenti flussi comunicativi che partono dai paesi più industrializzati e investono quelli più poveri hanno l'effetto di una drastica riduzione della complessità linguistica e culturale: si stima che quasi la metà delle lingue oggi parlate nel mondo è destinata a scomparire nel corso dei prossimi 100 anni.
La superficialità trattiene il senso. Il fine ultimo dell'uomo contemporaneo è quello di riuscire ad essere profondamente superficiale. Senza la forma, la sostanza è nulla.
mercoledì, marzo 29, 2006
Globalizzazione - La lingua globale
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3 commenti:
Oh my god! This is frightening! :)
Se è vero - come da insegnamenti kantiani - che linguaggio e pensiero sono inscindibili, questo significa che la situazione non è grave soltanto per Chomsky e compagni, ma in generale per la ricchezza culturale dell'intera specie umana. Mi consolo con il fatto che di alcune lingue non sentiremo la mancanza, ad esempio il sardo arcaico (non mi ricordo il nome tecnico): a parte il Ciulu nessuno se ne accorgerà quando non ci sarà più :-D
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