sabato, settembre 16, 2006

Libri - Ozio creativo

Bel libro questo di De Masi, preside della facoltà di Sociologia a "La Sapienza" di Roma. La lettura scivola piacevole e segue la struttura narrativa e testuale di un'intervista, concentrandosi sul tema della creatività.

Il nocciolo della questione si avvolge intorno al teroema secondo cui "per produrre idee non bisogna separare lavoro e tempo libero". E infatti, proprio De Masi ha scelto di vivere e lavorare nello stesso palazzo, quello dell'università. In questo modo, afferma, riesce ad ottenere il massimo dalle sue facoltà mentali, lavorando in un ambiente e in un contesto familiare.

La previsione del sociologo è quella secondo cui tempo libero e tempo lavorativo perderanno via via sempre più di contrasto nel loro significato e nella loro interpretazione. Si lavorerà seduti in mutande sulla poltrona di casa, rosicchiando una mela e leggendo costantemente le ultime news dell'Ansa dal proprio notebook.

Che sia questo il futuro?


Scheda

Titolo: Ozio creativo
Autore: Domenico De Masi
Pagine: 304
Anno: 2000
Genere: saggio
Voto: 7.5

4 commenti:

Vincenzo ha detto...

Non sono sicuro che ne guadagnerebbe l'ozio...diciamo invece che forse uno non si sentirebbe rilassato e lontano dai problemi lavorativi neanche a casa in mutande...ci vuole lo stacco tra la vita lavorativa e quella non lavorativa o si rischia un ulteriore carico di stress secondo me.

Me ha detto...

sì ma ci sarebbe una produzione pressocchè illimitata

Vincenzo ha detto...

e anche uno stress pressochè illimitato...e non sono sicuro che porterebbe una maggiore produzione lavorare in condizioni simili, anche perchè le distrazioni a casa sarebbero immense. La qualità del lavoro ne risentirebbe, la qualità della vita pure. Meglio essere concentrati in un posot adibito solo al lavoro per un tot di ore al giorno e staccare del tutto una volta terminato.

Anonimo ha detto...

Non avendo nulla da fare nella vita, l'ho letto..
Ora, se consideriamo
a) ..che è stato scritto da un napoletano
b) .. che dice cose che sono ovvie dai tempi della rivoluzione industraile inglese
c).. che "Sociologia del lavoro" NON E'UNA CATTEDRA
..cmq è una piacevole alternativa a Tiziano Ferro (Cfr post dopo)