sabato, marzo 28, 2009

Libri - Lazarus Vendetta, Robert Ludlum e Patrick Larkin


Sulla copertina del libro campeggia a caratteri cubitali il nome dell'autore, Robert Ludlum, seguito, in ordine decrescente, dal titolo del libro, Lazarus Vendetta, ed infine dal nome del coautore, Patrick Larkin.

Utilizzare la firma magistrale di un grande talento narrativo, come è stato Ludlum, per pubblicizzare il libro e convogliare il massimo numero di lettori al suo acquisto è riprovevole. Di Ludlum, lì dentro, non c'è niente. Tant'è che il noto scrittore americano è morto già da 9 anni... ma pare che abbia lasciato una serie di scritti ed appunti che sono stati ripresi da semi autori quali il nostro Patrick Larkin.
Scrittore esperto di storia militare, Larkin vive in California con moglie e figli, e farebbe bene a dedicarsi alla famiglia, o quantomeno a non pretendere di pubblicare libri scritti "alla Ludlum". Perché di Ludlum ce n'è (stato) solo uno, e così dev'essere.

Lazarus Vendetta lo sconsiglio. Categoricamente per giunta! Non solo perché conferma la legge che vuole un libro scritto a due mani mai pienamente soddisfacente (come ho già discusso in questo post), ma anche perché è basato su una storia ormai trita e ritrita come quella dei fanatici ambientalisti pronti a tutto, celebrando un trionfo di monotonia e prevedibilità.
Il catastrofismo ecologico, le tecnologie che prendono il sopravvento sulle decisioni umane, un agente segreto americano in lotta contro i cattivi, i giapponesi simbolo di cinismo ed inumanità: improntare un romanzo su questi temi è opera maldestra poiché discussi e trattati già in mille forme e mille sedi, ancor più se non si è dei campioni di intrattenimento. Larkin non lo è, e il risultato è indecoroso.


La scheda

Titolo: Lazarus Vendetta
Autore: Roberti Ludlum - Patrick larkin
Pagine: 552
Anno: 2008
Genere: Azione
Voto:
2

Patrick Larkin

giovedì, febbraio 26, 2009

[VIDEO] Vodafone e i messaggi subliminali

I messaggi subliminali investono i destinatari cui sono rivolti con la leggerezza di un soffio di vento, ma con l'intensità di un sisma. La storia dell'uomo ne è pervasa fin dall'apparizione delle prime immagini, ed ancora oggi siamo circondati da simboli e segni nascosti nelle pieghe dei prodotti mediali. Film, pubblicità, stampe, cartelloni, Web: ovunque sia possibile utilizzare segni iconografici.

Questo video prova a dimostrare come la
Vodafone attraverso la sua pubblicità sia portatrice di un oscuro messaggio, volto a destabilizzare le masse e a perpetrare quel vecchio Nuovo Ordine Mondiale che molti hanno da tempo segnalato.

Interessante ma in alcuni passi forzato.


mercoledì, febbraio 25, 2009

Libri - Idi di Marzo, Valerio Massimo Manfredi



Idi di marzo del 44 a.C. Va in scena l'assassinio più famoso della storia, quello che probabilmente ha cambiato il destino della cultura e della società occidentali.
Caio Giulio Cesare viene ucciso in Senato da 23 coltellate, inflitte da chi più vicino gli era. I suoi seguaci, i suo adepti, coloro al quale dovevano la vita (prima sconfitti in battaglia e poi eletti commilitoni).
Già si sa quale sarà l'epilogo del romanzo, già si sa chi morirà e chi sopravviverà. Ma il libro è tutt'altro che scontato e anzi, la maestria di Manfredi nel dipingere ambientazione e personaggi fanno quasi sperare il lettore che forse Cesare alla fine si salverà.
Il Cesare descritto dal massimo romanziere storico italiano è un Cesare diverso da quello cui siamo abituati a pensare. Un uomo dal potere sconfinato, ma stanco dopo anni di guerre civili e campagne militari, che ha l'unico sogno di vedere la gente romana amica e fraterna e mai più contrapposta al suo interno.
Cesare ha addirittura i sintomi dell'epilessia, è malato ma non per questo ferreo nel valore e nello spirito, emblema assoluto della più ammirevole vis romana.

Il romanzo è davvero ben scritto e la trama si svolge, tra il 7 marzo e il 20 marzo del 44 a.C., con Publio Sestio, il braccio destro di Cesare, impegnato nel vano tentativo di far rientro a Roma, per avvisare il suo signore che è pronta una congiura ai suoi danni. Il valoroso centurione riesce ad entrare in possesso della data esatta del misfatto, ma viene ostacolato da una fitta trama di impedimenti, spie e raggiri.
Cesare deve morire e morirà, nel nome della Repubblica e della legge che vuole Roma senza padroni. Cesare riceverà 23 pugnalate dai suoi più stretti collaboratori, quelli con cui la sera prima della congiura aveva cenato assieme e riso e scherzato. Da un lato, dunque, l'onestà di Cesare e di Publio Sestio, dall'altro la viltà di Cassio Longino, Cimbro, Trebonio, Bruto e di un Cicerone perfido e turpe che agisce nell'ombra.
Nel mezzo, Cleopatra, vera mangiatrice di uomini ed approfittatrice di eventi.

Che sarebbe stato se Cesare si fosse salvato?


La scheda

Titolo: Idi di Marzo
Autore: Valerio Massimo Manfredi
Pagine: 259
Anno: 2008
Genere: Romanzo storico
Voto:
9

Valerio Massimo Manfredi

sabato, febbraio 21, 2009

VIDEO - Rissa nel campionato brasiliano

La partita Jogo Brasil Pelotas-Ulbra Canoas viene interrotta da una rissa che coinvolge soprattutto il portiere di una delle due squadre, alle prese con calci e pugni non proprio da judoka.

venerdì, febbraio 13, 2009

La punizione perfetta di Artem Koncevoj

Artem Koncevoj firma la punizione più bella e creativa della storia del calcio, durante un MTZ Ripo-Smorgon di Coppa Bielorussa. Incredibile!

video

sabato, gennaio 24, 2009

Libri - Bambino 44, Tom Rob Smith

Tom Rob Smith costruisce su fatti storicamente accaduti la trama di un ottimo thriller.
"Bambino 44" è ambientato nell'Unione Sovietica degli anni '50, quando imperversa al potere il dittatore Stalin, durante una delle fasi più nere della società moderna: il comunismo, esasperato nei suoi dettami e nella sua ideologia, pone lo Stato al di sopra del singolo, il bene della Nazione al di sopra di quello del cittadino.

In un'atmosfera cupa e tesissima, la crudeltà e le assurdità dell'MGB (antesignano del KGB) terrorizzano la gente, rendendola ostaggio di un sistema di giustizia implacabile e cieco, dove lo spettro della Lubjanka (sede dei servizi segreti) fa da deterrente ad ogni comportamento che vada anche solo leggermente al di fuori della linea imposta dal Partito Comunista. Capita così, di essere accusati di occidentalismo perché si legge un testo di Shakespeare o di attentare alla sicurezza dello Stato se si fissa per troppo tempo un ufficiale in servizio, o ancora di essere svegliati nel cuore della notte da un manipolo di agenti segreti che farneticano strane accuse.

Ed è proprio questo il problema. L'accusa.

Il Sistema non accetta falle. Se un uomo viene accusato significa che è colpevole. L'equazione è semplice ed istantanea. Il Sistema è infallibile.
Se un accusato si dimostra innocente vuol dire che il Sistema ha sbagliato nel ritenerlo colpevole. Ma nessuno riesce nell'intento. Tutti, in un modo o nell'altro, confessano la propria colpevolezza.

In questo tipo di Sistema, il crimine non è concepito. Il crimine non c'è semplicemente perché non deve esistere. Il comunismo produce una società perfetta, senza nei, dove le devianze vengono viste come elementi di disturbo da eliminare silenziosamente e il più in fretta possibile. I gulag sono una delle due soluzioni; la morte l'altra.
In un simile contesto, una serie di bambini massacrati in più città del paese, aventi tutti le stesse caratteristiche ed evidentemente uccisi dalla stessa persona, non hanno nulla in comune. Vengono liquidati singolarmente, come le azioni di un ubriaco, di un omosessuale, di un malato di mente, di fatti accidentali. La società perfetta prodotta dal comunismo non può far crescere nel suo seno un maniaco, un folle omicida che uccide senza un motivo, solo per il gusto di farlo, consenziente e lucido nelle sue azioni.

Quando qualcuno prova a far luce sulla storia, deve essere eliminato. A maggior ragione se si tratta di un uomo che fa parte dell'elite statale, un uomo pluridecorato che ha lavorato duro per portare così in alto l'Unione Sovietica. Ma a che prezzo? Leo Demidov, agente segreto dell'MGB, si ribella alla dominazione mentale e fisica cui il comunismo lo ha relegato e decide di affrontare colpo su colpo l'intero Sistema, che ora ovviamente lo vuole morto.

Tom Rob Smith, alla sua prima opera, firma questo agghiacciante affresco della società sovietica, con esiti eccellenti. Il libro è stato tradotto in 26 lingue ed è già stata approntata la trasposizione cinematografica, che verrà diretta dal regista Ridley Scott.
Lo consiglio a chiunque sia in grado di leggere.


La scheda

Titolo: Bambino 44
Titolo originale: Child 44
Autore: Tom Rob Smith
Pagine: 445
Anno: 2008
Genere: Thriller
Voto: 10


Tom Rob Smith

giovedì, gennaio 08, 2009

Cristiano Ronaldo distrugge la Ferrari: le foto dell'incidente

Cristiano Ronaldo ha rischiato di morire in seguito ad un rocambolesco incidente che ha visto la sua Ferrari nuova di zecca frantumarsi all'interno di una galleria.
Il neo-Pallone d'Oro stava raggiungendo l'aeroporto di Manchester a bordo del suo bolide, quando, all'interno di un tunnel, ha urtato con una ruota il muretto che delimita la carreggiata. La macchina è impazzita e ha tagliato la strada a zig zag sbattendo violentemente su tutte e due le pareti della galleria. Ronaldo è uscito incredibilmente, come spesso accade in questi casi, illeso dalla vettura.




Pare che l'asso del Manchester avesse già la testa al Real Madrid.

sabato, gennaio 03, 2009

Il malore di Andreotti durante la diretta TV di Questa Domenica

Domenica 2 novembre 2008 il senatore a vita Giulio Andreotti si sentì male durante la trasmissione Questa Domenica, condotta da Paola Perego su Canale 5.

Andreotti, dopo una domanda della conduttrice, rimase pietrificato sullo sgabello, con il respiro affannato, gli occhi semiaperti e la bocca indurita in un ghigno mostruoso. La trasmissione fu bruscamente interrotta da uno stacco pubblicitario, e riprese con la Perego che invitava nuovamente il politico, non più sotto le telecamere, a rientrare in scena per un saluto al pubblico.
Cosa realmente successe, quel giorno, nessuno lo sa e a nessuno è dato sapere. La conduttrice sorvolò sul fatto, come se fosse alle prese con un'audience di idioti, mentre gli organi di stampa, l'indomani, azzardarono alcune prognosi ed ipotesi di malori (calo di pressione, principio di infarto...), ma non fu mai pubblicata alcuna dichiarazione ufficiale.

video

Anche sotto le telecamere, Andreotti riesce sempre a mascherare la realtà.