
Bel libro. L'impero dei draghi incarna bene i requisiti richiesti al genere del romanzo storico, risultando dovizioso nella cura del contesto (soprattutto temporale più che spaziale) in cui la trama è innervata, ed offrendo gli elementi tradizionali di questo genere quali battaglie, linguaggio composto da molte forme arcaiche, avventura.
D'altra parte Manfredi è maestro nel costruire romanzi incentrati su fatti storici realmente accaduti, e ogni volta che lo fa conferma le sue abilità.
La storia parte nel 260 d.C., quando ad Edessa l'esercito persiano rapisce con l'inganno l'imperatore Valeriano e la sua scorta; da questo fatto storico, l'autore costruisce il romanzo attorno alla figura inventata di Marco Metello Aquila, capo della scorta personale dell'imperatore romano.
Ecco che le pagine si susseguono rapide e veloci nella lettura, facendoci attraversare, assieme al comandante Aquila, l'intero regno persiano fino a toccare lo sterminato impero cinese, dove la tradizione vuole che nessun romano abbia mai messo piede (ma la realtà sarà ben diversa...). Aquila e il suo manipolo di coraggiosissimi legionari affronteranno le più atroci condizioni di schiavi in un isolatissimo carcere penitenziario persiano; conosceranno le astuzie di un mercante indiano; entreranno in contatto con la cultura cinese e con un modo assolutamente differente di pensare, vivere e combattere da quello romano.
Il libro si legge bene, soprattutto nella prima metà, che ho trovato particolarmente interessante.
La scheda
Titolo: L'impero dei draghi
Autore: Valerio Massimo Manfredi
Pagine: 415
Anno: 2005
Genere: Romanzo storico
Voto: 7,5

1 commenti:
Se passi da ma hai un meme...te ce sta bene
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