domenica, aprile 29, 2007

La Serie A, Farsopoli e la Liga. Considerazioni


Ringraziando il cielo, oltre al campionato italiano Sky permette ai propri utenti di vedere anche alcuni campionati europei, come quello inglese, tedesco o spagnolo, tutti molto concitati ed avvincenti.

Sì, perché l'Inter ha rovinato la bellezza del calcio italiano, quasi sempre molto avvincente nelle ultime giornate stagionali, autoproponendosi grazie soltanto al potere dei propri dirigenti come l'unica grande squadra del panorama nazionale.
Attualmente (ma in fondo in fondo è da settembre), la Serie A non ha più nulla da dire, nonostante alcuni semplici ottimisti ne assegnino una parvenza di interesse nella lotta per la retrocessione.
La giornata di oggi offre come ultimo sussulto di un campionato moribondo il derby romano, sempre molto emozionante, ma contestualmente neanche troppo, tant'è che l'home page del sito della Gazzetta non ne accenna alcunché, preferendo assegnare la copertina al trasferimento di Toni al Bayern Monaco per 18 milioni di euro e alle stralunate dichiarazioni di Roberto Mancini ("Meglio lo scudetto della Coppa Campioni"...)!

L'Inter, grazie alla grande invenzione di Farsopoli, ha sconvolto le dinamiche della Serie A, le aspettative dei tifosi e le emozioni degli amanti del calcio, riuscendo a far primeggiare per importanza una notizia di calciomercato (peraltro smentita dai protagonisti) sul derby Roma-Lazio.

Già il derby, secondo me ha più possibilità la Lazio...

Di conseguenza, le ultime domeniche utili per guardare qualche bella partita le utilizzerò per gustarmi la lotta allo scudetto tra Barcellona, Siviglia e Real Madrid. Perché in Spagna in soli 3 punti nel vertice della classifica figurano addirittura 3 squadre! E a mio parere il Real Madrid ha ottime chance di vincere la Liga, perché guidato da un tipo che, criticato, giudicato, condannato, è sempre lì comunque a lottare per il primo posto. Il Real gioca male e Capello è un difensivista, ma intanto si gioca il primo posto. Mettetela voi come vi pare!

Quindi, sì, il Real vincerà la Liga, anche se stasera rischia a Bilbao. E' una previsione, ma soprattutto un augurio.

venerdì, aprile 27, 2007

Tu no, perché sei napoletano


[Ale adviser]

I bergamaschi hanno la fama di tipi sanguigni, gran lavoratori, tosti, dal dialetto poco comprensibile, forse anche un po' leghisti. Di riflesso, la tifoseria dell'Atalanta mantiene stabili questi connotati, esagerandone spesso i tratti caratteristici.

Il comune di Bergamo, per il centenario della fondazione dell'Atalanta (il prossimo 5 maggio), ha deciso di fare un bel regalo ai propri tifosi, organizzando un grande spettacolo musicale allo stadio Atleti Azzurri d'Italia, dove si esibiranno alcuni dei più importanti cantanti italiani: Lucio Dalla, Gianluca Grignani, Gianna Nannini, I Pooh, Gli Stadio, Ron, Luca Carboni e molti altri ancora.

Tuttavia i tifosi dell'Atalanta, contenti del gesto gentile ma non affatto del contenuto del dono, stanno facendo di tutto per far saltare l'evento.

"Se viene lui - ha affermato uno dei capi ultras - lo fischieremo finché non se ne ritorna da dove è partito. Lo stadio diventerà una bolgia, ve lo assicuro".


Chi sarà mai?

Gigi D'Alessio sarebbe dovuto essere una delle stelle della serata del 5 maggio, che avrebbe cantato per i colori atalantini più di una canzone del suo ricco repertorio, ma poiché napoletano non ha riscosso grande successo, anzi una vera e propria ondata di ribrezzo.

Gli organizzatori, dunque, spaventati dal vedersi di fronte un'intera tifoseria inferocita proprio in un'occasione di festa e di divertimento, sono stati costretti ad annullare l'evento e a porgere sentite scuse al camorrista partenopeo.

Giusto o non giusto che sia, io sono con quelli che dicono che

ogni comportamento è sempre causato da un preciso motivo.

giovedì, aprile 26, 2007

Google meglio di Microsoft (che è meglio di Apple)


Google è diventato per la prima volta nella sua storia il sito più visitato del mondo, superando, nel 2006, il gigante Microsoft, grazie anche alla recente acquisizione di Youtube, costata ben 1,3 miliardi di dollari.

Inoltre, Google acquisisce ancor più prestigio dal momento che il proprio brand risulta essere la marca più potente della Terra, con un valore pari a circa 66 miliardi di dollari. La "Top 100 Most Powerful Brands" di Millward Brown Optimor recita infatti così:

Google, 66.434

2° GE, 61.880

3° Microsoft, 54.951

4° Coca-Cola, 44.134

5° China Mobile, 41.214

...

...

16° Apple, 24.728

...

...

75° Inter, 8.440

martedì, aprile 24, 2007

Alanis Morissette e la parodia di "My humps"

Vi ricordate di "My humps"? Uno dei tormentoni più apprezzati dei Black Eyed Peas, non fosse altro perché interpretata e ben ballata da Fergie, il rappresentante femminile della hip hop band statunitense.

Ebbene, Alanis Morissette ha confessato di esser letteralmente impazzita per quella canzone, ritrovandosi a cantarla anche durante il sonno, nonostante non ne apprezzi affatto il contenuto.

Tette, sesso, culi e soldi, sono questi i temi più cool della maggior parte della musica leggera contemporanea e la cantante canadese ha deciso di attaccarne ironicamente il messaggio veicolato, andando ad inventarsi una parodia proprio su "My humps".


Alanis Morissette


Si tratta di una vera e propria cover ufficiale, già dotata di videoclip on the web: Alanis canta alla sua maniera "My humps", ancheggiando e alludendo a un gruppo di gangster che fa da sfondo.



Il video ha già toccato quota 6 milioni di utenti, spopolando su Youtube. E Fergie, per nulla risentita dalla satira, si è complimentata con la Morissette inviandole una torta a forma di "chiappe"...


Fergie

lunedì, aprile 23, 2007

Videovetrina

1) La rapina a Tiger Woods: sull'erba di un campo da golf, Tiger Woods subisce una rapina.



2) Bomba in cucina: alcuni ragazzi fanno esplodere una bomba artigianale dentro la credenza di una cucina.



3) Di faccia su un tavolo: splendida caduta da una mountain-bike.



4) Atterraggio oceanico: il pilota di un caccia confida troppo nei freni del suo aereo quando prova ad atterrare su una portaerei.

Distanze

Lunedì 9 aprile 2007 - Domenica 22 aprile 2007: 688.5 km

venerdì, aprile 20, 2007

Massimo Moratti e cosa vuol dire la sportività


Adriano falsa l'andamento di una partita, ingannando volontariamente l'operato dell'arbitro, e viene giustamente squalificato.

Il presidente dell'Inter cosa ha da dire in merito?: "E' una vergogna! Questa è una imbecillità per cui dovremo per forza di cose presentare ricorso".

Signore d'altri tempi, leale ed obiettivo come nessun altro dirigente sportivo, Massimo Moratti non accetta una squalifica a posteriori, che obbliga la propria squadra a rinunciare ad Adriano per due giornate.

D'altro canto, sempre lui, campione di fair play, nel luglio 2006 ha ben accettato uno scudetto miseramente ed ingiustamente assegnato a tavolino.

Nel frattempo, l'Inter si ritrova con uno scudetto di cartone incollato sul petto e con Adriano che, vista la squalifica, questa mattina ha pensato bene di dormire più del solito, non presentandosi agli allenamenti.

Complimenti alla società Inter per la gestione delle situazioni delicate.


Massimo Moratti nel derby del 13/3/2007

giovedì, aprile 19, 2007

Diego Armando Messi

Mettetevi seduti. Comodi. Poggiate bene le gambe a terra.

Maradona è tornato.

Siamo alla semifinale di andata della Coppa del Re, il Barcellona ospita sul proprio campo il Getafe, senza i servigi di un Ronaldinho non al top della forma.
E' il 29' minuto del primo tempo e i catalani conducono la gara per una rete a zero, quando Lionel Messi prende palla a centrocampo. Salta di colpo uno, due avversari e s'invola verso la rete. Dribbla a velocità supersonica altri due difensori del Getafe e, prima di mettere a sedere il portiere, segna uno dei gol più belli della storia del calcio colpendo la palla da sotto, in modo da scavalcare il disperato tentativo in scivolata dell'ennesimo avversario.

Messi ha 18 anni. Il Barcellona ha mostrato prontezza e capacità di rischio nel prenderlo ancora infante. E ora se lo coccola.

Ah dimenticavo! Messi ha siglato anche la rete del 3-0, con una splendida azione da dentro l'area, coronata con un sinistro all'incrocio dei pali. Ma, pur essendo un gran bel gol, sfigura di fronte a questo.

Ecco il video del gol di Diego Armando Messi.

mercoledì, aprile 18, 2007

Ancora grande Inter


Eccola l'Inter che vincerà lo scudetto dei record!

Nelle due partite decisive della stagione fa cilecca come una provincialotta.

Prima il Valencia che la butta fuori dalla Coppa Campioni addirittura agli ottavi di finale, poi la Roma che con un imbarazzante 1-3 la cancella di prepotenza dal campo amico.

Neanche il pessimo errore di Trefoloni, che assegna un calcio di rigore assurdo, riesce a mettere le cose apposto per la Banda Bassotti perdazzurra.

Nessuno le toglierà la vittoria finale, ma gli irritanti elogi per una squadra molle nei momenti clou se li comincino a rimangiare tutti i farlocchi adulatori che ne hanno decantato le gesta. Spero almeno che si rendano conto una volta per tutte quali erano le vere ragioni per cui l'Inter gli scorsi anni ha proposto ai propri tifosi soltanto raggelanti manifestazioni d'inferiorità. Calciopoli non rientra in questa categoria.

Da ciò, tiro fuori una conclusione e una domanda:

1) L'Inter vincerà il campionato italiano grazie alle numerosissime vittorie contro le "piccole", in una stagione in cui la Roma ha perso troppi punti proprio con le ultime della classifica (e non è la prima volta che accade).

2) Se la partita Inter-Roma si fosse svolta, come originariamente previsto, in una situazione di classifica più vantaggiosa per i giallorossi, i ladrazzurri avrebbero vinto ugualmente lo scudetto?

P.S. E' doveroso a questo punto che prometta la mia presenza al Circo Massimo con tanto di maglietta di Montella, qualora la Roma vinca clamorosamente il campionato.

lunedì, aprile 16, 2007

5 motivi per cui scrivo sul blog

Metto questo post perché chiamato in causa da Paz! Non potevo certo tirarmi indietro. Spero che facciano altrettanto Vincenzo, Andrea e Barbara, mentre Marco è stato molto pronto a raccogliere l'invito.

Dunque, scrivo sul blog perché:

1) Mi diverto a rendere pubblici i miei pensieri.

2) Confronto il mio punto di vista con quello di amici e non.

3) Prendo confidenza con le tecniche di scrittura efficace.

4) Sfrutto la storica possibilità di utilizzare la tecnologia nel ruolo di produttore di contenuti e non solo come fruitore passivo.

5) E' un medium "serio", il cui andamento può essere efficacemente monitorato da strumenti attendibili.

domenica, aprile 15, 2007

Crisi in casa Roma

Ve lo dico adesso. 15/4/2007.

O Totti o Spalletti.

Da fonti sicure, è emerso che il Capitano della Roma non si è presentato alla ripresa degli allenamenti di giovedì 12 aprile. Francesco Totti, infatti, dopo aver giocato il ritorno dei quarti di finale di Champions League, ha accusato alcuni problemi alla schiena, disertando così gli allenamenti con la squadra.

Tuttavia Spalletti non l'ha per niente presa bene, dal momento che chi si sente acciaccato o lievemente infortunato è ugualmente tenuto quantomeno a presentarsi all'allenamento e, solo dopo un'eventuale bocciatura da parte dello staff medico, può tornarsene di diritto a casa.

A Spalletti non va giù che Totti abbia un trattamento diverso di fronte ai suoi compagni di squadra; non solo in questo caso specifico, ma come andazzo generale.

Si parla di una telefonata post-allenamento in cui il mister giallorosso ha usato toni duri e forti, peraltro comprensibili e pertinenti al caso.

O Totti o Spalletti.


P.S. invito i tifosi romanisti a diffidare della trasparenza del sito ufficiale della AS Roma, in cui non viene affatto citata l'assenza del Pupone da Trigoria. Tra le news, viene soltanto comunicato che:

I giallorossi oggi sono tornati ad allenarsi al centro sportivo di Trigoria. La squadra ha svolto inizialmente 15 minuti di corsa e riscaldamento, poi ha proseguito l'allenamento con possesso palla e possesso palla a entrare, inferiorità numerica e partitella al termine lavori individuali. Hanno eseguito lavoro differenziato: Aquilani, Chivu, Taddei, Tonetto, Martinez.

www.asromacalcio.it (12/4/07)

venerdì, aprile 13, 2007

Neo-Calciopoli. Precisazione mia. Comunicato della Juventus

Sono emerse dall'indagine portata avanti dalla procura di Napoli altre 15 partite relative a presunti illeciti compiuti da Moggi, quindi dalla Juventus. E' davvero divertente notare come l'opinione pubblica ripeta le medesime esternazioni della passata estate, senza neanche aspettare un benché minimo giudizio finale/ufficiale. La Juventus ha vinto lo scudetto 2004/2005 avvalendosi degli illeciti di Luciano Moggi, che come un boss malavitoso ha costretto i poveri arbitri a fischiare sempre a favore dei bianconeri. Vergogna! Dov'è la lealtà dello sport? Che la Juve se ne vada in Serie C!

Divertente.

Occorre ricordare a chiunque si schieri in tale posizione che la Juventus 2006/2007 non è più responsabile dell'operato della Juventus 2004/2005, non solo perché ha già pienamente (ed ingiustamente) pagato il massimo della pena, ma soprattutto perché sono cambiati per intero i quadri generali di gestione.
Per capirci, è come se la Juventus, a partire da settembre 2006, avesse cambiato nome, a seguito di una rivoluzione dirigenziale senza precedenti.
Certo è che, se quest'indagine fosse partita insieme alla precedente, la Juventus molto probabilmente si sarebbe trovata a fronteggiare un nemico su troppi fronti, e sarebbe finita con l'andare in Serie C, già prima di una qualsiasi serena valutazione giuridica.

Peccato! Sarà per un'altra volta.

Ora vi posto il comunicato stampa che la società bianconera ha appena pubblicato:

In questi mesi i giocatori e tutto lo staff della Juventus hanno affrontato con professionalità, passione e lealtà il campionato di serie B, superando la grave crisi dell’estate scorsa.
La consapevolezza di aver pagato un prezzo altissimo e di aver chiuso i conti con la Giustizia sportiva ha permesso ai suoi dirigenti di lavorare con tranquillità e di trovare la fiducia per lanciare un’operazione di aumento di capitale, che si propone di gettare le basi per costruire successi futuri.
Le notizie di fonte giornalistica sulla conclusione delle indagini della Procura di Napoli non mutano la ferma convinzione della società di aver chiuso con il passato e di non dover più rispondere di alcunché con riferimento a comportamenti attribuibili a precedenti gestioni e già oggetto di giudizio definitivo.
Ai tifosi, che non hanno mai fatto venire meno il proprio sostegno, la Juventus conferma il massimo impegno per vincere e per tornare ai vertici del calcio mondiale.

Godetevi questo campionato!

giovedì, aprile 12, 2007

Libri - 10+, Alessandro Del Piero


Oltre a ricamare magie e a sorprendere i critici con prestazioni super, Alessandro Del Piero ha anche trovato il tempo di scrivere un libro. Biografico, naturalmente.

Si chiama 10+, titolo azzeccato, non fosse altro che ruota tutto intorno al numero 10 la carriera di Alex, così come anche il libro, di cui è necessario sottolinearne la precisione nella punteggiatura (fatto sempre più raro negli scritti attuali).

La bandiera della Juventus svela ai suoi tifosi (perché saranno quasi soltanto loro a leggere il suo libro) i 10 gol più belli segnati, i 10 calciatori con cui avrebbe voluto giocare, i 10 piatti preferiti, i 10 cantanti più ascoltati, e così via in una sequela di esternazioni che vanno a definire meglio l'aspetto privato dell'uomo Del Piero, sempre molto attento peraltro a tenersi ben stretta la propria privacy.

Capello è citato soltanto come causa della scongiurata (per fortuna) possibilità di vedere Alex lontano da Torino; a Lippi vengono riservati invece molti elogi e manifestazioni di stima, ma anche il disappunto per le mancate presenze da titolare durante gli scorsi Mondiali in Germania.
L'unica figura ad essere sempre presente nelle pagine del libro è Sonia, sua moglie.

Così, tra i ricordi di un'infanzia vissuta normalmente e legata alla figura del padre, prendono forma i pensieri relativi ad un'estate da Campione del Mondo, i successi ottenuti con la propria squadra, il dolore provocato dal terribile infortunio di Udine, l'anomalia di un campionato giocato in Serie B, il tutto documentato con delle belle fotografie.

Per chi tifa Juventus, è un bel libro.


La scheda

Titolo: 10+
Autore: Alessandro Del Piero
Pagine: 164
Anno: 2007
Genere: Biografia
Voto: 10+

Alessandro Del Piero

martedì, aprile 10, 2007

6 motivi perché il Manchester può vincere


E' stato divertente la scorsa settimana prevedere e azzeccare il pronostico della partitissima Roma-Manchester, quindi non vedo perché non dovrei riprovarci - fermo restando che prevedere l'esito di una partita di calcio non è scienza ma supposizione.

E quindi, ecco i motivi secondo cui a mio parere il Manchester stasera vincerà e passerà il turno:

1) l'Old Trafford: l'imperioso stadio del Manchester United è un vero e proprio tempio del calcio, che incute timore e reverenza a tutti gli ospiti di turno. In quanto tempio sacro, chissà che stasera non ci sia un sacrificio offerto al dio Calcio...

2) l'ambiente: altro che bolgia e girone dantesco, stasera ci sarà nient'altro che una guerra novecentesca tra nazioni: Inghilterra contro Italia. E visto che gli italiani saranno in netta minoranza, può essere che riassisteremo a una nuova edizione di Caporetto

3) Alex Ferguson: il decennale allenatore dei Red Devils che ha vinto tutti e tutto è una sorta di sciamano "pallonaro", imperscrutabile nelle emozioni esternate, obiettivamente uno dei migliori allenatori della storia del calcio. Conferma in blocco la formazione dell'andata con Fletcher al posto dello sciagurato Scholes.

4) Cristiano Ronaldo: per chi ancora ne dubitava, il portoghese ha dimostrato per l'ennesima volta di essere un fenomeno proprio allo stadio Olimpico di Roma, dove per tutta la partita è sembrato troppo forte rispetto agli altri. Panucci si sta già facendo il segno della croce e pare che scenderà in campo sulla sella di una moto GP

5) l'esperienza: il Manchester ne ha da vendere, nonostante sia una squadra giovane. Giggs e Ferguson sono gli emblemi di questa preziosa esperienza, mentre Solskjaer se lo ricordano tutti quando mise in ginocchio il Bayern Monaco agli ultimi secondi di una passata finale di Champions

6) Francesco Totti: dalla sua bocca è uscita questa frase "Sento più Manchester-Roma che la finale mondiale". Benissimo, e lo abbiamo notato tutti quando contro la Francia girovagava per il campo senza colpo offendere. Continuo a rimanere perplesso di fronte alle sue esternazioni, oltre che alle sue partite.


Perché la Roma può strappare un risultato storico:

1) contropiede: il Manchester sarà costretto a fare la partita (occhio ai cross che pioveranno come granate nell'area giallorossa) e la Roma può sfruttare questo vantaggio, rispondendo con la tattica del contropiede. Ha giocatori rapidi e veloci, che con le verticalizzazioni di Totti possono fare a fette la statica difesa avversaria.

2) momento di forma: la Roma viene da due vittorie (quella dei quarti d'andata e quella contro il Catania), mentre il Manchester arriva da due sconfitte (quella contro la Roma e quella contro il Portsmouth) e ha l'immonda paura di poter perdere sia campionato che coppa. A volte il fattore psicologico conta più dell'effettiva efficienza tecnico-tattica.

lunedì, aprile 09, 2007

Distanze

Lunedì 2 aprile 2007 - Domenica 8 aprile 2007: 136 km

venerdì, aprile 06, 2007

Videovetrina

1) Un atterraggio doloroso: una giovane ginnasta picchia la testa e non si regge più in piedi.




2) Un atterraggio morbido: si lancia da un'altezza improponibile, ma fa meglio di Stallone in Rambo.




3) Paura dei topi?: splendida reazione di una ragazza al contatto con dei ratti.




4) Cartelloni volanti: su un campo da calcio i giocatori rischiano l'incolumità a causa di un vento spropositato.


giovedì, aprile 05, 2007

Libri - Il discepolo, Elizabeth Kostova


Generalmente sono poco propenso ad acquistare libri scritti da donne.

Non per partito preso, ma per esperienza praticata. Ogni volta che mi sono trovato a leggere un qualsiasi libro scritto da un rappresentante del gentil sesso, sono sempre rimasto deluso ed ho sempre trovato difficoltà nella lettura. "Che si limitino a tradurre!", mi sono spesso detto.
Non lo so, sarà un loro modo differente di presentare i fatti, sarà una sorta di mio schema mentale idoneo all'orientamento nella narrazione, eppure tutte le autrici che ho avuto modo di leggere hanno confermato tale tendenza.

Finché non è arrivata questa Kostova.

Nome bulgaro (preso in prestito dal marito), ma americana di nascita, Elizabeth Kostova, laureata a Yale, esordisce nella narrativa proprio con "Il discepolo". E ci riesce in grande stile: il libro è infatti stato comprato da un pool di editori a 2 milioni di dollari ed è stato tradotto in 28 lingue.

"Il discepolo" concentra il contenuto della propria trama sul conte Vlad, Drakulya, Dracula insomma, un personaggio titanico nella mitologia dei protagonisti romanzeschi. Ma la Kostova è intelligente nell'evitare di soffermarsi a caratterizzare più del dovuto un soggetto narrativo di tale spessore, mettendolo quasi ai confini della storia. Mi correggo, più che ai confini, Dracula si trova al di sopra della storia narrata (ambientata tra gli anni '30 e gli anni '70), che ne risulta inevitabilmente intrisa.
Gli altri personaggi della storia, coloro che devono vedersela con l'Impalatore, sono incatenati alla scoperta di un libro raffigurante un drago stilizzato, che ne cambia il destino.

La lettura scorre piacevole, nonostante sia intricata. Ad ogni vicenda ne è collegata una precedente, a sua volta relativa ad un'altra: questo continuo rimandare a un tempo narrativo antecedente (il flashback) è ben reso non attraverso il ricordo o il dialogo, ma tramite la scoperta da parte dei personaggi di lettere, documenti, stralci di manoscritti, che raccontano fatti accaduti nel passato, ma collegati al presente.

L'unica pecca è rappresentata dal finale, troppo rapido nello svolgimento.

Merita una citazione testuale, la descrizione di Budapest, una delle città toccate dai protagonisti della storia.
Chiunque sia stato a Budapest non può far altro che annuire ad ogni passo.


"La prima impressione di Budapest che ebbi attraverso i finestrini del taxi fu di una vasta nobiltà. Helen mi aveva spiegato che ci saremmo recati in un albergo vicino all'università, sulla sponda orientale del Danubio, a Pest, ma apparentemente aveva chiesto al conducente di deviare lungo il fiume prima di condurci a destinazione. Percorremmo strade contornate da edifici del XVIII e XIX secolo, ravvivate qua e là da un'esplosione di fantasia liberty o da un albero tremendamente vecchio. Poi arrivammo in vista del Danubio. Era enorme - non ero preparato a tanta magnificenza - con tre grandi ponti che lo attraversavano. Sulla nostra sponda svettavano le guglie e la cupola neogotiche del Parlamento, mentre sulla riva opposta, immersi negli alberi, c'erano il palazzo reale e altre guglie di chiese medievali. E nel mezzo il fiume, grigio-verde, la superficie increspata dal vento e sfolgorante nella luce del sole.
Avevo previsto che avrei ammirato Budapest; non immaginavo però di rimanerne sopraffatto. Aveva assorbito schiere di invasori e alleati, a cominciare dai romani per finire con gli austriaci o i sovietici, e tuttavia era diversa da ogni altra città che avevo visitato. Non era del tutto occidentale, né orientale come Istanbul, e neppure nord-europea, a dispetto delle architetture gotiche".

La scheda

Titolo: Il discepolo
Titolo originale: The historian
Autore: Elizabeth Kostova
Pagine: 668
Anno: 2005
Genere: Thriller, Avventura
Voto: 8

Elizabeth Kostova

mercoledì, aprile 04, 2007

6 motivi perché la Roma può vincere

Nonostante le partite di calcio siano tutte impossibili da prevedere - se non fosse così la Snai e il Totocalcio non esisterebbero -, quella di questa sera ha buoni motivi di essere verosimilmente immaginata.

La Roma affronterà al riparo delle mura amiche i temibili Red Devils del Manchester United, in un incontro valevole per i Quarti di Finale di Champions League. A mio modo di vedere, libero da ogni sorta di superstizione di parte, la Roma ha nettamente più possibilità di riuscire a strappare un ottimo risultato di quante ne abbia il Manchester, perché:

1) Innanzitutto il Manchester non avrà a disposizione 3/4 della difesa titolare più un centrocampista tuttofare: saranno assenti per infortunio Neville (il capitano e uno dei giocatori con più esperienza in campo internazionale), Vidic (difensore centrale autore di una splendida stagione e spesso pericoloso sotto porta), Silvestre (altro difensore centrale che all'Inter, manco a dirlo, ha fallito, ma che in Inghilterra gode di ampia stima), Evra (il terzino sinistro francese dotato di un ottimo piede) e Park (il coreano ammazza-Italia, che nelle ultime gare di Premier League è andato puntualmente a segno)

2) La Roma gioca in casa: il supporto dei tifosi romanisti non manca mai di spingere la propria squadra, anche quando questa non se lo meriti affatto (non è il caso di questa stagione). Lo stadio Olimpico sarà gremito.

3) I sostituti (O'Shea e Brown) della difesa titolare del Manchester non sono affatto all'altezza dei titolari. Statici e con dei piedi da imbarazzo, devono essere attaccati di continuo da e Mancini e Wilhelmsson.

4) La Roma gioca con la squadra tipo: sarà assente soltanto Pizarro per squalifica (poteva risparmiarsela) e Tonetto per infortunio. Giocherà quindi Perrotta al fianco di De Rossi con inserimento di Wilhelmsson in avanti, e Panucci terzino sinistro con Cassetti laterale destro.

5) Il portiere del Manchester non è all'altezza: Van der Sar è continuamente sotto pressione e della Roma non ha buoni ricordi (insieme al cambiamento delle regole in corso, fece perdere uno scudetto alla Juventus). Tirare, tirare, tirare!

6) La legge dei primi: tutte le squadre che primeggiano nel proprio campionato sono state eliminate dalla Champions League, eccetto appunto il Manchester. Che la legge si ripeti?


Perché la Roma può perdere:

1) Cristiano Ronaldo: è, alla pari di Ronaldinho e Ibrahimovic, il giocatore più forte del mondo. Questo dovrebbe bastare. Tuttavia, non segna in Champions dalla notte dei tempi e, se attaccato, si innervosisce (in questo mi ricorda qualcuno).

2) Il blasone: la Roma non è storicamente abituata a giocare partite così importanti, anzi questa Coppa Campioni non avrebbe neanche dovuto giocarla.

lunedì, aprile 02, 2007

Protocollo Inter


Continuo da dove avevo lasciato.

Ossia da quegli stessi illeciti compiuti dalla Internazionale F.C., ma con i quali ed attraverso i quali è stata condannata la Juventus.


Abbiamo visto come l'arbitro Nucini dichiarò pubblicamente di essere amico intimo dell'ex presidente dell'Inter Facchetti, come il designatore arbitrale Bergamo in diretta nazionale affermò di aver ospitato parecchie volte in casa propria Giacinto Facchetti, e come da alcune intercettazioni rilasciate alla stampa emersero telefonate tra l'altro designatore arbitrale Pairetto e sempre lui, Giacinto Facchetti.

A questo occorre aggiungere:

1) Contatti telefonici tra il proprietario dell'Inter Massimo Moratti e l'ex segretaria della Commissione arbitri Maria Grazia Fazi. ----------->

La Juventus per le stesse motivazioni ha avuto: retrocessione in B, meno 9 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere gran parte della squadra titolare.

2) Durante la trasmissione di Antenna 3 dell'11/09/2006, Bergamo dichiara di aver ricevuto, durante il campionato 2005-2006, telefonate private da parte dei dirigenti di tutte le squadre di A e si interroga sorpreso di come siano risultate intercettate soltanto le chiamate di Moggi. ----------->

La Juventus per le stesse motivazioni ha avuto: retrocessione in B, meno 9 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere gran parte della squadra titolare.

3) Carte d'identità di Daniele Bernazzani e Massimo Pellegrini falsificate in modo da abbassare l'età dei due giocatori della Primavera, per poter essere schierati nel mondiale Fifa delle Giovanili. Complimenti!


Ma d'altro canto, come prima l'opinione pubblica e la comunicazione mediatica, mosse come delle vere e proprie marionette, si sono sentite offese ed indignate dalla slealtà di quel codardone di Moggi, adesso rendono omaggio, prone, alla magnificenza del Dream Team interista che, udite! udite!, ha ben venti punti di distacco dalla seconda in classifica.

Non pensano, però, che, mentre prima la Juventus è stata demonizzata neanche fosse una strega nel Medioevo, quando invece il diavolo si trovava nell'animo di qualcun altro (almeno in questo caso non fra gli adepti milanisti), adesso non fanno attenzione a notare come l'Inter non sia affatto una squadra mirabile, quanto piuttosto una società che, gestendo a proprio piacimento un fatto di massa, sia riuscita a far tabula rasa di avversari degni di nota, avvalendosi del favore drogato di un'opinione pubblica ebbra nel vedere la Juventus in B.

Io dico una cosa:

Godetevi questo campionato.

Distanze

Lunedì 26 marzo 2007 - Domenica 1 aprile 2007: 350.5 km