martedì, marzo 27, 2007

Loghi e blocco occupazionale



L'università degli studi di Roma La Sapienza cambia look e si rifà il logo.

Tranquilli, sempre di un angioletto si tratta, ma ora appare più stilizzato e con sfondo rosso.

La notizia non è di primissima uscita, dal momento che la presentazione ufficiale della nuova identità visiva de La Sapienza risale al 28 settembre 2006, ma è un altro l'aspetto su cui mi soffermo un attimo a ragionare.

Il nuovo logo è opera di Antonio Romano, docente di Grafica design alla facoltà di Scienze della Comunicazione de La Sapienza, che è riuscito a vincere il bando attraverso cui si sarebbe scelto ufficialmente l'ideatore del marchio. Fin qui tutto normale.
Le cose iniziano a cambiare nel momento in cui viene comunicato il compenso che l'egregio prof. Romano ha percepito: 223.000 euro.Ebbene sì, La Sapienza ha investito più di 200.000 euro in un'operazione di restyling di cui obiettivamente non si sentiva una necessità vitale. Soprattutto se si pensa che, ancora oggi, esistono lezioni svolte all'interno di tendoni da circo, dove i microfoni stentano a dar prova delle proprie abilità acustiche. Il più grande ateneo europeo per presenze staziona tra gli ultimi posti al mondo per strutture ed opere di ammodernamento.

Ad ogni modo, se non è competenza mia quella di metter becco in operazioni di budget e di investment management, cambio fronte e vado ad analizzare il bando di concorso per il nuovo logo. E mi concentro su un punto: le modalità di selezione, ossia i fantomatici requisiti che il concorrente è obbligato a comprovare.



La Sapienza ha imposto che i partecipanti fossero professionisti della comunicazione, che avessero svolto servizi identici per aziende o istituzioni primarie con buon esito. Tre requisiti, di cui, se ne manca uno, decade insindacabilmente la possibilità di concorrere.

E' questo metodo che blocca il mercato delle occupazioni nazionali. Quanti sono in Italia i professionisti che si possono vantare tronfi di aver svolto incarichi di quel tipo? A ragione pochi e, continuando così, saranno sempre meno, e soprattutto sempre gli stessi.
Un esempio pratico? Sapete chi ha inventato il brand di Capitalia, quello della Tim, o la "farfalla" della Rai? Un certo Antonio Romano.

lunedì, marzo 26, 2007

Distanze

Lunedì 12 marzo 2007 - Domenica 25 marzo 2007: 713.5 km

domenica, marzo 25, 2007

Videovetrina

Ubriaco al Grande Fratello [Ale adviser]: non so da che paese proviene, però è geniale!



La donna fionda: un bungee jumping in orizzontale.



Salto con gli sci: venuto male.



Genitori modello!: insegnano al piccolo figlioletto a sparare con una pistola vera!

mercoledì, marzo 21, 2007

Portieri pazzi!

La scorsa settimana calcistica ha proposto fatti mirabolanti, con protagonisti assoluti i portieri. Dal gol in coppa Uefa di Palop alla papera in Serie A di Pantanelli, ecco la rassegna video delle imprese più eclatanti.



Il gol dell'anno! In Tottenham-Watford, Robinson (portiere della nazionale inglese) beffa Foster (vice di Robinson nella nazionale inglese) calciando la palla da 80 metri!!!





Una cometa di Edgar Davids abbatte Gomez in Psv-Ajax





Sampdoria-Palermo: Barzagli e Agliardi fanno le belle statuine. Quagliarella ne approfitta.





Palop diventa eroe di Siviglia quando pareggia all'ultimo minuto utile la gara di coppa Uefa tra Siviglia e Shaktar.





Catania-Reggina: Pantanelli si fa uccellare da Foggia con un tiro da centrocampo.

martedì, marzo 20, 2007

Protocollo Inter


La scorsa settimana avevo promesso che in questa puntata di Protocollo Inter sarei vivamente entrato nel merito degli illeciti prodotti dalla Banda Bassotti interista. Dunque, sono pronto alla grande carrellata (che non si esaurirà oggi, ma avrà una coda nella prossima puntata).

1) L’arbitro Nucini ha ufficialmente dichiarato di essere molto amico di Facchetti e di aver pranzato spesso con lui; si lamentava con l'ex presidente nerazzurro di ostacoli alla sua carriera e chiedeva raccomandazioni. C'è da dire che le squadre che affrontavano l'Inter con l'arbitro Nucini erano pienamente tutelate... Gli incontri tra Nucini e Facchetti non sono mai stati pubblicamente negati dalla società nerazzurra. ----------->

La Juventus per le stesse motivazioni ha avuto: retrocessione in B, meno 9 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere gran parte della squadra titolare.

2) Facchetti, quando l'Inter andava a giocare in trasferta in Toscana, era solito fermarsi a pranzare a casa del designatore arbitrale Bergamo, il quale dichiara addirittura che Facchetti si fermava anche a dormire a casa sua, dove spesso parlavano delle griglie arbitrali.
Ma dai, erano amiconi e di sicuro non c'era malafede nelle loro bazzicate...

Riporto l’intervista a Bergamo nella trasmissione MATRIX di Enrico Mentana.

MENTANA:
"Signor Bergamo, in una telefonata con Moggi si parla di "una cena"
con Giraudo a casa sua, vorrei sapere: oltre a loro ha invitato altri
dirigenti a casa sua?"
BERGAMO:
"Certamente, venivano a casa mia molti dirigenti di società di calcio
anche con le loro famiglie, in quanto legato da vecchie amicizie"
MENTANA:
"Qual'era il dirigente che veniva più spesso a trovarla??"
BERGAMO:
"Beh! per la verità, non posso nascondere che GIACINTO FACCHETTI è stato quello che più degli altri ricevevo in casa"!!! ----------->

La Juventus per le stesse motivazioni ha avuto: retrocessione in B, meno 9 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere gran parte della squadra titolare.

3) Tra le intercettazioni pubblicate dai giornali, saltano fuori per sbaglio alcune telefonate tra Facchetti e Pairetto (l'altro designatore arbitrale). In una di queste i due campioni di sport parlano di parecchi biglietti delle partite dell'Inter da consegnare a Pairetto; nella telefonata emerge che i biglietti si trovavano nella sede nerazzurra e che sarebbe passati a prenderli tal Santambrogio. ----------->

La Juventus per le stesse motivazioni ha avuto: retrocessione in B, meno 9 in classifica, revoca di 2 scudetti, mancata partecipazione per almeno 3 anni alla Champions, obbligo di fatto a vendere gran parte della squadra titolare.


Ad ogni modo, la Juventus sta risalendo la china di un campionato che non le si addice, grazie alla classe e alla professionalità di Del Piero (su tutti), Nedved e Buffon, e all'imprevedibilità di un futuro campione come sarà Raffaele Palladino.

L'Inter, invece, si appresta a vincere uno degli scudetti
più squallidi della storia del calcio italiano (fa concorrenza con quelli giocati in periodo di guerra), mentre dalla Coppa Campioni è già inesorabilmente uscita. Per questo mando un caloroso abbraccio e un grazie di cuore agli indomabili campioni del Valencia.


domenica, marzo 18, 2007

La sagra del parcheggio

Ci mette cinque minuti (300 secondi!!!) a parcheggiare una minuscola Panda rossa, in un parcheggio in cui avrebbe potuto far manovra una ruspa!

Soltanto il finale svela il sesso del guidatore.


sabato, marzo 17, 2007

L'Università-azienda vs Lo Studente-cliente


Nella società dei consumi, nella società della comunicazione, nella società del digitale, il mondo appare dicotomizzato in due universi separati. Sembra proprio che dai tempi di Marx la realtà non sia affatto cambiata.

Da un lato, figurano i detentori dei mezzi di produzione, le emittenti informazionali, i creatori di standard tecnologici; dall’altro lato, si oppongono i consumatori di massa, i riceventi mediali, gli acquirenti informatici.

Tutto è creato, offerto e prodotto per essere acquistato, fruito e consumato. Siamo bombardati da un ingente flusso di testi promozionali finalizzati alla grande compera. E i rapporti interpersonali sono modellati secondo le stesse tecniche che dirigono le relazioni tra azienda e clienti.

Fin qui nulla di nuovo. Esistono libri, dibattiti e infinito ciarpame sulla società dei consumi.

Tuttavia, pongo all’attenzione una dinamica nuova che investe quella che alcuni chiamano società post-industriale, altri società post-moderna, altri ancora società post-materialista: in realtà si tratta in tutti i casi della medesima realtà, la nostra.

Nella nostra società, per la prima volta, le università si presentano agli occhi dei cittadini come delle vere e proprie aziende. Gli atenei si sono moltiplicati a macchia d’olio, la concorrenza conseguentemente è aumentata, e nuove strategie sono emerse per catturare nuovi clienti: gli studenti.

I maturandi, future matricole universitarie, sono circa 350.000 e le università sono in guerra tra loro. Le strategie da accalappia-studenti mirano ad offrire la massima visibilità all’esterno per ogni singolo ateneo. Un’efficace comunicazione informativa è diventata indispensabile: pubblicità, ma non solo. Pare che le università siano pronte a tutto pur di vedere accrescere il proprio numero di corsisti, e così sono disposte a:

- regalare lauree: i casi di Pierluigi Collina e di Vasco Rossi sono emblemi di come determinati corsi di laurea tentino di creare una propria identità associandosi a personaggi noti;

- inventarsene di nuove: basti pensare che nel 2002/2003 (primo anno di applicazione della formula 3+2) i corsi di laurea attivati erano 3.838, mentre nel 2006/2007 si è toccata quota 5.434!

Probabilmente una preparazione universitaria ordinaria e, a tutti i costi, massificata proporrà laureati ordinari e, inderogabilmente, massificati.

Non ci sarà più un’elite di teste pensanti, ma soltanto una massa di teste ripetenti.

lunedì, marzo 12, 2007

Protocollo Inter

Eccoci di nuovo qui. Siamo alle solite. Il campionato è atipico e innaturale.

Erano 20 anni che l’Inter non vinceva due derby nello stesso campionato; erano 110 anni che la Juventus non si trovava in una serie diversa dalla A; erano 14 anni che Totti non figurava come capocannoniere del torneo.

Tutto molto strano.

Come strano è il fatto che l’Inter giochi legalmente nella Serie A.

Anzi, proprio strano non dovrebbe essere, visto il nodo di potere che si concentra nella società nerazzurra. Nodo a cui, come detto in precedenza, sono collegati tutti gli altri punti del sistema. Prendendo in prestito il lessico proveniente dalla Teoria dei Grafi, è come se il contesto economico/sociale del calcio italiano sia una sorta di grande rete, costituita da nodi (elementi) e link (connessioni tra elementi). Caratteristica peculiare di questa rete è la sua centralizzazione, e per questo può anche essere definita come rete a stella. In una rete a stella esiste un nodo (chiamato hub o centro-stella) che collega ogni altro elemento della rete. Tutti i nodi, tranne il centro-stella, sono collegati ad un solo altro nodo. Per scambiare informazioni tra due nodi è necessario, quindi, passare per il centro-stella, che in tal maniera detiene un vantaggio competitivo su tutti gli altri elementi.

L’Inter è il centro-stella della rete calcistica italiana.

La conferma a ciò sono gli strettissimi rapporti tra Moratti-Guido Rossi-Tronchetti Provera, che hanno permesso e continuano a permettere all’Inter qualsiasi azione che le arrechi un vantaggio, indipendentemente dalla legittimità dei mezzi utilizzati. Soltanto l’Inter può riuscirci.

Il caso Recoba è esemplare. Come anche il caso delle plusvalenze. Argomenti di cui ho già parlato.

Tuttavia, sono altri e peggiori gli illeciti di cui si sono macchiati i grandi moralizzatori.

Le prossime due puntate di Protocollo Inter si concentreranno proprio su questi punti.


Distanze

Lunedì 5 marzo 2007 - Domenica 11 marzo 2007: 433 km

venerdì, marzo 09, 2007

Videovetrina

1) 1 l di vodka in 20 secondi: ce la fa! E si vede...

2) Il salto della morte: prima dà fuoco a una siepe, poi si lancia da un dirupo. Ma il salto è troppo breve.

3) Un "tronco fra le gambe": andare sullo slittino può essere più pericoloso del previsto.

4) Banzai! New version: splendida candid camera giapponese in cui le vittime si ritrovano improvvisamente su una slitta in mezzo alla neve! Da non perdere!

martedì, marzo 06, 2007

Protocollo Inter


Mentre la Juventus annienta il Piacenza grazie ad un'incredibile prestazione di Alex Del Piero, l'Inter allunga il passo e si avvicina sempre più alla conquista di uno dei più squallidi scudetti del calcio italiano, grazie alle magie di Ibrahimovic contro il Livorno e grazie all'ennesimo passo falso di una Roma che non riesce a trovare stimoli contro le squadre piccole. E' proprio questo il tema della scorsa giornata di campionato: pensate che la Roma ha ottenuto quattro pareggi, tra andata e ritorno, con Ascoli e Chievo, di cui alcuni trovati soltanto quasi allo scadere de i 90 minuti di gioco.

Questo è ciò che l'invenzione Calciopoli ha prodotto: per poter far sì che l'Inter vincesse un campionato, si è pensato bene di farla giocare da sola. Era l'unico modo sicuro.
L'Inter non ha avversari e, escluso il triste campionato scozzese, è l'unica squadra in Europa a guidare il proprio campionato nazionale vantando un distacco così gravoso dalla seconda in classifica. Ma l'Inter avrebbe dovuto pagare con l'eliminazione legale dalla Serie A già da tempo, e cioè quando la Banda Bassotti nerazzurra fece carte false (locuzione da intendere in senso letterale) per poter schierare El Chino Recoba in campo.

Il 30 gennaio 2001, il pm di Udine, Paolo Alessio Vernì, ordinò un'ispezione nella sede dell'Inter e nell'abitazione di Recoba nell'ambito dell'inchiesta sui passaporti falsi, che vedeva peraltro protagoniste anche altre squadre (tra cui Roma, Lazio e Napoli, alle quali regalerò debito spazio a tempo debito). Fu così trovato il passaporto del giocatore uruguaiano e, dopo un'accurata analisi, fu dichiarato contraffatto. Contraffatto = falso = illegale.
Dopo attimi d'indecisione ed imbarazzo, la società nerazzurra fu pronta a dichiararsi completamente estranea alla vicenda e in buona fede con Recoba. Ma la realtà era molto diversa e fu svelata dal pm di Roma, Piro: il dirigente interista Lele Oriali, su suggerimento del consulente della Roma, Franco Baldini, si è messo in contatto con un misterioso faccendiere rispondente all’esotico nome di Barend Krausz von Praag, il quale lo ha aiutato nell’ottenimento del documento. Fu dimostrato anche che tale von Praag ricevette 80.000 euro da Oriali per conto dell'Inter, come costo del lavoretto.
Ma un'altra prova è decisiva nel poter giudicare l'illecito. Recoba, interrogato dal giudice, affermò che il passaporto gli fu consegnato da Oriali il 9 settembre 1999, alla vigilia di Roma-Inter. Tuttavia, la data di rilascio del passaporto risulta precedente di un anno (9 novembre 1998) e Recoba risulta residente a Roma!
La procura, poi, notò che l'Inter, sette mesi dopo aver fatto falsificare il passaporto di Recoba, iniziò una faticosa ricerca di antenati europei del giocatore, mai trovati.
Altra vicenda, simile nei contenuti, riguarda la patente del giocatore. Anche questa risultò contraffatta ed offerta dall'onestissima società interista a Recoba, per potergli permettere, poverino, di razzolare per le strade di Milano con la propria autovettura. Peccato che la patente faceva parte di un gruppo di documenti rubati negli uffici della Motorizzazione di Latina.

Dunque, l'Inter schierò in campo un giocatore che non avrebbe potuto schierare come regola imponeva e, mentre in Francia il Saint Etienne per lo stesso identico motivo fu prontamente retrocesso in Serie B (impiegò tre anni a ritornare nella massima serie), in Italia la lentezza delle nostre pratiche processuali ha fatto sì che soltanto nel 2006 si arrivò ad una decisione. Il 25 maggio 2006, il Gip del Tribunale di Udine, Giuseppe Lombardi, accolse la richiesta di patteggiamento dell'attaccante uruguayano dell'Inter, Alvaro Recoba, e di Gabriele Oriali, responsabile dell'area tecnica della società nerazzurra, infliggendo la pena di sei mesi di reclusione ciascuno (sostituita con una multa di 21.420 euro) per i reati di concorso in falso e ricettazione.

L’Inter, secondo i regolamenti, avrebbe dovuto essere sconfitta a tavolino ed essere sanzionata di un punto, per ogni partita in cui schierò Recoba come comunitario. Il totale ammonterebbe all’enorme cifra di 56 punti, con la conseguente retrocessione del club nerazzurro, sia che il provvedimento venisse applicato nel campionato precedente (il 1999/2000, dove ottenne 58 punti) che in quello ancora in corso (il 2000/2001, a fine anno ne totalizzerà 51). Con 56 di penalizzazione l’Inter sarebbe stata la prima squadra a scendere sotto lo zero in classifica.

Ma le vie del magico trio M-R-TP sono infinite.

Quello che mi sorprende e che dimostra la forza autoritaria di queste persone è il fatto che siano riuscite a rigirare totalmente la frittata.
L'Inter, ora, si erge come bandiera dell'onestà di un calcio finalmente pulito.

Se siete così ingenui da crederle, non fate altro che confermare la supremazia di un potere malavitoso.


lunedì, marzo 05, 2007

Distanze

Lunedì 26 febbraio 2007 - Domenica 4 marzo 2007: 397.5 km

venerdì, marzo 02, 2007

La profonda affinità tra cammelli e uomini


Poveri cammelli! Sempre al caldo bollente del giorno e al gelido freddo della notte. Sempre senz'acqua. Sempre con le zampe sulla sabbia. Il deserto offre questo, i cammelli lo sanno e infatti hanno preso provvedimenti.


Tempo fa qualcuno importò in Svezia un piccolo gruppo di cammelli africani, per vedere come si adattassero a condizioni totalmente opposte a quelle del proprio habitat naturale.

E' notizia di oggi che il Ministero dell'Agricoltura svedese ha ordinato di effettuare un censimento per contare quanti esemplari di cammelli siano effettivamente presenti sul suolo della splendida nazione scandinava. Sembra, infatti, che ci sia stata una vera e propria riproduzione di massa che ha colto di sorpresa etologi e zoologi, incapaci di dare una risposta scientificamente esaustiva al fenomeno. E' stato, per questo, organizzato un team di scienziati specializzati, uniti e coesi per risolvere la questione il più in fretta possibile.



E serve un team di capoccioni?

Se prendo un Tebu*, che ogni giorno deve farsi un mazzo così per trovare una goccia d'acqua, che deve vestirsi di lana (!) per combattere il caldo (!!!) e che ha una vita sociale pari soltanto a quella di un uomo nel deserto..., e lo porto in Svezia (non dico a Stoccolma, perché sennò pare che sono fissato), secondo voi che fa? Si impunta rischiando l'estinzione o si adatta più che bene?

I cammelli sono uguali.


* I Tebu sono un popolo che abita le zone centro-settentrionali del Sahara.