martedì, febbraio 27, 2007

Tanti auguri!


E' un anno che è nato Decodifica Aberrante. Tanti auguri a lui! Il grande profeta fidelizzatore....

Vorrei proporre i migliori post, ma occuperei troppo spazio. Propongo, invece, i migliori video pubblicati.

Videovetrina "Maxi"

L'epico scontro tra un cervo e un cacciatore: uno dei più bei filmati della Rete!

La presa in giro: Steven Gerrard viene sbeffeggiato negli spogliatoi da un ragazzino tifoso del Chelsea.

Super Mario Bros dal vivo: messa in scena di un videogame cult come Super Mario Bros.

The Strikeover: sfido chiunque a farlo!

Van Damme nasconde ...il cellulare: in un tv-show brasiliano Jean-Claude Van Damme balla con le veline del luogo, ma anche lui alla fine si deve arrendere alle necessità fisiologiche.

Il calciatore indemoniato: subisce un brutto fallo alla testa e perde totalmente il controllo di sé.

Placcaggio: un orco d'uomo carica da dietro il suo inconsapevole amico. Bello il replay.

The Tongue Cut: i monnosi e la loro "cultura". Farsi tagliare la lingua. Perché?

Protocollo Inter


Ho aspettato il posticipo di Serie B per pubblicare la nuova puntata di Protocollo Inter. La Juventus è riuscita a passare sul campo del Modena soltanto nei minuti finali, grazie ad uno splendido autogol di Centurioni. La serie A è a tre punti di distanza in meno.
Serie A che ormai ha perso d'interesse. Si vedono sempre le stesse cose, trite e ritrite. L'Inter che stravince, la Roma che non molla, l'entusiasmante lotta per il quarto posto, Ibrahimovic punto di riferimento, Rocchi che conferma la sua magica annata, Totti che conferma i pregiudizi che all'estero hanno su di lui.

Per fortuna che Sky offre anche altri campionati.

L'Inter è campione d'Italia in carica, per scaltrezza, sicuramente non per merito. Ma una volta quelli scaltri erano additati come ladri, come furbastri furfantelli, dagli invidiosi di turno. Ora gli scaltri sono i giusti, i meritevoli.
La scorsa domenica avevo parlato della trama tentacolare che legava (e che lega tuttora) Moratti-Tronchetti Provera-Guido Rossi, e avevo sottolineato il fatto che nessuno abbia mai indagato tra i loro affari. C'era Moggi da rintracciare e setacciare, il personale investigativo in Italia è tradizionalmente scarso, ed ecco che la Juventus si ritrova in B.

Tuttavia, c'erano delle voci fuori campo che urlavano (senza predicare) nel deserto, ma di cui tutti hanno fatto finta di niente, accecati dalla visione paradisiaca della squadra più importante d'Italia condannata per la prima volta nella sua storia alla Serie B.
Una di queste voci proveniva dalla bocca addirittura di una senatrice, Maria Burani Procaccini, che propose un'interrogazione al ministro dello Sport Melandri.
La Procaccini avanzava forti dubbi sulla legalità del processo a Calciopoli, rivolgendo le sue accuse direttamente contro il subcommissario della Figc, Paolo Nicoletti. Ecco le sue parole, in un'intervista rilasciata alla stampa: "Scudetto 2005-2006 ai nerazzurri? Sarebbe uno scandalo visto che il vicecommissario della Figc lavora per la famiglia Moratti".

Gelo. E indifferenza. L'interrogazione cadde nel vuoto.

La gente, infatti, preferiva leggere le trascrizioni delle telefonate tra Moggi e Bergamo (attenzione! Non tra Moggi e gli arbitri, come invece accadeva con altre persone), piuttosto che prestare attenzione a dichiarazioni che mettevano in contraddizione la coerenza interna dei propri infantili desideri. La classe politica, invece, manteneva le distanze da simili affermazioni, poiché già fin troppo oberata dal compito di rendere vere le accuse anti-Moggi.

Per obblighi di completezza, Paolo Nicoletti è il figlio dell'avvocato Francesco Nicoletti, cosentino d'origine, che si trasferì a Milano negli anni '60 per divenire legale di fiducia di Angelo Moratti (padre di Massimo).
Paolo Nicoletti, dal canto suo, è legato da rapporti professionali con la Saras, la società petrolifera gestita da Massimo e Gianmarco Moratti. "Io do una mano a te, tu dai una mano a me", ce l'ha insegnato la mafia.

Guido Rossi e Nicoletti erano quelli che dovevano garantire un iter processuale legale, ma soprattutto imparziale. Erano quelli che dovevano garantire la nascita di un calcio nuovo, perché il vecchio era malato.

Ora siamo in un calcio veramente nuovo.

lunedì, febbraio 26, 2007

Distanze

Lunedì 12 febbraio 2007 - Domenica 25 febbraio 2007: 785.5 km

sabato, febbraio 24, 2007

Robbie Williams, Madonna, Marina Rei. Gli Abba! Storie di plagi



Nel 1998, Robbie Williams pubblicò I've Been Expecting You, il suo secondo album da solista, ottenendo un successo ancor maggiore di Life Thru A Lens, il cd d'esordio, ed arrivando a vendere oltre 4 milioni di copie soltanto in Europa.
Tanto per capirci, era l'album di "She's the one" e di "Millennium".

Tra le 12 tracce proposte in quell'occasione dalla popstar britannica figurava inizialmente anche "Jesus in a camper van", una canzone di circa tre minuti e mezzo. Robbie Williams però fu costretto a ritirarla dal cd e a sostituirla con "It's only us", poiché fu denunciato di plagio dalla Ludlow Publishing, una casa discografica statunitense.

La denuncia accusava Robbie Williams di essersi appropriato di una frase appartenente ad una canzone di un certo Loudon Wainwright III e di averne usato illegalmente i diritti. La canzone originale era "I am the way", dall'album Attempted Mustache (1973) di Wainwrigth III.


Il testo di "I am the way" è:

Every son of God has a little hard luck sometime, especially when he goes around saying he's the way.


Il testo accusato di "Jesus in a camper van" è:

Even the son of God gets it hard sometimes, especially when he goes around saying, "I am the way".


Per plagio s'intende l'illecita appropriazione dell'opera dell'ingegno altrui. Quindi, giustamente, la Ludlow Publishing vinse la causa e dal 2002 riceve il 25% degli incassi derivanti da "Jesus in a camper van".


Ora, però, la denuncia la faccio io.

Non so se gli Abba lo sanno, ma una frase musicale di "Me and I" è stata sfacciatamente scopiazzata dalla famosissima (in Italia) "Primavera" di Marina Rei.
"Me and I" è la sesta canzone del cd Super Trouper, pubblicato dai padri fondatori della musica pop nel 1980, mentre "Primavera" è la canzone più conosciuta di Marina Restucci (il vero nome della cantante...), proposta per la prima volta nel 1997.
Ad essere uguali non sono parole di testo cantato ma, come detto, frasi musicali, ossia insiemi più o meno estesi di note, che vanno a costituire una determinata melodia. E in effetti, in precisi momenti le melodie delle due canzoni coincidono. Nel dettaglio:

- dal minuto 1:21 al minuto 1:27 di "Me and I" le note suonate/cantate dagli Abba sono le stesse di quelle suonate cantate da Marina Rei in "Primavera" dal minuto 1:35 al minuto 1:41.

- la stessa cosa accade da 2:35 a 2:41 e da 3:36 a 3:42 di "Me and I", e da 3:10 a 3:16 di "Primavera".

Prima di inviare una mail ad Agnetha, vi informo di un'altra cosa. Sulla stessa truffaldina linea di Marina Rei, si è posta, ovviamente a livelli infinitamente più alti, Madonna con "Hung up", il primo singolo dell'ultimo cd della cantante americana. "Hung up", infatti, è deliberatamente costruita su un tema musicale estratto da un altro grande successo degli Abba, "Gimme! Gimme! Gimme!". Quindi, il parapà-parapà (sì, proprio quello) che avete chissà quante volte canticchiato, e su cui Madonna ha costruito i suoi più recenti incassi, non è nient'altro che opera degli Abba, lo ripeto, i padri fondatori della musica pop.

Un'ultima analogia. Madonna e Marina Rei condividono le stesse origini italiane...

giovedì, febbraio 22, 2007

Quando c'è la salute c'è tutto


Massimo Ambrosini è quel tipo di giocatore su cui una squadra non può affatto contare.
E' sì un ottimo giocatore, che potrebbe sicuramente aspirare ad un posto fisso in nazionale, ma è molto più facile trovarlo in infermeria che sul campo di calcio.

Martedì scorso, in Coppa Campioni, lo si è rivisto calcare da titolare il manto erboso, ma non temete, presto si infortunerà di nuovo.

Non è un eccessivo atto di cinismo né una malia da stregone, è semplicemente una presa di coscienza che deriva direttamente dalla storia del calciatore rossonero. Leggete la crono-infortunistica qui sotto, e ditemi se anche voi non vi aspettate a breve qualcosa di scontato.


Crono-infortunistica

16 MARZO 1996: si infortuna al ginocchio destro nel derby Primavera Milan-Inter. Operato a Pavia per la lesione radiale del menisco laterale destro, sta fuori per due mesi.

3 FEBBRAIO 1997: durante un'esibizione fra Milan e Ajax, si rompe il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Operato di nuovo a Pavia, sta fuori per 6 mesi.

5 FEBBRAIO 2001: ko in Milan-Reggina: lesione parziale del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Operato questa volta a Milano, rimane fuori più di 10 mesi.

10 FEBBRAIO 2002: distorsione al ginocchio destro in Milan-Perugia. Operato in artroscopia ad Anversa dal professor Martens, out per un mese e mezzo.

18 MAGGIO 2005: dopo il gol decisivo nella semifinale di Champions contro il Psv, salta la leggendaria finale di Istanbul per una distrazione del bicipite femorale sinistro. Fuori per un mese.

23 SETTEMBRE 2005: microfrattura al perone sinistro in allenamento: out per 2 mesi.

18 GENNAIO 2006: si blocca con l'Ascoli: distrazione muscolare del bicipite femorale sinistro. Va a Miami a curarsi al caldo... e rimane fuori per due mesi.

25 APRILE 2006: scontro fortuito con Stam, frattura al perone sinistro. Stagione finita.

13 OTTOBRE 2006: dopo nove partite, la febbre e alcuni problemi muscolari alla gamba sinistra lo bloccano per 15 giorni.

28 OTTOBRE 2006: al rientro a sorpresa nel derby, si ferma all'intervallo: stiramento al flessore della gamba destra. Un mese e mezzo di riposo.

8 DICEMBRE 2006: torna con il Lilla ed esce dopo 54 minuti: ricaduta dell'infortunio precedente al flessore destro. Rivà ad Anversa dal professor Martens.

18 GENNAIO 2007: l'ultimo ko, un indurimento agli adduttori che lo costringe a uscire ad Arezzo. Altre 3 settimane out.


Con il solo Ambrosini, il Milan spende più in dottori che in salari.
E per dare un punto di svolta, Galliani ha pensato bene di comprare Ronaldo.

mercoledì, febbraio 21, 2007

Libri - Il terzo gemello, Ken Follett


Pur essendo datato al 1996, “Il terzo gemello” pone sotto esame una questione di odierna attualità: il progresso tecnologico che entra in conflitto con la morale dei cittadini. Follett offre al lettore la possibilità di comprendere il sottilissimo filo che lega e allo stesso tempo divide la ricerca scientifica; è assai facile andare al di là del lecito per qualsiasi scienziato che, esaltato dalle grandi potenzialità di una propria eventuale scoperta, non mette limiti nel raggiungimento del proprio scopo.

Jeannie Ferrami, una giovane ricercatrice di un'università di Baltimora, sta svolgendo una ricerca sulle differenze di comportamento tra gemelli, costruita su una precisa ipotesi: i tratti ereditari di una mente criminale possono essere ammorbiditi ed ostacolati da una corretta educazione. Improvvisamente, appena scopre due gemelli omozigoti, ma nati da madri diverse, si trova completamente immersa in una torbida vicenda, che rende partecipi Berrington Jones, esimio professore dell'università, e Jim Proust, candidato alla presidenza degli Stati Uniti, entrambi proprietari di una società di biogenetica.

Il ritmo del libro è abbastanza alto e il tema di fondo viene trattato in maniera soddisfacente. L’unica nota stonata, a mio avviso, riguarda il finale: la storia conclusiva degli eventi, come anche quella dei personaggi, vengono troppo poco sviluppate, dando l’impressione di essere state scritte frettolosamente (e chissà se non sia così). Sembra quasi che l’autore abbia avuto paura a mandare alle stampe un potenziale best seller (come poi si è dimostrato) con qualcosa in più delle 511 pagine definitive: caro Ken, se fosse stato di 600, sarebbe stato comprato in egual misura.


La scheda

Titolo: Il terzo gemello
Titolo originale: The third twin
Autore: Ken Follett
Pagine: 511
Anno: 1996
Genere: Thriller
Voto: 6.5

domenica, febbraio 18, 2007

Protocollo Inter


Dopo aver ingiustamente relegato la Juventus in Serie B per un'intera stagione, e dopo averle scippato il tricolore, l'Inter guadagna altri tre punti sulla Roma, fissando il record europeo di vittorie consecutive in campionato. Una forza dirompente, quella nero-azzurra, che si esalta grazie alla mancanza di avversari. Non mi stancherò mai di dire che l'Inter vincerà lo scudetto proprio perché priva di avversari idonei alla contesa dello stesso. Vediamo in Champions League cosa succederà.

Tornando ai fatti di più stretta competenza per quanto concerne Protocollo Inter, oggi entro bene nelle pieghe malavitose dell'Onestissima (per carità di Dio!) Internazionale. Mentre la Juventus è stata (giustamente? chi lo sa più?) spedita nella serie cadetta da una vera e propria congiura popolar-mediatica, di tutte le smaliziate bassezze offerteci dal Cartello Moratti nessuno ne ha approfondito i risvolti e le potenziali pene. E, ovviamente, un motivo c'è: basta osservare i malcelati legami che, come una ragnatela, avviluppano tre uomini: il magico triangolo M-R-TP, che non rappresenta una formula chimica né un particolare protocollo Internet, ma che invece è costituito dalle iniziali di Moratti, Rossi (Guido, non Vasco né Valentino né Paolo) e Tronchetti Provera (lui ne ha due per darsi un tono).

- M: Massimo Moratti è il presidente petroliere dell'Inter, con cui non ha vinto legalmente trofei altisonanti, tantomeno uno scudetto, ma che si è messo in luce per la sua ispirata voglia di spendere miliardi invano.

- R: Guido Rossi, amico fraterno di Massimo Moratti, fu consigliere del CdA dell'Inter, prima di esser designato commissario straordinario della FIGC. Attualmente, occupa la poltrona di presidente della Telecom, dopo che Tronchetti Provera si è messo da parte.

- TP: Marco Tronchetti Provera è stato, oltre a presidente Pirelli, presidente Telecom Italia ed è ancora oggi maggior azionista dell'Inter.

Moratti, in realtà, è più furbo di quello che si potrebbe pensare, ed ha avuto la brillante idea di mettere al proprio fianco persone che occupavano una posizione strategica nello scacchiere della società italiana. Calciopoli è stato inventato grazie alle intercettazioni offerte dalla Telecom (da Tronchetti Provera quindi), che però indagavano, guarda caso, molte società di Serie A (soprattutto la Juventus), ma non l'Inter. A scandalo emerso, viene offerta la gestione dei fattacci all'incorruttibile Guido Rossi, che ci mette poco ad esternare sentenze e opinioni discutibili. Dopo ciò Guido Rossi ottiene come premio la poltrona della stessa Telecom.

Il trittico delle meraviglie, dunque, è stato in grado di porre l'Inter come unica forza del calcio italiano. Probabilmente questo era l'unico modo.

E poi, quello che mi sorprende è che nessuno noti che il nostro campionato di calcio si chiama Serie A Tim!!! Anche la Coppa nazionale è stata nominata Coppa Italia Tim ed infatti è già da qualche anno che l'Inter ne vince l'edizione...
Quello che non mi sorprende, invece, è che se la Serie A si fosse chiamata Serie A Fiat o Serie A Mediaset, tutti gli spumeggianti e vittimisti ribelli del sistema, di cui l'Italia ne sembra piena, l'avrebbero descritta come un campionato falsato dai giochi di poteri.

I saggi sono sempre troppo pochi.

mercoledì, febbraio 14, 2007

Videovetrina

1) Se si potesse manomettere il tempo: si potrebbe trasformare un campo da basket in un campo da hockey in meno di 46 secondi.

2) Investito in diretta!: un reporter olandese viene travolto da una macchina.

3) L'uomo secchione: si nasconde dentro un secchio dell'immondizia e fa prendere un infarto al netturbino di turno. Una domanda: la maschera era indispensabile?

4) Rapper fight: due rapper si affrontano a suon di insulti ritmati, ma a volte le buone vecchie maniere funzionano meglio.

lunedì, febbraio 12, 2007

Protocollo Inter



Dopo una settimana di lutto, ecco che il campionato torna ad offrirci la solita minestrina: l'Inter che vince già dopo 40 secondi di gioco e che mantiene immutato il distacco che la separa dalla sua più vicina inseguitrice, la Roma, a "soli" 11 punti di distanza.

Esattamente 364 giorni fa, si giocava un'Inter-Juventus decisivo poi per l'assegnazione dello scudetto 2005/2006. Risultato finale: 1-2, con magia di Del Piero al 40' della ripresa. Molti si ricorderanno la partita, alcuni i gol, in pochissimi però si ricordano che Dejan Stankovic, al termine della gara vinta sul campo dalla Juventus, in un raptus di rabbia da perdente, chiuse sbattendola la porta che mette in comunicazione il sottopassaggio di San Siro con gli spogliatoi, e che Materazzi, allorché il guardialinee tentò di riaprirla, la richiuse spingendo via l'assistente dell'arbitro. All'interno della porta c'erano i giocatori delle due squadre e l'arbitro: nessuno parlò di tentato sequestro di persona né tantomeno di rapimento né di presa in ostaggio di nessuno.

Con Moggi, lo sappiamo, successe ben altro. Era addirittura l'anno precedente, nel novembre 2004, quando Moggi chiuse per breve tempo (la porta fu riaperta subito dopo) l'arbitro Paparesta all'interno del proprio spogliatoio, ma nessuno lo venne a sapere perché Paparesta decise di non riportare a referto il fatto, applicando i propri diritti di arbitro (è del tutto a discrezione del direttore di gara quali fatti debbano essere relazionati nel referto). Sono servite le intercettazioni, per incastrare due anni dopo Moggi.

E' paradossale, a mio avviso, il fatto che le due situazioni, medesime nell'azione, siano state trattate in maniera così antitetica. Nel caso Moggi, nessuno ha visto il fatto e ci si è dovuti affidare a delle prove indirette, risalenti a due anni prima. Il risultato: Moggi viene indagato per sequestro di persona, nonostante il sequestrato - ed è questo il fatto eclatante - non abbia mai sporto denuncia!

Nel caso Stankovic/Materazzi, invece, non solo chi era presente al momento dell'accaduto, ma tutto il pubblico di SkySport vide in diretta il fattaccio, riproposto poi in tutte le emittenti televisive nazionali. In questo caso, dunque, nonostante l'Italia intera ne fosse stata testimone, il fatto fu lasciato morire in agonia, insabbiato più vivo che mai nel dimenticatoio generale.

Può essere che sono tutti ciechi?

Distanze

Lunedì 5 febbraio 2007 - Domenica 11 febbraio 2007: 321 km

sabato, febbraio 10, 2007

Il Grande Fratello Russo

Mentre in Italia siamo tutti disgustati e improvvisamente consapevoli (e serviva il morto?) della dilagante delinquenza negli stadi, guardate nel Grande Fratello made in Russia cosa succede.


Non voglio sapere in un acceso Lokomotiv-Cska Mosca cosa possa succedere.

giovedì, febbraio 08, 2007

Vietato l'iPod!


Pare che negli Stati Uniti stia per passare una legge che vieta ai pedoni di attraversare la strada fruendo di apparecchi elettronici. Via iPod, cellulari e PsP dunque!

A mettere in moto l'iter legislativo stanno due incidenti recentemente avvenuti a New York, entrambi con protagonisti due giovani pedoni che, distratti da musica e telefonate, si sono lasciati investire nel bel mezzo della strada. Il senatore Kruger, quindi, non ha aspettato a proporre la legge anti-iPod, alla faccia di Steve Jobs e compagni.

Come sempre, sostenitori e detrattori dell'iniziativa si sono scontrati ognuno proponendo le proprie interpretazioni. I primi dichiarano che, come gli automobilisti, così i pedoni devono essere disciplinati nel trafficare le strade cittadine, evitando ogni forma di distrazione. I secondi, invece, si chiedono come sarà possibile controllare, oltre alle macchine (già arduo compito), anche i passanti...

Comunque, dal momento che gli Stati Uniti sono da sempre un forte modello societario propulsore di pratiche culturali per noi europei, non mi sorprenderei più di tanto se anche qualche nostro politicante se ne esca con una trovata simile.

lunedì, febbraio 05, 2007

La sagra del parcheggio

1) Il parcheggio più lento della storia: la macchina verde non è ferma, è semplicemente lentissima! (vi consiglio di accelerare la barra di streaming...)

2) Un parcheggio per due: ottima soluzione se si vuole parcheggiare a tutti i costi.

Distanze

Lunedì 29 gennaio 2007 - Domenica 4 febbraio 2007: 369 km

domenica, febbraio 04, 2007

C'è chi pensa


E' morto Raciti. Uno dei tanti poliziotti in servizio a tutela dell'ordine. Ammazzato da un sasso o da una bomba artigianale, non fa differenza. E' morto mentre lavorava, e già questo induce a pensare.

E se non pensi, vuol dire che morto lo sei anche tu. Perché ogni essere umano, che sia bianco o nero, miliardario o barbone, juventino o romanista, pensa. E' questo che ci rende tutti uguali.

Ma c'è chi pensa utilizzando processi mentali e background culturali di un certo tipo, mentre c'è chi pensa utilizzando processi mentali e background culturali di un altro tipo. E' questo che ci differenzia l'uno dall'altro.
E' possibile adattare tale teoria alle specificità pratiche.

C'è chi che pensa che i poliziotti siano a favore degli onesti cittadini; c'è chi pensa invece che i poliziotti osteggino la libertà individuale.
C'è chi pensa che un poliziotto non debba essere ammazzato mentre lavora; c'è chi pensa invece che un poliziotto debba essere ammazzato in quanto poliziotto.
C'è chi pensa che Raciti meriti un degno funerale; c'è chi pensa invece che Raciti si sia meritato di morire.
C'è chi pensa che l'uccisione di Raciti sia stato un fatto miserabile; c'è chi pensa invece che l'uccisione di Raciti sia stata una vendetta dovuta.
C'è chi pensa che il Papa avesse dovuto in qualche modo rendere omaggio al poliziotto barbaramente ucciso; c'è il Papa, invece, che ha pensato bene di negare ogni forma di riferimento ai fatti di Catania.
C'è chi pensa che le azioni malavitose di tifosi delinquenti siano inammissibili in una società civile; c'è chi pensa invece che le marachelle dei poveri tifosi siano causate dall'ostilità del contesto sociale.

Io penso che l'unica cura adatta a risolvere una situazione ormai degenerata sia la repressione. Ma che si tratti di una repressione forte e decisa, che colpisca senza scrupoli ogni minimo atto di insubordinazione.
Io vedo la massa di ingiustificatamente esagitati che si reca ogni domenica allo stadio esattamente come una massa di animali. E qual è l'unico metodo idoneo ad educare gli animali a far qualcosa che altrimenti non farebbero, se non le maniere forti? "Bastone e carota", si usa dire.
Ecco, iniziamo con il bastone. Vogliamo scommettere che dopo una, due, tre legnate la volta successiva il bastone resterà inutilizzato?

giovedì, febbraio 01, 2007

Videovetrina

1) Horror bike: un ragazzo si spappola il dito dopo esser caduto dalla bicicletta (non per deboli di stomaco).

2) Placcaggio: un orco d'uomo carica da dietro il suo inconsapevole amico. Bello il replay.

3) Keith Richard violento: il chitarrista dei Rolling Stones bastona con la propria chitarra un ragazzino, durante un concerto. Da vedere con attenzione.

4) Miss Colita [Ale adviser]: un video dedicato, ovviamente, soltanto a Vincenzo.