martedì, ottobre 31, 2006

domenica, ottobre 29, 2006

Alessandro Del Piero. Punto e a capo

Ce l'ha fatta! E' entrato di diritto nell'olimpo del calcio, un luogo arduo da raggiungere per chiunque.
Anche per i fuoriclasse.
Essere campione, infatti, non dà garanzie di entrata lì. E' soltanto uno dei due requisiti indispensabili, che deve essere accompagnato, di conseguenza, in maniera assoluta da qualcos'altro. Questo qualcos'altro è difficile da sintetizzare con una parola sola, diciamo che si tratta di un misto tra costanza, volontà di migliorare, intelligenza, professionalità, carisma, forza interiore.
Questo attributo indescrivibile lui ha dimostrato di possederlo. Sempre.

Alessandro Del Piero ieri ha toccato quota 200 gol con la maglia della Juventus in partite ufficiali. E lo ha fatto come soltanto lui sa fare.

La partita tra Juventus e Frosinone si trascina sui binari di assoluta mediocrità, Alex è in panchina e la sua squadra sta pareggiando per zero a zero.
Intorno al 15' minuto della ripresa, si sente un boato al Comunale di Torino. Non si tratta di un eventuale vantaggio della Juventus, ma semplicemente del fatto che Del Piero si è appena tolto la tuta da riscaldamento ed è pronto ad entrare in campo.
28' del secondo tempo: Nedved tira in porta, la palla cozza contro il palo e sbatte sui piedi di Trezeguet, troppo velocemente per essere controllata dal francese... un'altra azione potenzialmente buona perché la Juventus passi in vantaggio, e soltanto apparentemente sprecata... il pallone continua la sua danza pazza finché il numero 10 della squadra bianconera non la stoppa al centro dell'area.
Sugli spalti, e da casa, sono tutti con il fiato sospeso.
Del Piero tira, e segna. E per l'ennesima volta fa vedere chi è. E per l'ennesima volta si dimostra decisivo come pochi. E per l'ennesima volta scaraventa un pallone al di là della riga di porta.
E per l'ennesima volta semplicemente Alex Del Piero. Omaggio.

Non voglio dilungarmi in celebrazioni pompose, ma mantenere quello stesso self-control che il campione bianconero ha dato sempre prova di possedere.

Ha vinto tutto, sia a livello personale, sia a livello di club, sia a livello nazionale, sia a livello internazionale.
Ha segnato in tutte le competizioni cui ha preso parte.
Ha inventato un nuovo modo di tirare. Unico nel suo genere.
E continuerà.

Questo è quello che ha vinto:

7 Scudetti (perché sono 7 e non 5 come gli ipocriti sostengono)
4 Supercoppe Italiane
1 Coppa Italia
1 Coppa dei Campioni
1 Coppa Intercontinentale
1 Supercoppa Europea
1 Coppa del Mondo

Questi sono soltanto alcuni dei suoi gol più belli.

The best 5 goals

Contro la Germania

Contro il Borussia Dortmund

Contro lo Steaua

Contro il River Plate alla finale Interconinentale

Il suo inno allo stadio



Questi sono tutti i suoi gol segnati finora

1993/94

Campionato 5


1994/95


Campionato 8
Coppa Italia 1
Coppa UEFA 1


1995/96

Campionato 6
Coppa Italia 1
Champions League 6


1996/97


Campionato 8
Champions League 4
Supercoppa Europea 2
Coppa Intercontinentale 1


1997/98

Campionato 21
Copa Italia 1
Champions League 10


1998/99

Campionato 2
Supercoppa Italiana 1


1999/00


Campionato 9
Coppa Italia 1
Torneo Intertoto 1
Coppa UEFA 1



2000/01

Campionato 9



2001/02

Campionato 16
Coppa Italia 1
Champions League 4



2002/03

Campionato 16
Supercoppa Italiana 2
Champions League 5


2003/04

Campionato 8
Coppa Italia 3
Champions League 3


2004/05

Campionato 14
Champions League 2
Preliminari Champions 1



2005/06

Campionato 12
Coppa Italia 5
Champions League 3


2006/07

Campionato 3
Coppa Italia 3

Budapest e le feste. Da Saint Istvan al Cinquantennio della rivoluzione. Parte 2

Continua il viaggio alla scoperta della "maledizione di Budapest".

Il secondo ed ultimo (per ora) atto del racconto si basa sulla descrizione degli scontri avvenuti durante l'ultimo anniversario della rivoluzione contro la dittatura dell'Unione Sovietica.

23 ottobre 2006, Budapest. Si respira aria di giubilo tra le strade della capitale ungherese, dove i cittadini sono impegnati nei festeggiamenti e nelle commemorazioni per il cinquantesimo anniversario. Anniversario che si rivelerà amaro e infuocato.

Terminata la commemorazione solenne presso il Parlamento, a cui hanno partecipato le alte autorità dello Stato magiaro, capi di stato e ministri di 56 Paesi, è iniziata infatti una manifestazione organizzata dal partito d’opposizione di destra Fidesz, a cui hanno preso parte oltre centomila persone.


Ai margini di questa manifestazione, un certo numero di dimostranti di estrema destra si è scontrato con il consistente apparato di polizia che è stato mobilitato a protezione dell’area delle celebrazioni.

Nella grande Erzsebet ter (ter sta per piazza...) centinaia di poliziotti, supportati da almeno tre blindati con cannoni ad acqua, hanno lanciato gas lacrimogeni contro duemila manifestanti. I dimostranti hanno risposto con lancio di pietre e bottiglie e, come alle dimostrazioni antigovernative ai primi di settembre, hanno eretto barricate con cassonetti dell'immondizia per ripararsi e impedire alla polizia di avanzare.



Un gruppo di dimostranti è riuscito anche ad impossessarsi d’un carro armato d’epoca (!!!) che era esposto nella piazza per le commemorazioni del 1956. La zona del Parlamento è stata sigillata da transenne e poliziotti in assetto anti-sommossa ne hanno bloccato il passaggio.


Sul terreno sono rimasti circa 100 feriti.
Altre 128 persone sono state arrestate.
Un'emittente televisiva ungherese ha parlato anche di due morti, ma la notizia sembra non essere confermata da altre fonti.



Buon anniversario, Budapest.

[Budapest Civil War Video]

mercoledì, ottobre 25, 2006

Videovetrina

1) Un cameraman viene travolto da uno sciatore.

2) "Non fare il salto più lungo della gamba..."

3) Vinz! Questo è solo per te. La risposta indiana a Michael Jackson.

4) Pino! Invece questo è solo per te. Guarda il filmato e guarirai da ogni tuo dolore...

Budapest e le feste. Da Saint Istvan al Cinquantennio della rivoluzione. Parte 1

Budapest sembra essere ammantata da una sorta di maledizione, calata sulla sua testa a mò di cappa, che costringe i suoi abitanti a trascorrere le feste nazionali fra pene atroci.

E' infatti incredibile come puntualmente col presentarsi dei giorni dedicati allo svago e alle celebrazioni (giorni attesi da un anno se non di più), ogni volta ci sia un evento maligno che mette sotto giogo i placidi abitanti budapestini.

Il 21 agosto 2006 alle ore 21.00 era in programma sulle rive budapestine del Danubio il grande spettacolo pirotecnico, che avrebbe chiuso letteralmente "coi botti" la festa di Saint Istvan, patrono d'Ungheria.
Dopo una giornata ricca di kermesse, sagre e processioni, e dopo una cenetta frettolosa, migliaia e migliaia tra ungheresi e turisti si riversarono sulle due sponde del Danubio, chi a Buda chi a Pest, per godere delle strabilie provocate dagli spumeggianti e "sfumeggianti" fuochi d'artificio.
Alle 21.00 del 21 agosto 2006, più di un milione di persone ricopriva le strade limitrofe agli argini del fiume. In attesa.
I fuochi iniziarono la loro danza notturna, sparati sia dalla collina di Buda sia da uno dei tre grandi ponti centrali alla città. Una miriade di luci, suoni e colori animò il piatto cielo di una tranquilla serata estiva, e con esso anche il pubblico, tutto con il naso all'insù.


Le nuvole si addensarono sullo sfondo del campo visivo di ognuno, per poi improvvisamente congiungersi e formare un alone sopra le teste delle persone, ricoprendo il centro di Budapest in meno di cinque minuti. Il cielo si arrossò, forse vergognandosi un pò per come si sarebbe comportato di lì a poco.

Fu la prima folata di vento a mettere in allerta Marco, esperto metereologo e lupo di mare. "Quest'aria non mi convince", disse più rivolto a se stesso che agli altri. Era stato, in effetti, un colpo di vento proveniente da nord, strano per il suo modo di presentarsi alla folla: non un venticello da saluto caloroso, ma più che altro una sorta di avvertimento.
Seguì un secondo sbuffo d'aria, questa volta un pò più insistito nel suo agire, poi un terzo.
"
Sembra la fine del mondo", ammise Davide, scherzando e contemporaneamente ammirando il cielo rossastro preso a cannonate dalle esplosioni dei giochi pirotecnici. Marco confermò, con un sorriso tirato.


Il milione e passa di persone continuava a stare immobile sotto il cielo. E alla mercè del vento.
Cominciò a piovere. Forte. Non era una pioggia diesel, ma un turbo-benzina che mise subito la quarta per poi sgasare in quinta, infradiciando con le sue sgommate una folla ammaestrata agli spettacoli.
Marco e Andrea, terrorizzati dall'acqua e dalla condizione di bagnati, proposero di andare a ripararsi in una delle stradine interne parallele al lungodanubio. Davide e Vincenzo li seguirono.

Descrivere quello che successe nel momento in cui i 4 italiani iniziarono ad abbandonare le postazioni da vedetta non è opera semplice. Innanzitutto il diluvio. Una cascata fragorosa d'acqua piovana cominciò ad allagare le strade e ad inzuppare qualsiasi cosa incontrasse nella sua caduta a terra. Acqua ovunque, come un muro liquido senza soluzione di continuità.
Poi fu la volta della tromba d'aria. Un vento a 100 km/h frustò le strade e i pedoni, ed accompagnò per 15 minuti consecutivi il violento nubifragio che si stava abbattendo su Budapest.

Mentre i 4 amici correvano a blocchi di due, Andrea e Marco per primi, Davide e Vincenzo poc
o dopo, anche la folla terminò il momento di stasi e si sparpagliò disordinatamente per le strade del centro. Era importante non perdersi di vista, così Davide e Vincenzo allungarono il passo e si portarono a ridosso dei 2 amici apripista. In quel momento, il vento decise di dar prova della propria forza e si divertì a divellere qualche tronco dalle radici.
"Stanno volando gli alberi!!!", urlò Davide più incredulo che spaventato, "correte!, correte!".


I quattro romani in vacanza a Budapest corsero ed arrivarono all'inizio di Vaci Utca, la famosa via del centro commerciale della capitale ungherese. La conoscevano bene quella strada, dal momento che era anche la via in cui alloggiavano, e si posizionarono a ridosso di un palazzo per ripararsi dalla bufera. Tuttavia, nonostante ci fossero passati davanti circa un centinaio di volte per tutta la loro vacanza, non si erano mai accorti che quell'edificio era un palazzo-cantiere-in-corso...
Dal tetto iniziarono a volare tegole, pezzi di calcinacci e vetri, proprio a pochi centimetri dalle teste dei ragazzi che, sbalorditi dalla situazione e anche un pò dalla loro sbadataggine, diventarono di colpo un bersaglio immobile.
"Andiamo lì", propose Vincenzo indicando un
Change proprio dalla parte opposta a dove si trovavano. Neanche aveva finito di parlare che, insieme ad Andrea, già si erano fiondati all'interno del punto di cambio.


Marco e Davide rimasero indietro soltanto per qualche istante e furono lesti anche loro a rifugiarsi nel piccolo spazietto che era rimasto. Inoltre, Davide si rese conto di avere una mano insanguinata, colpita nella corsa da uno degli innumerevoli detriti che i tetti dei palazzi vomitavano dall'alto.
Dopo che Andrea chiese alla commessa un fazzoletto per tamponare la ferita dell'amico, i 4 prodi decisero che anche lì il loro tempo era terminato e che bisognava a tutti i costi raggiungere la propria abitazione che distava circa 400 metri.
Mentre la pioggia batteva e il vento ululava, mentre la gente insanguinata filava in tutte le direzioni e i fuochi continuavano la loro performance, il quartetto italiano si buttò controvento e controcorrente al centro di Vaci Utca correndo come mai aveva fatto.

Le infinite camminate fatte durante il corso della vacanza avevano temprato i muscoli delle loro gambe e, dopo una straordinaria corsa a perdifiato, i 4 arrivarono incredibilmente sani e salvi al portone di casa.

Bagnati, stanchi, ma salvi.

Quella sera, la bufera provocò morte e distruzione.
Quella sera, morirono 4 persone e ne rimasero ferite circa 250.
Quella sera è ricordata come la più grande tragedia climatica nella storia dell'Ungheria.

martedì, ottobre 24, 2006

domenica, ottobre 22, 2006

Videovetrina

1) Quando la sfiga si accanisce....

2) Sfido tutti a farlo!

3) Un pazzo tenta di saltare giù da un ponte da una macchina in movimento.

4) Il video hot di Daniella Cicarelli, famosa modella e vj dell'MTV brasiliano..., che si lascia andare alla passione con il suo boyfriend su una spiaggia in Brasile.

venerdì, ottobre 20, 2006

Mondi digitali


L’incrocio di Shibuya a Tokyo ha la maggiore densità di telefoni cellulari del mondo.

Una media di 190.000 persone nei giorni feriali e di 250.000 nei week-end attraversano l’incrocio ogni giorno.

Circa 1.500 persone attraversano a ogni scatto del semaforo e l’80% di essi ha un telefono cellulare.

martedì, ottobre 17, 2006

Vergogna!

Domenica scorsa, in un Inter-Catania qualsiasi, l'attaccante della squadra sicula Giuseppe Mascara si inventa un gol strepitoso per idea e trasformazione, da far invidia a Del Piero, Totti & Co.

La punta catanese, da posizione defilatissima sulla parte sinistra del campo, si alza la palla con il destro, fa un piccolo palleggio, e con lo stesso piede decide di tirare al volo in direzione della porta difesa da Julio Cesar. Il risultato è un tiro di rara bellezza che si alza e si abbassa all'improvviso, andandosi ad insaccare sotto l'incrocio dei pali più lontano.

Gooool!!!

Il problema è che a Mascara non viene data giusta lode, o encomio che sia, come si dovrebbe e come meriterebbe. Anzi, le voci dei principali media sportivi nazionali risultano essere stranamente tutte concordi nell'affermare come il gol sia "strano" (Corriere dello Sport), "fortunoso" (Gazzetta dello Sport), "una roba qualunque" (Maurizio Mosca in Controcampo), "causato dal sole in faccia a Julio Cesar" (Gazzetta dello Sport) e "dalla troppa libertà concessa dalla difesa interista" (Beppe Bergomi in cronaca Sky).

Ma se lo stesso identico gol l'avesse fatto Ronaldinho?

Rimango niente più che deluso.

lunedì, ottobre 16, 2006

mercoledì, ottobre 11, 2006

Comunicazione di servizio

Annuncio ufficialmente a tutti che Fabri Fibra e Ricky Memphis sono ancora vivi.

martedì, ottobre 10, 2006

Videovetrina

1) Una donna viene spaventata dal proprio marito mentre dorme placidamente.

2) Per rimediare da un incidente golfistico, un tipo non troppo sveglio dà una craniata pazzesca.

3) Una ceretta ignorantissima.

4) Il Guido Bagatta rumeno (ditemi che non è lui!) decide di risolvere personalmente una situazione bloccata...

lunedì, ottobre 09, 2006

Distanze

Lunedì 2 ottobre - Domenica 8: 614

Libri - Il volto

Ennesimo libro di Koontz ed ennesimo successo.
E' la 53° opera dell'autore californiano e speriamo vivamente che continui così ancora per molto.

Agghiacciante, macabro, ma anche ricco di ironia e pervaso di innumerevoli colpi di scena, una sorta di libro nero: sono queste le caratteristiche del romanzo che parte all'insegna del più classico dei gialli, per sfociare ben presto nell'horror da maestro.

La storia narra le vicende di Ethan Truman, un ex agente dell'FBI, che ha in custodia il figlio primogenito di Channing Manheim, il più celebre attore di Hollywood (così famoso da essere chiamato il Volto). Un compito che si rivelerà tutt'altro che facile, perché una mente diabolica (Corky Laputa) ha deciso di violare la purezza del piccolo Manheim. Geniale, a questo proposito, la caratterizzazione di Laputa, il cattivo di turno, fautore ed amante del "caos sociale" pronto a disseminare il male nella comunità non per rabbia né per follia, ma per lucida ideologia.

Ma in realtà è la pioggia la vera e propria protagonista del libro: piove senza interruzione per tutte le 689 pagine (in effetti la storia finzionale dura poco più di due giorni...)

Il tutto è peraltro condito da continui eventi e presenze paranormali in lotta fra loro, volte a simbolizzare l'eterna (chissà poi quanto) battaglia tra il Bene e il Male.


Scheda

Titolo: Il Volto
Autore: Dean Koontz
Pagine: 689
Anno: 2003
Genere: Horror
Voto: 9

lunedì, ottobre 02, 2006

Distanze




Ho deciso di monitorare i miei spostamenti.


Ogni lunedì posterò un numero che esprime, in chilometri, la distanza che ho percorso per svolgere le mie attività, nel corso della settimana appena trascorsa.


Lunedì 25 settembre - Domenica 1 ottobre: 528

domenica, ottobre 01, 2006

La prossima stella

Da buon talent scout quale sono..., ho scoperto quale sarà il prossimo asso del calcio mondiale. Si tratta di Kerlon Souza Moura, detto "Foquinha" per la sua incredibile abilità di correre con la palla incollata sulla fronte (una sorta di Nappi estremo). Classe 1988, gioca attualmente nel Cruzeiro e a livello internazionale si è messo in evidenza nella nazionale brasialiana under 18, vincendo gli ultimi mondiali in Venezuela nei panni di capocannoniere e miglior giocatore della rassegna (8 gol in 7 partite).

Ma per avere un'idea delle sue doti, vedetevi questo filmato. Entusiasmante.