mercoledì, agosto 23, 2006

La Budapest che non ti aspetti




Tornato da Budapest.

Ma ci riandrò.

Promesso.


E' difficile descrivere la vacanza appena trascorsa seguendo un canovaccio tradizionale di narrazione, per questo mi limiterò a scrivere frasi che soltanto chi l'ha vissuta può comprendere appieno (mi dispiace, ma neanche troppo, per chi non c'era) .

La città doppia per natura, formata da Buda e Pest,
che nessuno si sarebbe aspettato così sicura e tranquilla,
dove il bello è sempre e per forza accompagnato dal brutto,
il buio dalla luce,
il paradiso dall'inferno,
la merda dall'oro,
il ricco dal povero,
la fuffa dalla ciuffa
"Bert!" da "Certi Pinzi!";

dove il demonio assume le sembianze di un cagnetto nero,
dove la Madonna assume troppe sembianze (!),
dove le ragazze sono quasi tutte diverse una dall'altra ma quasi tutte bellissime,
dove tette e culi hanno trovato finalmente un compromesso di compresenza sullo stesso corpo,
dove la "prima" e la "seconda" sono soltanto le marce di un autoveicolo,
e non anche la taglia di un reggiseno,
dove "Lilla" non è solo un colore...


Budapest come la Parigi dell'Est,
come l'antitesi,
come l'ossimoro,
come la contrapposizione di due forze opposte.



Tutto quello che ci aspettavamo è stato stravolto e a volte opposto.

Ragazze facili,

rapine a mano armata e non,

brutto tempo per tutta la vacanza...
...ma non una tromba d'aria,

ferite da pestaggi...
...ma non da tegole volanti,

terme frequentate soltanto da froci...
...ma non da slovacche quindicenni,

una casa fantasma,

Marino con un nome di battesimo,

almeno un leone nello zoo.



Non è tutto, ma non è neanche niente. E' soltanto un trailer di parole. Ma come tale, è sufficiente.



E invece non è vero...

martedì, agosto 15, 2006

venerdì, agosto 11, 2006

Libri - L'anello del re

Marco Buticchi, uno dei maggiori romanzieri della nazionale scrittori, non conferma, con questo libro, quanto di buono aveva fatto precedentemente (ad esempio con "La nave d'oro").

"L'anello del re" è un romanzo che narra, alternandole, ben cinque vicende distinte temporalmente: così, dalla Venezia piratesca del Trecento, passando per la Prima Guerra Mondiale in scena al confine dolomitico, per l'America (già hollywoodiana) della Depressione e per la Romania di Ceausescu, si arriva al pianeta Terra, globalizzato e intimorito da una serie di attentati contro bersagli musulmani. Tutte queste differenti situazioni sono collegate contestualmente da un antichissimo anello appartenuto a re Salomone, che sembra ammaliare, prima, e portare alla rovina, poi, chiunque lo possieda.

Su questa base, Buticchi tenta di scrivere una storia coinvolgente per contenuti e per emozioni, senza però riuscirci. In effetti, egli cade proprio nel voler proporre cinque storie differenti (troppe), perdendone il controllo già dopo le prime 150 pagine. Altre sbavature dell'autore sono riscontrabili nella scelta del protagonista (un ebreo con problemi di statura...), nella difficoltà di approfondire le scene importanti della storia, che scorrono via troppo velocemente, nell'eccessiva semplicità di scrittura. Per non parlare delle proprietà dell'anello, fin troppo decantate in un altro libro di successo...

E' interessante, invece, la costruzione del personaggio dell'attentatore: un individuo appartenente al mondo occidentale che scaglia la propria ira furibonda contro inermi cittadini, tutti accomunati dall'essere musulmani. Alla rovescia, per così dire, di come siamo abituati.


Scheda

Titolo: L'anello del re
Autore: Marco Buticchi
Pagine: 527
Anno: 2005
Genere: avventura
Voto: 4.5

mercoledì, agosto 09, 2006

The Original

Girano nella Rete alcuni filmati amatoriali di pazzi individui che stracantano "Dragostea din tei", una hit di qualche anno fa reinterpretata dalla rumena Haiduchi.

In realtà, tutti i video si rifanno ad un ormai celebre individuo che si filmò mentre cantava appunto questa canzone, urlando e ballicchiando come un pazzo isterico.

Già mio fratello, in un post di qualche tempo fa, pubblicizzò le performance dell'artista, performance che ora vi riinvito ad osservare.

Guardate il filmato fino alla fine (!!) e passate parola, perché lui (il folle dalla testa durissima...) se lo merita. E anche il vinile...

http://video.libero.it/app/play/index.html?id=fabd04d4d5777fbfeb3322dec823647b

mercoledì, agosto 02, 2006

Tempismo

Budapest, la bella capitale ungherese, vive ad agosto uno dei suoi periodi più intensi e concitati, dove la varietà di spunti d'interesse e di divertimento è decisamente elevata. Non a caso agosto è il mese più gettonato dai turisti, ed è puntualmente consigliato da ogni guida turistica.

Ecco, di seguito, il programma offerto dalla Parigi dell'Est per agosto 2006:

- Gran Premio d'Ungheria (06/08): è il più grande evento sportivo ungherese, ha luogo nella zona est della città;

- Europei di nuoto 2006 (31/07 - 06/08): dopo Spagna 2004, Budapest ospita in un'intensa settimana la più importante rassegna continentale del nuoto professionistico;

- Sziget Festival (09/08 - 16/08): ribattezzato la "Woodstock sul Danubio", lo Sziget è un festival rock, folk e jazz riconosciuto a livello internazionale, che conta ogni anno almeno 400.000 presenze. Unico nel suo genere, ha luogo nell'isola di Obuda, presa letteralmente d'assalto sia dai turisti che dagli stessi ungheresi.


Ora. Io ed altri tre buontemponi (che hanno ognuno addirittura un proprio blog) abbiamo deciso di passare le nostre vacanze estive visitando proprio Budapest. E quale periodo di agosto è migliore per soggiornare? Dando uno sguardo alle date sopra indicate è elementare notare come le prime due settimane siano le più occupate, anzi che siano le sole ad essere occupate da eventi degni di nota.

Noi quando ci presenteremo a Budapest? A partire dalle 18 di mercoledì 16, quando ormai il bello è passato, i fuochi si sono spenti e baracche e burattinai sono passati di moda.
Ma che ve lo dico a fare...

P.S. dimenticavo. In realtà la seconda metà di agosto offre qualcosa: la festa di Sant'Isvan, patrono d'Ungheria, dove pare che la concentrazione di nonnette vedove in processione sia esagerata. Se vostro nonno è single non siate egoisti, fategli un fischio.