domenica, luglio 30, 2006

venerdì, luglio 28, 2006

Calciopoli: ghiacci non del tutto emersi

Il famigerato calciopoli attuale è soltanto la misera punta di un iceberg enorme. Tagliare fino alla superficie dell'acqua la punta emergente dell'iceberg, rende quest'ultimo nascosto, invisibile agli occhi dei più, ma ancora presente nella sua imponenza.

Hanno fatto in modo che tutti potevano essere relativamente contenti e che nessuno poteva lamentarsi più di tanto. Tra un pò l'iceberg riemergerà: sta già crescendo.

Un ultima cosa. Io odio il dietrologismo. Ma osservando e respirando l'aria nazional-popolare di questo periodo, non posso far altro che piegarmi al quel bel senso di appagamento che soltanto le teorie dietrologiste sanno offrire. E quindi:

-Le intercettazioni telefoniche sul calcio malato sono state fornite dalla Telecom e sono inizialmente concentrate quasi esclusivamente sui telefoni di Moggi e Giraudo.

-Telecom appartiene a Tronchetti Provera.

-I dirigenti dell'Inter non vengono "intercettati".

-L'Inter alla fine della pagliacciata si ritrova campione d'Italia.

-Bergamo durante il programma "Matrix" ha detto di aver pranzato per ben più di una volta insieme a Facchetti a Livorno, alla vigilia di partite di campionato.

Ora. E se fosse l'Inter l'iceberg?

mercoledì, luglio 26, 2006

sabato, luglio 22, 2006

Libri - Complotto

Un pò come l'Eur. Non si smentisce mai. Ogni libro di Ludlum è una conferma del talento di questo autore, abilissimo nell'intrecciare trame fantapolitiche, ma neanche troppo "fanta". Peccato che sia già passato a miglior vita.

"Complotto" narra le vicende di un agente speciale americano al quale, intorno al 1940, viene affidata una missione di spionaggio internazionale: far giungere ai nazisti documenti falsi che dimostrino che la Russia stalinista sta complottando un rovesciamento di alleanze alle spalle di Hitler.
La storia si ripete 50 anni dopo, quando è ancora Metcalfe ad avere nelle mani il destino della politica mondiale, trovandosi a districare le fila di un colpo di stato contro Gorbaciov.

Geniale nei colpi di scena, Ludlum con questo romanzo offre, in un vorticoso gioco di specchi, un'inedita chiave di lettura degli eventi storico-politici dell'Europa novecentesca.


Scheda


Titolo:
Complotto
Autore: Robert Ludlum
Pagine: 590
Anno: 2003
Genere: spy story
Voto:
9

lunedì, luglio 17, 2006

Reminiscenze

Sabato sera sono andato ad una festa di cui ricordo solo tre particolari: tante persone, l'allarme di casa mia che suona e... naturalmente Wilko.

lunedì, luglio 10, 2006

Sul tetto del mondo!!




L'Italia batte la Francia in finale ed è campione del mondo per la quarta volta nella sua storia. Dopo 120 minuti di gioco tesissimi, soltanto ai calci di rigore gli azzurri sono riusciti ad avere la meglio sugli avversari, decisamente più ostici del previsto.

Sì, proprio i rigori. Proprio quella pazza roulette russa che tutti temevamo, che ci aveva fatto piangere per più di una volta, che aveva messo in croce giocatori e allenatori, ebbene proprio lei ci ha personalmente aperto le porte alla storia e alla gloriosa immortalità.

Cinque rigori segnati su cinque. Grosso ancora una volta decisivo. Una difesa impenetrabilmente inattaccabile. Capitan Cannavaro che alza al cielo la coppa dorata. Sono questi i temi chiave della finalissima di Berlino, la prima dopo 12 anni di astinenza forzata, ma anche un pò sadisticamente volontaria.

Se lo meritavano i giocatori e ce lo meritavamo noi tifosi. Dopo essere stati entrambi presi in giro e colpiti quasi mortalmente da un calcio perverso e mafioseggiante.
Ma se la vittoria dei Mondiali non ci farà rimarginare completamente la ferita, quantomeno ne ammorbidirà le punte di dolore.

Postilla. Zinedine Zidane è stato eletto dalla Fifa Pallone d'Oro dei Mondiali. Tralasciando il fatto che avrebbe sicuramente meritato il titolo Cannavaro, occorre chiedersi qual è il criterio di valutazione nella scelta del miglior giocatore dei Mondiali: secondo me deve essere eletto tale chi mostra eccellenza continuativa in abilità tecnico-tattica e in lealtà professionale. Nonostante ci sia da discutere anche sul fatto se Zidane sia stato continuativamente eccellente nella prima categoria, è più che superfluo sottolineare come l'ormai ex giocatore abbia mostrato una gravosa carenza in lealtà e fair-play, a seguito di quella testata in mondovisione.
La Fifa lo ha comunque scelto come miglior atleta del torneo, fregandosene altamente dei tanto decantati valori che lo sport dovrebbe insegnare. Oppure lo aveva già scelto indipendentemente dall'esito della finale.
In entrambi i casi, non lamentiamoci se i tifosi si trasformano ingiustificatamente in delinquenti o se i dirigenti delle squadre regalano rolex e creano cupole per influenzare l''operato degli arbitri, perché è la base del sistema che dovrebbe dimostrare giustezza morale.
E soprattutto, finiamola di andare a cercare le cause laddove è impossibile trovarle: volevano censurare il nostro inno perché promotore di un cattivo messaggio.

Non abbiate paura o vergogna di dirlo, anzi urlatelo! Sì, "siam pronti alla morte"!

sabato, luglio 08, 2006

Pazzia Mondiale

Dopo la squallida vittoria della Francia contro il Portogallo, i supporter transalpini hanno anche avuto il coraggio di esultare per le strade e per le piazze patrie. Ma uno di loro è andato oltre.

A Cap d'Ail, vicino Monaco, infatti, un tifoso francese, dopo aver visto i suoi beniamini superare gli avversari e guadagnare la finale mondiale, ha avuto la bella idea di festeggiare sparando qualche schioppettata con il suo fucile. Ma probabilmente annebbiato dai fiumi di chissà quant'alcool, non è riuscito a tenere l'arma con la canna verso il cielo e ha ferito gravemente due persone.

All'arrivo della polizia, non ha voluto saperne niente di consegnarsi alle autorità, anzi ha continuato a sparare a destra e a manca, finchè i proiettili non gli sono finiti. A quel punto, i gendarmi, preso coraggio, si sono avvicinati all'uomo, che però ha sorprendentemente sfoderato una sciabola (!!) ed ha iniziato a menare fendenti aggredendo il primo ufficiale fattosigli davanti.

La scena è terminata in tragedia, con il focoso supporter ferito a morte da uno dei poliziotti.

mercoledì, luglio 05, 2006

Zitti tutti! La pizza è servita


04/07/2006, ore 23.00, Dortmund.
L'Italia, dopo 12 anni, è di nuovo in finale. Non servono altre parole per delineare meglio la situazione, anche perché non è possibile farlo. Le emozioni che una, come spempre, infinita Italia-Germania hanno regalato ai tifosi italiani sono roba da annali. Un'altra partita decisa ai tempi supplementari, negli ultimi due minuti per giunta. Con due invenzioni di Grosso (ancora decisivo) e Del Piero (al riscatto, se ce ne era bisogno).
La partita l'ha fatta per tutti 120 minuti l'Italia, con la Germania pronta alle veloci ripartenze che hanno messo raramente in difficoltà la difesa azzurra. A proposito. La difesa. La nostra difesa. E' il miglior reparto della nazionale italiana e, fino adesso, ha preso soltanto un gol (autogol peraltro). Ogni partita fin qui giocata ha messo in evidenza e confermato oltremodo l'importanza di avere nella propria squadra Buffon, Zambrotta, Cannavaro (trittico delle meraviglie, attualmente ognuno il migliore al mondo nel proprio ruolo), Grosso (strepitoso in almeno due partite) e Materazzi (sì, proprio lui, sempre attento e concentrato come mai non avevamo visto). E pensare che un certo Nesta è fuori per infortunio.
Il match, dopo 90 minuti di poche emozioni, si riapre con il primo tempo supplementare attraverso due occasionissime per i nostri: palo di Gilardino, con Lehmann seduto per terra, traversa di Zambrotta, con il portiere tedesco immobile. Si pensa al peggio. Si pensa al fatto che "quando la palla non vuole entrare, non entra". Si immaginano già i titoli dei quotidiani nazionali "Italia sfortunata" o "Bravi lo stesso". E invece no. Negli ultimi due minuti utili per songiurare il fantasma dei rigori, Grosso s'inventa un tiro a giro di sinistro dall'interno dell'area e buca irreparabilmente Lehmann. Gioia pura. I fischi sugli spalti, si trasformano in silenzio.
E come se non bastasse, Del Piero, ben servito da Gilardino, fa il due a zero con un destro strepitoso all'incrocio dei pali. La gioia si trasforma in furore misto a sadismo nei confronti di tutti quei tedescacci che ce ne avevano sparate contro di tutti i colori.
Se non vogliono più le pizze, vorrà dire che si arrangeranno con i wurstel, sicuramente dal formato più adattabile a necessità.


Le pagelle

Italia
Buffon 8: difende la porta italiana meglio di come farebbe verso la porta di casa. Sventa due occasioni da gol, una più difficile dell'altra, dimostrando che se in condizione non ce ne è per nessuno.
Zambrotta 8: su e giù per la fascia, addirittura più presente di Camoranesi in proiezione offensiva. Splendido anche in difesa, dove annienta sia Borowski che Lahm. Colpisce una traversa che ancora reclama vendetta.
Cannavaro 8.5: ci risiamo. Ennesima prestazione da maestro dello scugnizzo napoletano, che si lancia indomito contro tutto e tutti, senza la benchè minima paura o prudenza. Memorabili due suoi interventi in chiusura.
Materazzi 7: bella conferma per un'Italia alla sorprendente ricerca di un centrale, dopo il forfait di Nesta. Non tira mai indietro la gamba e di testa è insuperabile. Unico neo, si fa pericolosamente saltare da Podolski nel secondo tempo, ma per fortuna c'è Buffon.
Grosso 9: decisivo come contro l'Australia, dopo averci portato ai quarti, consegna all'Italia il biglietto per Berlino. S'inventa un colpo da biliardo nell'affollatissima area tedesca al 118', servito alla grande da Pirlo. Fino al gol, ad ogni modo, gioca una partita elegante sulla sinistra. Uomo partita.
Camoranesi 6.5: partita divisa in due per l'oriundo d'Italia. Il primo tempo è giocato bene, da ricordare due azioni sulla destra a saltare Lahm. Nel secondo, invece, cala di tono e sale per nervosismo. Viene giustamente sostituito. Iaquinta 7: entra e dà nuova verve alla spinta azzurra sulla destra. Si adatta a fare l'esterno di centrocampo, e questa volta ci riesce molto bene.
Gattuso 8.5: ha il sangue avvelenato e gli occhi della tigre. Azzanna ogni avversario che gli capita dalle sue parti, senza mai richisare alcun cartellino. Recupera un'infinità di palloni e li gestisce con tranquillità. Consente a Pirlo e a Totti di giocare da fermi, correndo per tre.
Pirlo 7: gioca ancora al di sotto delle sue possibilità, sbagliando troppi appoggi comodi. Si riscatta nel finale, quando serve a Grosso un assist geniale.
Perrotta 6.5: come Camoranesi, bene nel primo tempo, malino nel secondo. Ha sul piede la palla dell'uno a zero, ma fa un tocco di troppo. Corre come sempre. Del Piero 7.5: con Iaquinta cambia il corso della gara. In pochi minuti, si trova a dover gestire tre palle gol. In occasione della prima, cincischia un pò troppo di fronte a Lehmann, bravo comunque a sporcargli con la mano il pallone. Nella seconda, tira male di destro ben servito da un compagno. Ma si vendica di tutte le critiche subite, con un gol sublime: splendido tocco all'incorcio dei pali, come fino a qualche tempo fa solo lui sapeva fare. Riscatto.
Totti 6.5: parte subito bene, lanciando Perrotta in contropiede. Combina un'ottima visione di gioco con lanci di prima un pò troppo frettolosi. Non è ancora entrato in forma e si vede. Calcia allo stesso modo 8 angoli, favorendo la presa di Lehmann. Tira solo una volta, da 35 metri.
Toni 6: non riesce mai a tirare in porta, ma dà peso all'attacco. Gilardino 7: entra con l'argento vivo addosso. Prende un clamoroso palo e serve altruisticamente a Del Piero la palla del due a zero.

Germania
Lehmann 6.5
Friedrich 5
Mertesacker 6
Metzelder 6
Lahm 6.5
Borowski 5
Schneider 5.5
Kehl 6.5
Ballack 5
Klose 5.5
Podolski 6

I numeri

Reti: 2-0 (Grosso, Del Piero)
Tiri in porta: 5-2
Tiri fuori: 4-10
Palo colpito da Gilardino
Traversa colpita da Zambrotta
Falli commessi: 18-21
Ammoniti: Camoranesi, Metzelder, Borowski
Corner: 11-3
Fuorigioco: 11-1

martedì, luglio 04, 2006

Intesa

Da www.ddragonetti.blogspot.com, lunedì 26 giugno 2006:

Parlo io, nelle pagelle del dopo-Australia: Del Piero 6.5: [...] parte subito bene e offre passaggi illuminanti soprattutto a Toni, che non riesce mai a sfruttarli in pieno. Se l'attaccante viola avesse segnato, Del Piero ne avrebbe tratto vantaggio, quindi è giusto dare ad Alex quello che è di Alex, indipendentemente dalle capacità di Toni.

Parlo io, per spiegare il voto in risposta a un commento: Per quanto riguarda Del piero, ha fatto una partita tattica, seguendo i dettami di Lippi. E lo ha fatto bene. Perchè è riuscito a cucire il centrocampo con l'attacco nonostante Pirlo non fosse in giornata. Non è colpa sua se Toni si è cacato tutti i gol. I suggerimenti erano ottimi. Ti ricordo che nel primo tempo l'Italia ha avuto almeno tre nitide palle gol, due delle quali impostate da Del Piero.
E poi ha corso finchè non è stato sostituito, dando anche una mano in difesa. E' ovvio che poi nel secondo tempo sia un pò calato, ma ti ricordo che eravamo in 10 e servivano forze FRESCHE (fra cui Totti).

Dal Corriere dell Sport-Stadio, venerdì 30 giugno 2006, pagina 7:

Parla Alessandro Del Piero: Le mie condizioni sono ottime, non buone. Ottime. Contro l'Australia mi è stato chiesto di fare quel tipo di ruolo che non è il mio. L'ho accettato e l'ho fatto in maniera molto buona. Dal punto di vista difensivo non abbiamo rischiato niente sulla destra e nella fase offensiva abbiamo creato quattro occasioni, un paio sono partite dal mio piede.


Sono soddisfatto, e oltremodo contento, di vederla come lui.

sabato, luglio 01, 2006

Il Brasile se ne va a casa


01/07/2006, ore 23.00, Francoforte.
Incredibile. I campioni del mondo in carica, assoluti e indiscussi protagonisti nelle previsioni dei bookmakers di tutto il mondo sulla vittoria finale, se ne tornano mesti mesti a casa. E giustamente.
Dall'altro fronte, i miracolati francesi durante il girone, dopo aver rispedito in terra iberica la Spagna, sbaragliano alla grande anche il Brasile. In realtà, il risultato finale di uno a zero sta addirittura stretto alla squadra allenata da Domenech.
A proposito. Domenech. L'allenatore che tutti odiano, inviso agli stessi francesi per la tignosa non considerazione che dimostra nei confronti di Trezeguet, ha avuto ancora una volta ragione. Non ha cambiato modo di giocare (4-2-3-1) e soprattutto non ha cambiato gli interpreti. Trezeguet, dunque, ancora una volta fuori, senza mai entrare neanche nella ripresa. [Vabbè]
La partita non ha riservato grandi emozioni, anzi ha quasi avuto un effetto narcotico soprattutto nel primo tempo, che si è concluso senza un tiro in porta. La ripresa si è aperta sulla falsariga della prima frazione di gara, ma con i francesi più attivi nel possesso palla e nelle verticalizzazioni per Henry. Il gol-partita arriva, tuttavia, da un calcio di punizione battuto divinamente da Zidane, che pesca solissimo in area Thierry Henry, alla facile conclusione di volo con il piede destro. Il Brasile non reagisce, neanche dopo i tre cambi di Parreira, e prosegue agonizzante fino al termine della partita, rischiando addirittura in due occasioni di subire altrettanti gol.
Brava la Francia, che ora dovrà vedersela col Portogallo. Una bella partita che deve servirci da stimolo quando martedì incontreremo la Germania.

Le pagelle

Brasile
Dida 6.5: il migliore dei suoi, sventa due occasioni da gol con disinvoltura. Forse colpevole sul gol subito, quando non si muove dalla linea di porta per contrastare Henry.
Cafu 4.5: è ora che appenda gli scarpini al chiodo l'ormai ex pendolino. Sbaglia molti cross sulla destra ed è più volte incerto su Malouda e Henry.
Lucio 6.5: sempre attento in copertura, rischia una volta sola quando viene saltato da Ribery.
Juan 6: deciso negli interventi, rischia l'autorete.
Roberto Carlos 4.5: vale lo stesso discorso fatto per Cafu. Prova il tiro da distanze colossali e proibitive anche per lui, con esiti disastrosi.
Gilberto Silva 6: gioca davanti alla difesa e sostituisce dignitosamente Emerson. Ma non può fare tutto lui.
Zè Roberto 5: non copre bene né attacca pericolosamente. E' questo il suo copione in tutte le partite giocate nel Mondiale.
Kakà 4: vistosamente affaticato, Parreira lo butta nella mischia ma dovrebbe lasciarlo in panchina. Non entra mai nel vivo nel gioco e quando tenta le sue famose accelerate sembra camminare invece che correre.
Juninho Pernambucano 4: è la sorpresa nella formazione brasiliana. Gioca al posto di Adriano per rinforzare il centrocampo. Ma non ci riesce. Male anche su punizione, il suo colpo preferito.
Ronaldinho 3.5: finalmente gioca dove vuole lui. Quasi da seconda da punta a supporto diretto di Ronaldo. Ma la partita che gioca è da vergogna, per le osannate capacità che lui possiede. Perde tanti palloni e non tira mai in porta, senza neanche offrire occasioni da gol per i compagni. Incomprensibile.
Ronaldo 5: l'unico tiro in porta del Brasile è suo, ma Barthez glielo para. Per il resto, non pervenuto.

Francia
Barthez 6: attento sull'unico tiro che gli arriva. Ordinaria amministrazione.
Sagnol 6.5: bene in copertura e anche in appoggio al centrocampo.
Gallas 6.5: si divide Ronaldo con Thuram senza mai soffrire.
Thuram 6.5: come sopra.
Abidal 6: partita senza infamia nè lode. Sembra un pò timoroso nell'avanzare in zona d'attacco.
Makelele 7: diga di centrocampo, con Vieira forma una coppia difficile da superare. I brasiliani non ci sono mai riusciti.
Vieira 7: è definitivamente entrato in forma e le prestazioni che sta offrendo non fanno che rendere la Francia più difficile da battere. Insuperabile a centrocampo, sfiora il gol di testa.
Ribery 7: ha tre o quattro polmoni, perchè corre a perdifiato per tutto l'incontro mantenendo alto il tasso qualitativo delle sue giocate. Dida gli nega il gol in contropiede.
Zidane 9: non sembra sentire la fatica e la pesantezza della sua età. Ogni partita che disputa potrebbe essere l'ultima, e lui gioca sempre meglio. Insegna calcio ai brasiliani, Ronaldinho compreso. Veroniche, assist, sombreri e chi più ne ha più ne metta. Gli riesce tutto. Uomo partita.
Malouda 6: non offre granchè in attacco, ma è importante per il centrocampo francese perchè si fa sempre trovare libero da avversari.
Henry 7: sornione come sempre, in occasione del gol si defila sulla destra dell'area brasiliana e, lasciato solo dalla difesa avversaria, è bravo a mettere dentro l'assist di Zidane.

I numeri
Reti: 0-1 (Henry)
Tiri in porta: 1-4
Tiri fuori: 5-4
Falli commessi: 18-14
Ammoniti: Cafu, Lucio, Juan, Ronaldo, Sagnol, Thuram, Saha
Corner: 5-3
Fuorigioco: 1-4
Assist: Zidane

Tra le prime quattro del mondo


30/06/2006, ore 23.00, Amburgo.
Italia-Ucraina: 3-0. L'Italia è in semifinale, e dovrà vedersela contro i padroni di casa della Germania. La nazionale azzurra non poteva mancare il passaggio del turno e puntualmente ha vinto. Ma la vittoria è ancor più importante proprio per il fatto che, alla vigilia, veniva data per scontata: nessun calo di concentrazione, ma anzi una prestazione accorta e decisa rende per ora l'Italia almeno una delle prime quattro nazionali al mondo.
Lippi cambia ancora formazione e schiera un 4-4-2, con Totti a supporto di Toni, che si rivela decisivo. Da sottolineare proprio questo aspetto: la capacità del nostro ct di modellare il modulo di gioco e gli interpreti della gara in base all'avversario da fronteggiare. Non è facile. Ma per ora gli è sempre riuscito. Una tattica questa, inoltre, che consente agli azzurri di presentarsi mano mano ai successivi incontri sempre con forze fresche. Gli unici giocatori ad aver disputato tutte le partite iridate sono soltanto tre: Buffon, Cannavaro e Perrotta. Klinsmann, al contrario, ha caratterizzato la sua gestione mandando in campo sempre gli stessi undici. Due concezioni opposte. Chissà chi la spunterà?
Per quanto riguarda l'aspetto tecnico della partita odierna, l'Italia è riuscita ad andare in vantaggio dopo appena 6 minuti, in parte favorita da un atteggiamento troppo difensivista degli ucraini, in parte scossa dalla veemenza agonistica di alcuni suoi protagonisti, tra cui spicca il nome di Zambrotta, vero e proprio mattatore della serata. E' lui che fa l'uno a zero, è lui che spazza sulla linea di porta il pallone dell'eventuale 1-1, è lui che mette sul piede di Toni il gol del tre a zero.
Ora ci toccherà la Germania, ma intanto godiamoci gli altri quarti di finale.

Le pagelle

Italia
Buffon 8: ancora una volta si pone come ancora di salvezza per la barca azzurra in balia degli avversari nei primi minuti della ripresa. Compie due parate decisive salvarisultato.
Zambrotta 9.5: la migliore prestazione nella carriera di Zambrotta. Non l'ho mai visto così. Segna il gol dell'uno a zero, dopo aver duettato con Totti, tirando con il sinistro sul primo palo di Shovkovski. In costante proiezione offensiva è molto attento anche in copertura e toglie dalla porta il sicuro pareggio dell'Ucraina. Ciliegina sulla torta, l'assist che serve a Toni per la terza rete dell'Italia, dopo un'azione travolgente sulla fascia sinistra. Uomo partita.
Cannavaro 8: si ripete quando ripetersi sugli stessi livelli sembra impossibile. Ma lui ci riesce. Incredibile un suo salvataggio di testa su cross dalla destra di Vorobey. Non ci sono quasi più parole.
Barzagli 7: delicatissimo esordio al mondiale da titolare, ma il palermitano non mostra segni di imbarazzo, favorito sia dalla pochezza degli avversari sia dal fatto di giocare al fianco di Cannavaro.
Grosso 7: fa su e giù sulla fascia per tutta la partita, senza mai stancarsi e senza mai farsi saltare.
Camoranesi 6.5: è il primo degli azzurri a rendersi pericoloso con un tiro di poco a lato dopo una bella serpentina. Ha classe e diventa un punto di riferimento sulla fascia destra, dove dialoga alla grande con Zambrotta. Sparisce un pò nella ripresa, anche se ad onor di cronaca si guadagna gli estremi del calcio di rigore, senza trovare l'accordo dell'arbitro.
Pirlo 6: non è in gran forma e non riesce a ripetere le prestazioni del girone. Nel 4-4-2 ha meno responsabilità, e svolge il compitino senza acuti particolari. Calcia stranamente male due punizioni da ottima posizione.
Gattuso 7.5: non lo ferma nessuno e corre come un disperato. Dà lezione di come si dovrebbe interpretare il ruolo di mediano a Tymoschuk.
Perrotta 6: parte molto bene, tagliando dalla sinistra e accentrandosi per rendersi pericoloso in zona gol. Poi improvvisamente perde la bussola e inizia a sbagliare troppi palloni, primo fra tutti quello in contropiede lanciato da Totti.
Totti 7: nel primo tempo gioca quasi solo di tacco con esiti altalenanti ma spettacolari. Nella ripresa serve l'assist a Toni per il facile gol del due a zero e si mangia l'occasione per la finalizzazione personale quando si ostina a fare un inutile pallonetto. Agisce da seconda punta e ne beneficia in corsa e quindi in lucidità: da trequartista il lavoro da fare è ben altro. Lippi lo sa e infatti lo schiera da titolare nel 4-4-2.
Toni 8: finalmente si sblocca anche lui. Nel primo tempo prende un sacco di botte ed ottiene altrettanti importantissimi falli. E' l'unico tra gli attaccanti italiani a saper fare così bene tale gioco. Nella ripresa segna per la prima volta al Mondiale, firmando addirittura una doppietta.

Ucraina
Shovkovsky 5.5: forse leggermente colpevole sul gol di Zambrotta, non ha colpe sugli altri due.
Gusev 5: mai sicuro su Grosso. Ha sul piede destro il pallone del pareggio, ma si trova di fronte il portiere più forte del mondo. Il risultato è immaginabile.
Rusol 6: l'unico della difesa che sembra aver cognizione di gioco, viene messo ko da un pestone.
Gusin 5: con Toni non la struscia mai. Buffon gli nega il gol del pareggio.
Nesmachny 4.5: in costante affanno su Zambrotta, se lo ricordeà per parecchio tempo.
Shelaiev 5: dovrebbe "curare" Totti, ma non assolve il compito.
Tymoschuk 5.5: prova a mettere la gara su toni agonistici, ma con Gattuso non era il caso.
Svidersky 4: imbarazzante su Toni, lo randella per tre volte di fila, guadagnano il meritato cartellino. Sostituito al 25' del primo tempo. Vorobey 5.5: si nota solo per un bel cross dalla destra, sventato però dal sommo Cannavaro.
Kalinichenko 6: è il più pericoloso degli esterni ucraini, ma non è supportato a dovere dalla squadra.
Milevsky 5: forse troppe pressioni per questo ragazzo classe '85 che gioca una gara interessante soltanto per il temperamento che manifesta. Ben 9 falli commessi solo da lui, e pensare che è una seconda punta. Ha ad ogni modo talento.
Shevchenko 5.5: è fuori forma e affaticato. Prova a dare la scossa ma i risultati sono mediocri.