mercoledì, giugno 28, 2006

Da vittima a carnefice

Oggi sono stato in facoltà per somministrare alcuni questionari agli studenti di Scienze della Comunicazione, nell'ambito di una rilevazione statistica sul rapporto degli studenti con i media.

D'accordo con il mio gruppo di ricerca, abbiamo deciso di andare all'esame di Laboratorio di scrittura in modo di beccare il maggior numero di triennalisti, sapendo bene che quell'esame è uno dei più frequentati.

E in effetti è stato così. L'Aula Magna (con capienza massima di 300 posti a sedere) era piena di esaminandi, ma i professori non erano supportati da un sufficiente numero di assistenti.

Compromesso.

"Noi vi facciamo somministrare i questionari subito prima dell'esame" - dicono i professori rivolti a noi - "ma voi dovete farci da assistenti durante l'elaborato".

Era ora.

Dopo tre anni (più uno) passati dalla parte del "controllato", ho finalmente assunto il ruolo, seppur temporaneo, di "controllore". Tutti seduti! E noi del gruppo di ricerca in piedi a passeggiare beffardamente fra i banchi. Che gusto!

Ammazza che controllore!

Tutti zitti! E guai a chi copia!

Forza Pessotto!!

lunedì, giugno 26, 2006

Grazie Medina!!


26/06/06, ore 19.00, Kaiserslautern.
Incredibile. Mancano 5 secondi esatti allo scadere del quarto minuto di recupero di una partita ferma sullo zero a zero. L'Italia è in 10 uomini, con il fiato al limite e con le gambe a pezzi. Ma ci crede ancora.
Grosso si trova sulla fascia sinistra, quasi a fondo campo, ed ha davanti un avversario. Lo salta ed entra in area. Neill lo affronta, ma Grosso, con una finta lo mette a sedere per terra. Anche il laterale azzurro finisce a terra, dopo aver lasciato furbescamente la gamba indietro a colpire il corpo dell'australiano.
Nel campionato italiano ne abbiamo viste a bizzeffe di queste situazioni, con i giocatori attaccanti la porta troppo fiduciosi nelle loro abilità di recitazione e con i nostri arbitri che, per paura di venire ingannati, non ti danno un rigore neanche se ti sparano. Figurati se al Mondiale te lo convalidano un penalty di questo tipo. Agli ottavi di finale per giunta.
Ai Mondiali le partite vengono dirette dall'elite del sistema arbitrario planetario, figurati se questo Medina Cantalejo si lascia beffare da un torso di un italiano. Al 93' e 55 secondi di gioco oltretutto.
Al 93' e 55 secondi di gioco l'arbitro spagnolo, tal Medina Cantalejo, fischia: è RIGORE!! Totti si presenta sul dischetto e tiene in ansia tutto il popolo italiano. "Rifarà il cucchiaio?", si chiedono in molti. "No, speriamo di no. Ne ha già provati due contro la Cechia e non è andata proprio bene", rispondono altri.
Totti tira una mazzata che Schwarzer neanche vede. Siamo ai quarti. Si va ad Amburgo.

Le pagelle italiane
Buffon 7.5: ancora una volta protagonista. Non sbaglia niente. Quando c'è bisogno di lui, non si tira mai indietro.
Zambrotta 7.5: fa impallidire a più riprese tutti gli australiani che gravitano dalle sue parti. Non viene mai saltato. Dimostra una grande tempestività in ogni occasione e una capacità difensiva che non aveva dimostrato neanche con la Juventus.
Cannavaro 8: il capitano è il capitano. Credo che ce lo invidi mezzo mondo e credo che, attualmente, per come sta giocando, sia il centrale di difesa più forte in circolazione. Nonostante non giochi nella sua posizione preferita (centrale difensivo sinistro), è imbarazzante come riesca sempre a giocare d'anticipo senza sbagliare un colpo. Uomo partita.
Materazzi 7: parte decisamente bene sia in fase di copertura che in fase d'impostazione. Con Cannavaro forma una coppia ben affiatata. Ma quando meno te lo aspetti Cantalejo lo butta fuori al suo primo fallo della partita, per un intervento in scivolata al limite dell'area di rigore. Al massimo, doveva essere ammonito.
Grosso 7: gioca male fino allo scadere del 93', quando s'inventa una serpentina e guadagna un calcio di rigore che sa di miracoloso. Lazzaro.
Perrotta 6.5: gioca meglio rispetto alla gara contro la Rep. Ceca e dà un gran contributo in dinamismo quando la squadra rimane in 10.
Pirlo 5: in ombra sia in 11 che in 10 uomini, non riesce a ripetere le belle prestazioni fin qui offerte. Speriamo sia stata una soltanto giornata no, perché riveste un ruolo decisivo per l'Italia.
Gattuso 7: ringhia, ruggisce, abbaia e morde. Quando l'Italia è in inferiorità numerica sembra trarre vigore dalla situazione negativa. Con onore.
Del Piero 6.5: è la sorpresa della giornata. Lui al posto di Totti. Bravo Lippi, che ha azzeccato la mossa. Perché Totti sarebbe sicuramente affogato (per mancanza di forma) nella marea di giocatori australiani, che correvano come impazziti da tutte le parti. Alex, invece, parte subito bene e offre passaggi illuminanti soprattutto a Toni, che non riesce mai a sfruttare in pieno. Se l'attaccante viola avesse segnato, Del Piero ne avrebbe tratto vantaggio, quindi è giusto dare ad Alex quello che è di Alex, indipendentemente dalle capacità di Toni. Totti 7: entra alla terza sostituzione, per giocare l'ultimo quarto di gara. Ed è la mossa giusta. Perché se ha la freddezza di battere quel rigore lo deve soprattutto al fatto di essere il giocatore più fresco degli italiani. Merito a lui e a Lippi. Alla pari.
Toni 5: si mangia tre occasioni d'oro, con cui l'Italia avrebbe potuto dormire sogni tranquilli. Finora sta vivendo un Mondiale maledetto. E' giustamento sostituito da Lippi con Barzagli.
Gilardino 5: non tocca molti palloni. Ha sul piede quello giusto ma lo calcia in mezza girata in maniera troppo centrale. Ci si aspetta di più. Iaquinta 5.5: quando gioca esterno alto a destra, mette in più di un'occasione in allarme la difesa australiana. Da unica punta centrale è impresentabile.

sabato, giugno 24, 2006

Maledetti crucchi




























maledetti crucchi....



















lo sport vince sempre...

















brave lo stesso!



[tanto 'ndo scappate]

La forza dei Mondiali

All'Università di Sichuan, in Cina, le autorità locali hanno deciso di staccare la corrente all'edificio durante la notte. Migliaia di studenti, dunque, non potendo utilizzare di notte l'energia elettrica nei propri dormitori, hanno messo a soqquadro aule e cortili di facoltà. Ma di notte la corrente non dovrebbe servire a molto, dal momento che generalmente si dorme al buio. Allora perché gli studenti hanno avuto una simile reazione?
Il motivo risiede nel fatto che, a causa del fuso orario, in Cina le partite dei Mondiali vengono trasmesse alle 3 di notte. Quindi, tutti gli studenti all'interno dell'università facevano le ore piccole per vedersi le gare della Coppa del Mondo e, di conseguenza, disertavano in tronco le lezioni mattutine, scatenando l'ira di docenti e preside.
Dopo una settimana di rivolta e dopo mezzo ateneo sfasciato per atti di vandalismo, l'hanno incredibilmente spuntata i giovani cinesi senza arresti né incidenti.
La corrente è tornata e il tifo degli studenti di Sichuan anche.

giovedì, giugno 22, 2006

Repubblica Ceca - Italia 0 - 2

22/06/2006, ore 18.00, Amburgo.
Vince, l'Italia. Sì! E lo fa in maniera cinica e decisa. L'avversario era tosto. Ma anche autolesionista.
Credo, infatti, che la svolta alla gara è stata data dall'espulsione di Polak, verso la fine del primo tempo. In effetti, nonostante l'Italia si trovasse in vantaggio per uno a zero, la supremazia territoriale, di gioco e d'azione era ancora nelle mani dei cechi. Non che non avremmo vinto la partita ugualmente, ma l'espulsione ci ha reso il compito più agevole. E in più ha liberato Totti dalla marcatura a uomo cui era sottoposto, rendendolo più consapevole delle sue potenzialità finalmente anche lontano dall'Olimpico.
Ad ogni modo, il numero dieci azzurro deve capire che non sarà sempre così. Che non avrà sempre tutto lo spazio e il tempo che desidera per mettere in moto cervello e gambe. Perché finchè è stato marcato personalmente da Polak, Totti si è rivelato evanescente come sempre gli capita quando si trova un avversario fisso su di lui. Ce lo ricordiamo tutti contro la Danimarca e contro Poulsen, ma questa è solo una delle numerose volte in cui il capitano romanista è stato annientato da una marcatura ad personam. Gli è successo con la Roma e soprattutto con la Nazionale. Fortuna che Lippi, contrariamente a come aveva fatto Trapattoni per più d'una volta, non ha dato in mano a lui la squadra, bensì a Pirlo, bravo a gestire il gioco e a farsi trovare sempre pronto e libero.
Gli azzurri, comunque, dopo un avvio troppo timido, sono saliti in cattedra e hanno regalato ai propri tifosi i tre punti della supremazia del girone e della qualificazione agli ottavi, figlie di un gioco a tratti molto coinvolgente.
Un applauso, ahimé, a Materazzi che, appena entrato, ha tolto l'Italia dagli impacci iniziali, e un altro a Inzaghi che è tornato a segnare con la Nazionale dopo oltre 3 anni di tempo.

Le pagelle

Repubblica Ceca
Cech 6.5: le uniche parate le fa su Totti, che prova a più riprese a uccellarlo senza mai riuscirci. Incolpevole sui gol.
Grygera 6: fa bene la fase di copertura, ma pecca d'appoggio ai suoi compagni d'attacco.
Kovac 6.5: il migliore della difesa, non fa muovere Gilardino.
Rozenhal 6: partita ordinata.
Jankulovski 5.5: troppo poco presente in avanti, dovrebbe dare manforte al centrocampo ma spesso si trova fuori posizione.
Poborski 5: esce per infortunio al termine del primo tempo, ma fin lì non aveva fatto niente di memorabile. Stajner 5: si mette prima sulla fascia destra e poi va in avanti senza lasciare traccia del suo passaggio.
Polak 2: impazzito. Nell'arco di pochi minuti, fa due falli consecutivi da dietro sulle caviglie di Totti e lascia la sua squadra colpevolmente in dieci. Da censura.
Rosicky 5: mai nel vivo del gioco, lui che dovrebbe crearlo il gioco.
Plasil 5: svogliato e poco attento in copertura.
Nedved 7: prova in tutte le maniere a far male all'amico Buffon, ma non ci riesce. E' l'unico che toglie palla in sequenza a Pirlo e Gattuso. Predica nel deserto.
Baros 6.5: viene da un infortunio, ma da come s'è mosso non sembrava per nulla. Grande movimento, ha un'occasione d'oro su assist di Nedved ma se l'allunga troppo, consentendo a Buffon l'uscita alla disperata.

Italia
Buffon 8: spazza via le critiche e le polemiche che gli sono piovute addosso da vari ambienti. Grandissima partita giocata con classe e disinvoltura, tiene in partita l'Italia per tutto il primo tempo. Para di tutto. Anche l'imparabile.
Zambrotta 6: gioca un pò troppo con il freno a mano tirato, forse ancora menomato dai postumi dell'infortunio. Bene in difesa.
Nesta s.v.; Materazzi 8: entra e con il capoccione fa subito secco Cech su angolo di Totti. Poi una partita sontuosa.
Cannavaro 8.5: eccezionale. Parte in sordina e quasi in affanno, ma ci mette pochissimo a salire di tono e a giocare come solo lui sa fare. Brucia sul tempo chiunque capiti dalle sue parti sia di testa si di piede, con anticipi fulminanti. Sfiora il gol. Uomo partita.
Grosso 6.5: gioca meglio di Zambrotta, dando una mano davanti e proponendosi in continuazione.
Perrotta 6: corre sempre tanto, ma oggi ha fatto più confusione che altro. Gli va dato merito per l'assist a Inzaghi, peraltro non difficilissimo.
Pirlo 7: ottima regia, l'Italia la muove lui. Detta i tempi e sa perfettamente quando è il momento di accelerare. E' lui l'uomo decisivo nello scacchiere azzurro.
Gattuso 7: la solita prestazione di grinta e corsa. Fa scintille con Nedved senza mai scadere nell'irregolarità.
Camoranesi 6: nei primi venti minuti sbaglia tutti i palloni che gli vengono recapitati. Poi sale di tono e duetta alla grande con Totti in più di un'occasione.
Totti 6: meno male che Polak si fa buttare fuori. Fino al momento del cartellino rosso, infatti, Totti non è mai riuscito a entrare pericolosamente in possesso di palla. Con l'espulsione è diventato tutto più facile. S'intestardisce in giocate ad effetto quando dovrebbe rimanere coi piedi per terra, come in occasione dei due tentati pallonetti a piccionare Cech. Comportamenti da evitare. Qui non stiamo giocando contro la Lazio. E i tifosi non sono tutti (permissivi come quelli) della Roma.
Gilardino 5.5: l'unico errore di Lippi si traduce nel far giocare Gila al posto di Toni. L'ex parmense non riesce mai a trovare il guizzo giusto e nella ripresa lascia giustamente spazio a Inzaghi. Inzaghi 7: segna sempre lui. Ogni volta che viene chiamato in causa non sbaglia mai. Fa il due a zero smarcando alla grande Cech. Bentornato.

I numeri
Reti 0-2 (Materazzi, Inzaghi)
Tiri in porta: 7-6
Tiri fuori: 3-8
Falli commessi: 19-16
Ammoniti: Polak, Gattuso, Camoranesi
Espulsi: Polak
Corner: 4-5
Fuorigioco: 1-2
Assist Perrotta

Videovetrina "Mondiale"

Aspettando la partita dell'Italia, proviamo a sciogliere un pò la tensione:

1) un melone incendiario;

2) che può succedere se viene inserita una Mentos in una bottiglia di Coca Cola diet?

3) un esilarante gioco giapponese all'interno di una biblioteca. Prove da duri e risate silenziose...

mercoledì, giugno 21, 2006

Highlander

20/06/2006, ore 23.00, Colonia.
La Svezia non muore mai. Questo potrebbe essere lo slogan dei Mondiali giocati fin qui dalla squadra scandinava, che ci crede sempre fino all'ultimo momento.
A farne le spese è l'Inghilterra, dopo il Paraguay, in un match che aveva ben poco da dire sul piano della qualificazione agli ottavi, ma molto su quello dell'onore. La Svezia non perde contro gli inglesi da più di 40 anni. E questo è già qualcosa.
Inoltre, al termine della gara, sembra proprio che, visto il gioco e le molte occasioni da gol create, dovesse vincere nettamente la compagine giallo-blu, ma uno strepitoso gol di Joe Cole prima, e un colpo di testa del neoentrato Gerrard poi, hanno fatto sì che la Svezia si sia trovata per ben due volte a dover rincorrere gli avversari. Il calcio è anche questo.
La Svezia ha affrontato la partita senza il suo uomo di maggior classe, Zlatan Ibrahimovic. E la Svezia senza Zlatan è come Stoccolma senza Drottningatan: irrimediabilmente incompleta. Merito comunque agli uomini di Lagerback che hanno, in alcuni momenti dell'incontro, addirittura assediato la porta di Robinson.

Le pagelle

Svezia
Isaksson 5: incerto su tutte e due i gol. Mentre sul primo si può chiudere un occhio sul secondo è grave il suo errore di posizione.
Alexandersson 5.5: si fa vedere in fase offensiva, ma viene sorpreso troppe volte da J. Cole.
Mellberg 6.5: non si lascia superare tanto facilmente ed è pronto sotto porta quando con una bella girata colpisce la traversa.
Lucic 6.5: strepitoso un suo intervento su Rooney, che stava per calciare a botta sicura.
Edman 6: tiene bene a bada Beckham.
Linderoth 7: il migliore dei suoi, gestisce palla con raziocinio e batte il corner dell'uno a zero.
Ljungberg 6: si danna l'anima, ma non è molto in serata.
Jonson 5: titolare al posto di Wilhelmsson, lo fa decisamente rimpiangere. Wilhelmsson 6.5: entra nel secondo tempo e partecipa all'assedio della sua squadra. Grande cambio di passo.
Kallstrom 6.5: sullo zero a zero ha sul sinistro la palla del vantaggio, ma inspiegabilmente se la porta sul destro e l'occasione sfuma. Unico neo in una prestazione di grande qualità a centrocampo, condita da alcuni angoli battuti divinamente.
Allback 6.5: ha il merito di non mollare mai e segna il gol del primo pareggio.
Larsson 6.5: oltre al gol allo scadere del tempo, colpisce anche una traversa. Cobra d'area.

Inghilterra
Robinson 5: produce insicurezza a tutta la retroguardia inglese. Con il Leeds era ben'altra cosa.
Carragher 5: non è un difensore di spinta, ma dà il meglio di sè come centrale. Eriksson non lo vuole capire.
Ferdinand 5.5: insicuro anche con le palle alte. Stralunato. Campbell 5.5: entra per contrastare gli avanti svedesi sulle palle alte, ma partecipa in negativo al pareggio della Svezia.
Terry 5.5: stranamente sfasato, sbaglia qualche appoggio di troppo. Si vede che non si fida della propria difesa.
Cole A. 6: duetta bene nel primo tempo con il suo omonimo sulla fascia sinistra, ma nella ripresa scompare.
Beckham 6: lancio al bacio di 70 metri sul piede di Rooney. La partita di Beckham, per quanto mi riguarda, poteva anche finire qui.
Lampard 5.5: è l'uomo che si fa vedere con maggior frequenza dalle parti di Isaksson, ma non è mai decisivo.
Hargreaves 6.5: grande prova dell'anglocanadese in contenimento. Non fa rimpiangere Gerrard.
Cole J. 7: il più bel gol del Mondiale, per ora, è suo: stop di petto e tiro al volo di esterno destro sotto l'incrocio dei pali più lontano. Applausi. E' suo anche l'assist per il gol del momentaneo neovantaggio inglese. Uomo partita.
Owen s.v.; Crouch 6: di testa le prende tutte, ma se fosse più coordinato sarebbe meglio.
Rooney 5.5: fa i primi 15 minuti a 200 all'ora, ma poi sparisce dal gioco e costringe Eriksson a sostituirlo. La sua reazione si traduce in un lancio stizzodo degli scarpini. Gerrard 6.5: entra e segna il gol del due a uno.

I numeri
Reti 2-2 (J. Cole, Allback, Gerrard, Larsson)
Tiri in porta: 2-6
Tiri fuori: 1-7
Traversa colpita da Larsson e Mellberg
Falli commessi: 17-12
Ammoniti: Alexandersson, Ljungberg, Hargreaves
Corner: 11-6
Fuorigioco: 0-1
Assist: J. Cole

venerdì, giugno 16, 2006

Altro che Brasile!

16/06/2006, ore 17.00, Genselkirchen.
Altro che Brasile. Altro che pentacampioni. E' l'Argentina la squadra che ha dato vita ad uno spettacolo per ora senza precedenti ai Mondiali tedeschi.
Azioni infinite, colpi di tacco e geometrie perfette. Con un 6-0 da cappottone, ribalta la Serbia e mette una seria ipoteca sulla vittoria finale del torneo. E' presto per dirlo, forse, ma lo stato di forma di tutti i talenti che l'Argentina può schierare in campo, anche a partita iniziata, fa presagire cose eccelse. E d'altra parte è la condizione fisico-mentale dei suoi campioni che mette su un gradino più in altro la compagine di Pekerman rispetto alle altre favorite.
La Serbia è uscita demolita dall'incontro, con un solo tiro in porta all'attivo. Ha forse sbagliato il ct Petkovic a dare le chiavi della squadra a Stankovic, al quale io non darei nemmeno quelle della Panda (per altro onorabilissima automobile).
Altra ottima prestazione di Rosetti.
Un avviso: attenti all'Argentina.

Le pagelle

Argentina

Abbondanzieri 6.5: rende semplice ogni suo intervento. Sempre attento.
Burdisso 7: non fa muovere Stankovic.
Ayala 6.5: tosto e difficile da superare.
Heinze 6.5: ha riacquistato la condizione di forma dei bei tempi, e l'Argentina non può che usufruirne.
Sorin 6: un pò in ombra rispetto al resto della squadra.
Gonzalez s.v. - Cambiasso 7: entra per sostituire l'infortunato Gonzalez, fa da diga davanti alla difesa con Mascherano e finalizza l'azione più bella del Mondiale (per adesso).
Mascherano 7: diga insuperabile con Cambiasso.
Rodriguez 7.5: parte a sinistra e termina la partita con due gol all'attivo. Messi 8: entra e brucia il campo con una velocità mai vista. Assist vincente per Crespo e gol di destro. Secondo me si rivelerà più forte di Ronaldinho.
Riquelme 8: tocchi sopraffini e gestione di palla impeccabile. E' il miglior regista del Mondiale.
Saviola 7.5: è lui il titolare in attacco a fianco di Crespo e dà ragione alla scelta di Pekerman, fornendo l'assist vincente per il primo gol dell'Argentina ed entrando attivamente in gioco nei successivi 3 gol. Tevez 8: come Messi è dotato di velocità e classe allo stesso grado. Splendido il suo gol, quando supera Gavrancic con un tunnel e trafigge Jevric con preciso tiro.
Crespo 7: grande intelligenza tattica, è il giocatore più esperto dell'attacco, timbra ancora una volta il cartellino, ma meriterebbe di più quando Rosetti gli annulla un gol per errata segnalazione del guardalinee.

Serbia
Tutti 4, tranne Kezman che merita 3.

I numeri
Reti 6-0 (Rodriguez, Cambiasso, Rodriguez, Crespo, Tevez, Messi)
Tiri in porta: 8-1
Tiri fuori: 2-3
Falli commessi: 14-22
Ammoniti: Crespo, Krstajic, Nadj, Koroman
Espulsi: Kezman
Corner: 3-3
Fuorigioco: 2-0
Assist: Saviola, Crespo, Messi, Tevez

giovedì, giugno 15, 2006

Febbre gialla

15/06/2006, ore 23.00, Berlino.
Grande Svezia! Grande cuore giallo-blu! Mamma mia che partita! Mamma mia che tifose!
Una vittoria al penultimo minuto di gioco trovata grazie all'uomo più rappresentativo: Ljungberg. La qualificazione è a un passo. L'obiettivo, ora, è il primo posto nel girone B.
E se la mertivano proprio i quasi 50.000 tifosi svedesi che con le loro magliette gialle hanno infiammato gli spalti dell'Olympiastadion. Uno spettacolo nello spettacolo, un colpo d'occhio struggente e nostalgico, la tifoseria ha incitato per tutta la durata della partita i propri beniamini, nonostante il gol non sembrasse proprio arrivare e nonostante la squadra scandinava avesse perso il suo uomo di maggior talento, Zlatan. Ma alla fine, come un lampo giallo fosforescente, Ljungberg ha scrollato di dosso la paura dalla nazione dorata e ha dato nuova vita al Mondiale svedese.
Ben sta al Paraguay, che aveva preparato la partita con le barricate per difendersi il pareggino. Poteva giocarsela meglio.
E soprattutto, doveva sapere che Dio, in fondo in fondo, è svedese anche lui.

Le pagelle

Svezia
Isaksson 6: poco impegnato, fa il minimo indispensabile.
Alexandersson 6: è più un esterno di centrocampo che un terzino difensivo, si applica come meglio può.
Mellberg 7: grande partita del capitano svedese, mai saltato dagli avversari.
Lucic 6: qualche distrazione di troppo, per il resto ha giocato discretamente.
Edman 6: poca spinta, ma buona posizione.
Linderoth 6.5: metronomo di centrocampo, gestisce bene la maggiorparte dei palloni che tocca.
Wilhelmsson 6: si perde sempre sul più bello, ma ha talento e si vede. Non l'avrei tolto. Jonson 5.5: non gioca meglio di Wilhelmsson.
Kallstrom 6.5: il ct Lagerback lo schiera titolare e lui si presenta con una bomba terrificante che per poco non spacca le mani a Bobadilla. Ha un ottimo piede, sarà titolare anche nelle prossime gare. Elmander s.v.
Ljungberg 7: è l'eroe della partita. Corre per tutta la partita, a volte anche senza meta, ma si fa trovare pronto al momento più decisivo. Uomo partita.
Larsson 6: di testa è impressionante, le prende quasi tutte nonostante non sia un gigante. Non trova lo spunto decisivo.
Ibrahimovic 6.5: inizia alla grande Zlatan, con intelligenti sponde mette al tiro Kallstrom prima e Larsson poi. Fa ammattire i suoi diretti avversari, ma s'infortunia ad una coscia e, da solo davanti al portiere, tira pianissimo. Allback 7: si mangia un gol a tu per tu con Bobadilla, ma si riscatta con l'assist vincente.


Paraguay
Bobadilla 7: tiene a galla il Paraguay con degli strepitosi interventi. Capitola nel finale.
Caniza 6.5: grande partita del terzino destro che salva un gol fatto nel secondo tempo. In occasione del gol svedese si perde Allback.
Caceres 6.5: conferma di essere il centrale di maggior qualità della difesa paraguayana con una partita molto buona.
Gamarra 6: si dimentica di Ljungberg nel gol della Svezia.
Nunez 6.5: stantuffo di fascia, attacca molto e va spesso al tiro.
Bonet 6: ordinato in copertura, assente in fase offensiva. Barreto s.v.
Acuna 6.5: molto meglio della prima gara, il "Toro" ha messo in campo tutta la sua grande esperienza. Ma non è bastata.
Paredes 5: non è un trequartista e lo dimostra.
Riveros 6: senza lode né infamia. Dos Santos s.v.
Santa Cruz 5: incolore. Dante s.v.
Valdez 6: si danna l'anima, ma raramente è pericoloso.

Schegge mondiali

- Uno dei giornalisti portoghesi ai Mondiali di Germania per poco non ha perso il proprio accredito agli stadi tedeschi, perché l'ordine dei giornalisti del Portogallo ha scoperto che sceglieva di seguire le partite iridate soltanto in base alla qualità delle tifose sulle gradinate.

- Incidente diplomatico tra Paraguay e Svezia, dopo che il "Toro" Acuna aveva fatto delle smaccate avances ad un'avvenente fotografa svedese.

Come biasimarli?

W Google!

Congratulazioni al sistema-Google che ha fatto della sua homepage la mia homepage personalizzata. Ho potuto così scegliere tra variabili tematiche e contenutistiche, in modo da poter visualizzare sotto l'immutata banda di ricerca quello che desidero sapere in modalità istantanea e con una semplicità di azione sorprendente.

News stile Ansa aggiornate dal Corriere della Sera, classifica aggiornata dei Mondiali, info della Gazzetta dello Sport, video in streaming, condizioni climatiche di Roma e Stoccolma: ecco le mie preferenze.

Applausi!

Primi casi di violenza al Mondiale

BERLINO - A margine della partita Germania-Polonia di ieri sera a Dortmund si sono registrati i primi incidenti del mondiale di calcio, con la polizia che ha fermato almeno 180 hooligan responsabili di azioni di violenza e di intemperanza nei confronti delle forze dell'ordine.

A poche ore dal calcio d'inizio della gara - che è stata seguita in tutta la Germania da milioni di appassionati sulle tv e sulle centinaia di maxischermi installati dappertutto - gli agenti hanno fermato 120 tedeschi che lanciavano contro di loro bottiglie e altri oggetti.

In precedenza una sessantina di tifosi polacchi erano stati anch'essi fermati dalla polizia tedesca, in massima parte su segnalazione degli agenti di polizia polacchi che - al pari di quelli di altri paesi - collaborano con le forze dell'ordine tedesche.

Si tratta dei primi scontri - anche se di proporzioni minori - verificatisi dall'inizio del mondiale venerdì scorso.

Germania - Polonia 1 - 0

13/06/2006, ore 23.00, Dortmund.
La Germania la spunta al 91'. Sembrava una partita stregata in cui la palla non voleva proprio entrare, sia per la grande prestazione di Boruc, l'estremo difensore polacco, sia per una buona dose di sfortuna (le due traverse colpite nella stessa azione all'80' circa), ma al primo minuto di recupero due neo-entrati sono riusciti nell'impresa: Odonkor crossa dalla fascia destra e Neuville si fionda sulla palla e di suola mette in rete. Germania qualificata.
La Polonia ha giocato decisamente meglio della prima giornata, ma ha dovuto fare i conti con un attacco inguardabile. Senza attacco è impossibile vincere e i polacchi lo sanno bene.

Le pagelle

Germania
Lehmann 6.5: sempre sicuro sui tentativi, pochi peraltro, della Polonia. Unica nota stonata un'uscita a saponetta.
Friedrich 5: sbaglia i tempi. Prova a mettercela tutta ma non riesce proprio ad incidere. Dovrebbe imparare da Lahm. Odonkor 7: entra e la germania cambia marcia sulla corsia di destra. Decisivo con l'assist per Neuville.
Mertesacker 6.5: molto meglio rispetto alla gara contro la Costa Rica, decisamente più sicuro.
Metzelder 6.5: come sopra.
Lahm 8: il miglior giocatore dei Mondiali, per ora. Una furia sulla fascia sinistra, nonostante sia destro, sforna con continuità micidiale assist pregevoli e deliziosi per gli avanti tedeschi. Difficile da saltare, ha velocità e dribbling. Uomo partita.
Schneider 6: partita di sostanza più che di qualità.
Frings 6.5: importantissimo nello scacchiere di Klinsmann, regge il centrocampo.
Ballack 6: sotto tono, si riifà nel finale quando colpisce la traversa.
Scweinsteiger 5.5: è molto bravo, ma per questo dovrebbe dare di più. Borowski s.v.
Klose 6.5: gli dice proprio male. Ha molte occasioni ma Boruc gliele nega quasi tutte. Colpisce la traversa con un colpo di schiena.
Podolski 6: si muove molto ma è pericoloso solo in un'occasione, quando in caduta tira di sinistro. Neuville 7: l'eroe della partita, entra e segna il gol qualificazione.

Polonia
Boruc 7.5: il migliore in campo tra i polacchi, para tutto. Non può far nulla sul gol subito.
Baszczynski 5: in costante affanno contro Lahm.
Bak 7: ottima prova del capitano polacco, che anche con la squadra in dieci non viene mai sopraffatto dagli avversari.
Bosacki 6.5: bene anche l'altro centrale.
Zewlakow 7: attacca Friedrich e spesso lo mette in difficoltà. Moto perpetuo, esce per sfinimento. Dudka s.v.
Krzynowek 5: con il suo sinistro potrebbe tirare da ogni posizione, ma non arriva mai alla conclusione. Lewandowski s.v.
Radomski 5.5: non supporta a dovere le punte né protegge al meglio la difesa.
Sobolewski 5.5: non cambia mai marcia. Ingiustamente espulso.
Jelen 6.5: bene sulla corsia di sinistra, corre molto anche con raziocinio. Al tiro per due volte. Brozek s.v.
Zurawski 5: mai pericoloso, da unica punta dovrebbe fare reparto da solo.
Smolarek 5: viene dato come seconda punta ma è piuttosto un trequartista destro. Amorfo.

I numeri
Reti 1-0 (Neuville)
Tiri in porta: 6-3
Tiri fuori: 7-1
Traversa colpita da Klose e Ballack
Falli commessi: 20-16
Ammoniti: Metzelder, Ballack, Boruc, Krzynowek, Sobolewski
Espulsi: Sobolewski
Corner: 10-4
Fuorigioco: 6-2
Assist: Odonkor

mercoledì, giugno 14, 2006

Spagna - Ucraina 4 - 0

14/06/2006, ore 17.00, Lipsia.
Mancava solo lei. La Spagna. La squadra più giovane del mondiale. Ed anche la Spagna vince. Ma lo fa in un modo da far invidia al Brasile, mostrando un gioco a dir poco spettacolare, schiacciante. Basti pensare che, fino ad ora, è il team che ha tirato più volte in porta nella stessa partita: 21.
Già dopo 13 minuti, la squadra di Aragonès passa in vantaggio con un colpo di testa del basco Xabi Alonso, che sfrutta al meglio l'angolo battuto da Xavi. Passano 4 minuti e David Villa, su punizione, raddoppia grazie anche ad una deviazione della barriera. Il gioco della Spagna è estremamente frizzante, interpretato con grande abilità tecnico-tattica sia dal centrocampo sia dall'attacco. Agli antipodi si pone l'Ucraina, troppo lenta e poco aggressiva. Inesistente.
Il secondo tempo comincia con uno strafalcione dell'arbitro che vede Vaschuk fare fallo all'interno dell'area ai danni di Villa: rigore ed espulsione. Non c'era né rigore né tantomeno espulsione.
Villa fa doppietta e poco dopo esce. Shevchenko non sembra, invece, mai entrato in campo (menomato forse dai postumi di un infortunio). Nel frattempo, la Spagna fa poker, con un'azione travolgente: Puyol ruba palla a centrocampo, vince un contrasto, serve il pallone a Raul, il capitano del Real glielo rilancia al limite dell'area, Puyol lo colpisce di testa a favorire l'inserimento di Fernando Torres che al volo di collo destro lo insacca alla destra di Shovkovsky.
Grande Spagna. E grande Italia. Il paragone è doveroso. Per ora sono state loro ad offrire il maggior spettacolo (eccetto la mina vagante Australia). Sarà per via dello stesso modulo tattico?

Le pagelle

Spagna
Casillas 6: poco impegnato, quando deve parare lo fa con semplicità. Nel finale s'inventa un'uscita alla Superman e per poco non consente a Voronin di siglare il gol della bandiera.
Sergio Ramos 7.5: gioca terzino destro, come ai tempi del Siviglia. E lo fa con una padronanza e personalità che mettono paura. In più mostra di avere un ottimo piede quando s'inventa un lancio ad aprire il campo di circa 60 metri. Ha 20 anni.
Pablo 7: gli attaccanti ucraini sono abulici e lui non concede niente. Mezzo voto in più per il gol salvato nel finale di partita su Voronin.
Puyol 7,5: anche lui meriterebbe 6,5, ma l'azione da carroarmato con cui proprizia il quarto gol spagnolo e strepitosa.
Pernia 6.5: buona prestazione per il terzino sinistro convocato in extremis al posto di Del Horno. Protegge la fascia di competenza ed è pericoloso con in suoi cross mancini.
Xavi 7: gran palleggiatore, proviene da un'infortunio durato ben 6 mesi, ma sembra perfettamente a suo agio.
Xabi Alonso 7: ha il merito di mettere la testa nell'azione del suo primo gol con le Furie Rosse. Poi gara di grande abilità tattica e balistica.
Senna 7: bene anche il terzo di centrocampo. Brasiliano naturalizzato che farebbe comodo al Brasile odierno.
Luis Garcia 7.5: il genietto trequartista spazia per tutta la trequarti offensiva, saltando sempre l'uomo e inventando numeri a ripetizione.
Fernando Torres 8: mamma mia che giocatore. Dà profondità alla squadra ogni volta che viene imbeccato con lanci dalla difesa. Di una velocità devastante, segna il quarto gol
con potenza e precisione.
Villa 8.5: strepitosa prestazione per sostanza e qualità. Molto mobile per tutto il fronte d'attacco, tira da ogni posizione e fa da punto di riferimento. Segna due reti su altrettanti calci piazzati, ma meriterebbe il gol della tripletta. Uomo partita.
Raul 6.5: entra bene in gara ed è subito pericoloso con un colpo di testa. Geniale l'assist che confeziona a Sergio Ramos sul finale.
Albelda s.v.
Fabregas 8: in realtà sarebbe un sv, ma l'8 lo merita poiché entra nella storia del calcio spagnolo: il più giovane giocatore ai Mondiali per la Spagna.

Ucraina
Shovkovsky 6: l'unico positivo della sua squadra, evita il cappottone.
Yezersky 5: in costante difficoltà sulla destra.
Rusol 5.5: ha giocato molto bene fino al momento dell'espulsione del compagno di reparto. Poi non ha potuto più far nulla per frenare gli avversari.
Vaschuk 5: espulso ingiustamente, prima dell'espulsione è stato sempre in affanno.
Nesmacnhy 5: male sia come quarto di difesa a sinistra che come terzo al centro-sinistra.
Gusev 4.5: non salta mai l'uomo sulla fascia destra, viene giustamente sostituito.
Tymoschuk 5: contro l'Italia, in amichevole, sembrava Emerson. Oggi ha dimostrato di essere un mediocre giocatore. Sarà per la prossima?
Gusin 5: fa il torello a centrocampo e non la prende mai. Sostituito.
Rotan 5: male sia sulla sinistra sia quando si sposta a destra per cercare gloria.
Shevchenko 4: ok, viene da un infortunio. Doveva avere allora il coraggio di non partire come titolare.
Voronin 5.5: si sveglia troppo tardi, ma è il più pericoloso dei suoi. Sfiora un gol con un tiro dalla distanza.
Vorobey 5
: non incide.
Shelayev 5: idem.
Rebrov s.v.

I numeri
Reti 4-0 (Xabi Alonso, Villa, Villa, r., Fernando Torres)
Tiri in porta: 10-2
Tiri fuori: 11-3
Falli commessi: 9-13
Ammoniti: Yezersky, Rusol.
Espulsi: Vaschuk
Corner: 6-0
Fuorigioco: 0-8
Assist: Puyol

Brasile - Croazia 1 - 0

13/06/2006, ore 23.00, Berlino.
Il tanto decantato Brasile pentacampione del mondo, favorito principe della rassegna iridata, non va oltre l'uno a zero contro una Croazia quasi splendida. Riesce, dunque, a vincere la prima partita del suo girone, grazie a una prodezza di Kakà, che con un sinistro strepitoso piazza la palla vicino all'incrocio dei pali della porta croata. Ma la Croazia avrebbe meritato sicuramente ben altro punteggio, con i giocatori quadrettati in grado di mettere sovente in difficoltà i più quotati avversari. Avversari che erano stati schierati in campo con un modulo suicida (4-2-2-2) non tanto per la combinazione numerica, quanto per il fatto di non essere supportato da due attaccanti in forma. Un modulo tattico del genere deve prevedere grande possesso palla, ma anche due centravanti che, non appena gli si ceda il pallone, risultino devastanti. Ronaldo e Adriano sono risultati, invece, imbarazzanti.
Da segnalare, inoltre, a conferma di quanta difficoltà trovasse il Brasile nel giocare contro l'organizzatissima Croazia, la stucchevole melina all'altezza del centrocampo partita già al minuto 79°. Se questo è il vero Brasile, speriamo di incontrarlo agli ottavi, perché fa più paura l'Australia.
Male la direzione arbitrale, in costante sudditanza psicologica nella maggiorparte delle scelte.

Le pagelle

Brasile
Dida 6.5: dopo una pessima stagione, mostra di non aver perso fiducia nei propri mezzi e para bene in tutte le volte in cui viene impegnato.
Cafu 6: col Milan ha trovato pochissimo spazio quest'anno, ma con il Brasile è l'indiscusso capitano. Non va comunque sopra la sufficienza.
Lucio 5.5: piuttosto in difficoltà, soprattutto contro Prso, rimedia un tunnel da Babic.
Juan 6: meglio lui di Lucio, anche perché Klasnic non è Prso.
Roberto Carlos 6: si presenta con una bomba alla sua maniera dai 35 metri, per il resto non spinge come ai bei tempi.
Emerson 6: secondo Parreira dovrebbe coprire la difesa e correre al posto dei quattro davanti. Il risultato è la solita prestazione oscura del centrocampista juventino, che arriva sfiancato al termine della gara, anche perché mal coadiuvato da Zè Roberto.
Zè Roberto 5.5: non gioca nel suo ruolo e si vede. Prova ad inventarsi mediano, ma i risultati non sono positivi.
Kakà 6.5: fino al gol non si fa vedere molto, una volta portato in vantaggio il Brasile con quello splendido tiro entra più nel vivo del gioco e risulta il migliore in campo. Uomo partita.
Ronaldinho 6: sufficiente ma non mezzo punto di più. Potrebbe e dovrebbe fare sfaceli, ma gioca troppo distante dalla porta e in più non torna mai. Pletikosa gli nega il gol dopo una bella incornata.
Adriano 4.5: non arriva mai al tiro e quando ha sui piedi la palla decisiva la manda fuori. Che l'Inter abbia rovinato l'ennesimo campione?
Ronaldo 3: pessimo. Immobile per tutto l'incontro, c'è da sorprendersi che non abbia chiesto la barella per uscire dal campo al momento della sostituzione.
Robinho 6: decisamente meglio di Ronaldo, è veloce di gamba e di idee quanto basta per diventare titolare della squadra.

Croazia
Pletikosa 6.5: forse ha qualche colpa sul tiro di Kakà, peraltro molto angolato. Compie un grande intervento sul colpo di testa di Ronaldinho e altre buone parate.
Simic 6: partita diligente e ordinata.
Kovac R. 6.5: gioca bene per tutta la gara, mostrando sicurezza anche nell'impostare il gioco dalla difesa. Strepitoso un suo intervento in scivolata ad arpionare il pallone dai piedi di Roberto Carlos.
Simunic 6.5: bene anche l'altro centrale difensivo croato, che non offre la benchè minima occasione agli avanti verdeoro.
Srna 6: è il gestore dei calci piazzati, alternati con risultati altalenanti.
Tudor 5.5: da centrocampista centrale raramente ha dimostrato di saperci fare. Altra conferma.
Kovac N. s.v.
Babic 6.5: si adopera sulla fascia sinistra correndo molto e regalandosi un tunnel a Lucio. Termina la partita stremato.
Kranjcar 6: il figlio del ct croato non offre un'ottima prestazione, ma si presenta pericolosamente un paio di volte davanti alla porta brasiliana.
Prso 6.5: doveva giocare a ridosso dell'unica punta Klasnic, ma lo si trova più spesso sulla fascia sinistra, in modo da creare squilibri nel piazzamento della difesa del Brasile. Corre come un disperato e Dida gli nega la gioia del gol.
Klasnic 5.5: soltanto un tiro all'attivo per lui, poi nient'altro.
Leko 6: sostituisce l'infortunato Kovac N., e bastona tutto e tutti a centrocampo.
Olic 6: leggermente meglio di Klasnic, si muove di più.

I numeri
Reti 1-0 (Kakà)
Tiri in porta: 5-3
Tiri fuori: 7-3
Falli commessi: 15-18
Ammoniti: Emerson, Kovac R., Tudor, Kovac N.
Corner: 2-7
Fuorigioco: 3-4

lunedì, giugno 12, 2006

Italia - Ghana 2 - 0

12/06/2006, ore 23.00, Norimberga.
L'Italia schianta il Ghana per due reti a zero, e comincia nel migliore dei modi l'avventura mondiale. La nazionale allenata da Lippi vince meritando appieno i tre punti, e anzi il risultato non rispecchia del tutto la superiorità mostrata dagli azzurri, soprattutto nel primo tempo. Il Ghana si è dimostrata poca cosa, abbastanza forte solo a centrocampo, con un attacco inesistente e con una difesa maldestra.
Grande prova, dunque, degli italiani che schierano dal primo minuto un Totti più o meno ispirato con l'ottima sorpresa Perrotta al posto di Camoranesi. Ed è da evidenziare come nella prima parte del match le azioni nitide da gol a favore dei nostri sono ben cinque, contro l'unica a favore degli africani. Nella ripresa la squadra rallenta un pò la verve agonistica e rischia soltanto in un paio di occasioni, peraltro non proprio appariscenti.
Malissimo l'arbitro e i guardalinee che fanno un casotto: due rigori non assegnati al Ghana, un fuorigioco inesistente fischiato a Iaquinta lanciato in porta e due espulsioni non somministrate a Kuffour e a Muntari.

Le pagelle

Italia
Buffon 6,5: poco impegnato a dir la verità, ma sempre sicuro in tutto quello che fa, compresa una bella parata su tiro da fuori di Essien.
Zaccardo 6: discreta partita per il terzino palermitano che non soffre mai le incursioni avversarie. Presente in fase di spinta.
Nesta 7: ecco il vero Nesta per nulla limitato dall'infortunio da cui usciva. Solita padronanza in area di rigore, non ce ne è per nessuno.
Cannavaro 7,5: eccezionale. Un muro di gomma contro cui sbattono i giocatori ghanesi; mezzo voto in più rispetto a Nesta perché è pericolosissimo per due volte su calcio d'angolo a favore dell'Italia.
Grosso 5,5: non pienamente sufficiente, per il fatto di peccare di egoismo quando, da posizione defilata, tira in porta invece di servire Toni meglio piazzato di lui.
Perrotta 7.5: bellissima sorpresa dell'incontro. Lotta e corre per tutta la partita anche quando gli altri hanno la lingua di fuori. Poteva segnare il gol del due a zero, ma si lascia parare il tiro.
Pirlo 8: gol e assist per Iaquinta. Basta questo per renderlo il migliore in campo, ma fa molto di più, ricamando calcio per tutto l'incontro. Uomo partita.
De Rossi 5: troppo nervoso. Ammonito nei primi minuti del match per un intervento spezzagambe, viene graziato per ben due volte dall'arbitro quando provoca altrettanti falli da rigore nella ripresa. Poteva costarci caro.
Totti 6,5: gioca sapendo di non essere al meglio, ma lo fa con classe. Non tiene palla, ma si limita a darla di prima, a volte con ottimi risultati. Si assenta un pò troppo spesso dal gioco, e risulta più divertente quando in panchina fradicia Peruzzi con una borraccia e colpisce in testa Gattuso con dei parastinchi.
Gilardino 6: tenta di duettare con Toni e ci riesce discretamente, ha un'ottima occasione per segnare ma tira su Kingston.
Toni 6,5: mezzo voto in più del suo compagno di reparto per la tremenda staffilata che spara sulla traversa sullo zero a zero.
Camoranesi 6: entra e fa il suo, tenendo palla quando serve e mettendo sui piedi di Iaquinta una palla che chiedeva soltanto di essere spinta in rete.
Iaquinta 6,5: prima si mangia un gol fatto su assist di Camoranesi, poi lanciato in contropiede viene ingiustamente fermato dal guardalinee. Si rifà segnando il suo primo gol con la nazionale.
Del Piero s.v.

Ghana
Kingston 6.5: compie 7 parate, di cui tre decisive. Nellle uscite è da rivedere ma tra i pali sa il fatto suo.
Pantsil 5.5: facilitato dal fatto che Grosso non spinge molto, non riesce a dare un contributo interessante alla sua squadra.
Kuffour 4: pessima partita del difensore romanista che ci teneva molto a ben figurare contro i suoi compagni di club. Ma la prestazione è orribile ed al di là del regalo finale non dà sicurezza al reparto, nonostante la sua esperienza. Due su tutti, i momenti negativi: in occasione della traversa di Toni si fa spostare come un pivello caracollando a terra e consentendo al viola di calciare (ha ricordato un pò l'azione di Ibrahimovic in uno storico Roma-Juventus quando il bianconero lo ha asfaltato con tutte le scarpe) e poi il retropassaggio sciagurato con cui ha messo Iaquinta a tu per tu con Kingston. Graziato dall'arbitro su un fallaccio da dietro a gioco fermo ai danni del centravanti friulano.
Mensah 5.5: ha il suo da fare con Toni e Gilardino e ci riesce sicuramente meglio del suo compagno di difesa.
Pappoe 5: ha sui piedi il pallone del pareggio, ma da solo davanti a Buffon tira un esternaccio in curva.
Addo 5: prestazione impalpabile.
Essien 6.5: il migliore in campo dei suoi insieme a Kingston, va al tiro per ben 7 volte inquadrando la porta solo in 2 occasioni. Ha un buon piede e si vede nei lanci che fa, ma predica nel deserto.
Appiah 6: partita di cuore dell'ex juventino che offre una performance non più che sufficiente.
Muntari 5: gioca una partita troppo fallosa e senza creare pericoli alla retroguardai azzurra. Doveva essere espulso per doppia ammonizione.
Amoah 5: inconcludente.
Asamoah 5.5: al tiro una volta sola, ha all'attivo due rigori guadagnati nel secondo tempo, ma non visti dall'arbitro.
Alhassan 5.5: sostituisce Pappoe e fa leggermente meglio. Ma non era difficile.
Pimpong s.v.
Alex s.v.

I numeri
Reti 2-0 (Pirlo, Iaquinta)
Tiri in porta: 9-3
Tiri fuori: 4-9
Traversa colpita da Toni
Falli commessi: 8-19
Ammoniti: De Rossi, Camoranesi, Iaquinta, Muntari, Asamoah
Corner: 12-4
Fuorigioco: 3-2

Australia - Giappone 3 - 1

12/06/06, ore 17.00, Kaiserslautern.
Finalmente una partita divertente e da Mondiali! L'hanno messa in scena l'Australia e il Giappone, due squadre alla periferia dell'essenza calcio, che hanno dato spettacolo più di Argentina e Portogallo messe insieme. Certo, non una partita ricca di strabilie tecniche, e anzi a volte caratterizzata da errori basilari, ma una partita sicuramente con molte emozioni, soprattutto nel finale.

Il primo tempo si chiude con il Giappone andare a segno grazie a un clamoroso errore dell'arbitro egiziano, che non s'accorge di un'evidente carica sul portiere Schwarzer. Eppure l'Australia aveva giocato decisamente meglio dei nipponici, che vengono salvati a più riprese dal portiere Kawaguchi.
Il secondo tempo si apre sulla falsariga del primo, con l'Australia a spingere e con il Giappone pericoloso in contropiede. La svolta a 6 minuti dalla fine, quando non cicredeva più nessuno, con la squadra oceanica che mette a segno tre reti, grazie a due neoentrati: Cahill, che firma una doppietta, e l'ex Cremonese Aloisi. Grande merito, dunque, a Hiddink che si rivela per l'ennesima volta un allenatore sciamanico.

Le pagelle

Australia
Schwarzer 5: insicuro, subisce il gol perché irregolarmente caricato da Takahara, ma nella ripresa con uno sbilenco rinvio di testa per poco non causa il raddoppio dei nipponici.
Wilkshire 5: gioca male sulla destra, al posto di Emerton, senza mai diventare pericoloso. Giustamente sostituito.
Neill 6: centralone difensivo vecchia maniera, non bada all'estetica.
Moore 6: tiene la posizione enon demerita, ma viene sostituito per far posto a forze fresche in attacco.
Chipperfield 5,5: dovrebbe garantire dinamismo sulla fascia destra, ma non ci riesce.
Grella 6,5: tiene su la baracca australiana, quando nel secondo tempo tutta la sua squadra si trova sbilanciata in attacco.
Culina 5: posizione e prestazione amorfa, lo si ricorda solo per una punizione dal limite dell'area, paratagli da Kawaguchi.
Emerton 5: né carne né pesce, gioca al centro del campo ma lui è un esterno di fascia.
Bresciano 6: nel primo tempo è il migliore dei suoi, poi cala e viene sostituito da Cahill...
Kewell 6,5: è il più tecnico dei suoi e crea numeri d'alta scuola. Sfiora il gol nel primo tempo quando pizzica la traversa con un violento tiro.
Viduka 6,5: più mobile nel primo tempo, più falco d'area nella ripresa, non segna perché Kawaguchi gli nega per tre volte la gioia del gol.
Cahill 8: entra e la partita cambia. Gol di rapina il primo, gol da maestro il secondo quando al limite dell'area, dopo due finte, piazza il pallone sul palo sinistro e porta la sua squadra in vantaggio. Uomo partita.
Kennedy 6,5: regala un buon apporto alla sua squadra, riuscendo a tenere palla e a far salire i compagni.
Aloisi 6,5: segna il terzo gol dei socceroos con una bella penetrazione in area di rigore.

Giappone
Kawaguchi 6,5: fino all'84', è da 8, ma con un'uscita impazzita su una rimessa laterale spalanca la porta a Cahill che lo trafigge. E' comunque artefice di 4 parate decisive.
Miyamoto 5: il capitano del Giappone naufraga nel secondo tempo con tutta la difesa.
Nakazawa 5: male anche il centrale capellone che perde la bussola nel finale.
Tsuboi 5,5: è il più mobile dei tre difensori giapponesi, s'infortuna nel secondo tempo.
Komano 5: sulla fascia destra sbaglia troppo e si fa saltare come un pivello da Aloisi in occasione del terzo gol dell'Australia.
Nakata 5: fuori partita per tutto il match, ma gli si chiede troppo. Non può svolgere contemporaneamente la fase difensiva e quella offenisva.
Fukunishi 6: uomo tutto campo del Giappone, sfiora il gol del due a zero nel secondo tempo.
Nakamura 6,5: positiva la prova dell'ex reggino, che dimostra una buona abilità nel gestire la palla. Segna involontariamente il gol del momentaneo vantaggio.
Alex 4,5: sbaglia troppi palloni e non tira mai.
Takahara 5: divora l'occasione del raddoppio passando malissimo la palla a Yanagisawa. Deludente.
Yanagisawa 5,5: leggermente meglio del compagno di reparto, ad ogni modo negativo.
Moniwa 4: in balia degli avversari, viene inserito per sostituire Tsuboi in difesa. Gioca 35 minuti e Zico lo fa uscire.
Ono s.v.
Oguro s.v.

I numeri
Reti 3-1 (Nakamura, Cahill, Cahill, Aloisi)
Tiri in porta: 9-2
Tiri fuori: 5-4
Traversa colpita da Kewell
Falli commessi: 22-11
Ammoniti: Moore, Grella, Cahill, Aloisi, Myamoto, Takahara, Moniwa
Corner: 5-3
Fuorigioco: 5-3

domenica, giugno 11, 2006

Messico - Iran 3 - 1

11/06/2006, ore 20.00, Norimberga.
Bella vittoria del Messico, che vince per tre reti a uno il match contro la nazionale iraniana. L'Iran parte in maniera molto aggressiva, ma alla prima occasione il Messico passa in vantaggio grazie a Bravo, che finalizza in rete gli sviluppi di un calcio d'angolo. L'Iran prova a reagire e trova il pareggio grazie a una rete in mischia del centrale difensivo Golmohammadi.
Il secondo tempo si trascina soporificamente fino al minuto 76, quando Bravo mette a segno la sua personale doppietta, approfittando di una papera della difesa persiana. Il tre a uno viene siglato tre minuti dopo, grazie a una bellissima azione conclusa da Zinha.
Senza sbavature la prestazione dell'italiano Rosetti.

Le pagelle

Messico
Sanchez 6,5: ha sulle spalle un fuso orario di 10 ore e sembra non risentirne affatto. Fa un miracolo su una girata di testa di Ashemian.
Salcido 6: occupa bene la sua posizione.
Osorio 6: match giocato attentamente senza errori decisivi.
Marquez 7: uomo ovunque della sua squadra. Il campione d'Europa mostra grande abilità tattica, balistica e mentale.
Pineda 6,5: in costante proiezione offensiva, soprattutto nel secondo tempo.
Mendez 6,5: il laterale destro disputa un buon incontro. Mette sulla testa di Zinha una strepitosa palla da destinare in porta.
Pardo 6: gioca meglio quando Torrado esce, mettendosi davanti alla difesa.
Torrado 5: il Trap se ne era innamorato ai Mondiali nippo-coreani. Un'altra conferma che l'amore è cieco.
Bravo 7: ottimo senso del gol per questo centrocampista offensivo, che regala i tre punti alla sua squadra.
Franco 6: l'unica cosa buona è la girata di testa a favorire il tap-in di Bravo per il momentaneo uno a zero del Messico. Sostituito nella ripresa dall'ottimo Zinha.
Borgetti 5: troppo falloso e troppo macchinoso, s'infortuna nella ripresa.
Zinha 7,5: cambia la partita del Messico, regalando numeri d'alta scuola, un assist per il secondo gol di Bravo e il colpo di testa vincente per la terza rete. Uomo partita.
Perez s.v.
Fonseca s.v.

Iran
Mirzapour 4,5: non compie nessuna parata, ma incassa tre gol. Colpevole in occasione del secondo gol messicano, quando rinvia la palla sulla testa di un avversario.
Kaabi 5,5: dice di riuscire a correre i 100 metri in meno di 10 secondi, ma oggi non ne ha dato dimostrazione. E' il più positivo della difesa.
Rezaei 4,5: ha giocato un ottimo primo tempo, ma nella ripresa si trasforma in una sciagura per la sua squadra, concedendo la palla decisiva a Zinha in occasione del 2-1.
Golmohammadi 5,5: unica nota positiva è il gol siglato in mischia. Per il resto non garantisce sicurezza.
Nosrati 5: affonda con tutta la difesa, senza mai proiettarsi in avanti.
Mahdavikia 6: nel primo tempo è il migliore in campo dei suoi, nella ripresa cala visibilmente alla distanza.
Teymourian 5: tenta di catturare palloni importanti in mezzo al campo, ma sovente non vi riesce.
Nekounam 5: male in fase difensiva e in appoggio alle punte.
Karimi 5: parte benino, calcia il corner sui cui sviluppi l'Iran pareggia, ma si intestardisce troppo nel dribbling. Mai pericoloso.
Daei 4: il record man di gol segnati in nazionale nella storia del calcio mondiale non struscia un apllone che è uno. Da sostituire.
Hashemian 5: impensierisce seriamente Sanchez con un gran colpo di testa, ma poi sparisce dal campo ingiustificatamente.
Madanchi s.v.
Borhani s.v.

I numeri
Reti: 3-1 (Bravo, Golmohammadi, Bravo, Zinha)
Tiri in porta: 3-4
Tiri fuori: 3-2
Falli commessi: 22-20
Ammoniti: Salcido, Torrado, Nekounam
Corner: 5-4
Fuorigioco: 1-2
Assist: Franco, Zinha, Mendez

Serbia Montenegro - Olanda 0 - 1

11/06/2006, ore 17.00, Lipsia.
L'Olanda vince uno a zero e guadagna i suoi primi tre punti del Mondiale tedesco. Ma la Serbia ha dimostrato di essere ottima squadra, soprattutto in fase difensiva, ed ha pagato a caro prezzo l'errata scelta del proprio allenatore di far partire Djordjevic N. come terzino destro. Robben, infatti, ha fatto faville sulla fascia sinistra, ridicolizzando a più riprese Djordjevic N., che, è giusto osservare, è in realtà un difensore centrale.
La Serbia, pur perdendo, ha fatto una buona impressione, giocando con grande determinazione e subendo l'unica rete addirittura in contropiede.
Bene l'Olanda, che ha vinto la partita sulle fasce.

Le pagelle

Serbia Montenegro
Jevric 6.5: subisce un gol sul quale non ha colpe e ne nega un altro a Robben.
Djordjevic N. 3.5: imbarazzante. Ridicolizzato a più riprese dalla freccia Robben, non ne azzecca una, sbagliando anche facili passaggi. Ma più che con lui, i serbi devono prendersela con il ct Petkovic, che l'ha schierato titolare.
Gavrancic 7: grande prestazione, annulla Van Nistelrooj, che è costretto a girargli a largo.
Krstajic 6,5: buona partita anche per l'altro centrale serbo, che forma con Gavrancic una coppia molto difficile da saltare.
Dragutinovic 6.5: non offre spazi a Van Persie e va ad attaccare Heitinga sulla fascia sinistra.
Stankovic 5: parte a destra, poi viene spostato sulla fascia opposta, ma non riesce ad impensierire l'Olanda in nessuna maniera. Sparacchia sopra la traversa una punizione da ottima posizione.
Nadj 6: lavoro oscuro per uno dei due mediani difensivi della Serbia, gioca senza sbavature.
Duljaj 7: ottima partita in fase di copertura, è l'unico della sua squadra che riesce a fermare Robben.
Djordjevic P. 5: dovrebbe essere il punto di riferimento qualitativo a centrocampo, ma si nasconde troppo e non prende in mano la squadra.
Milosevic 5,5: viene incomprensibilmente sostituito da Petkovic, non si sa se per scelta tecnica o per motivi fisici. Ad ogni modo, sembrava l'unico in grado di mettere in difficoltà la difesa orange.
Kezman 4,5: gioca male e non tira mai in porta. Sembra avere le gambe molli quando incespica sul pallone in un paio di occasioni.
Koroman 6,5: tutta un'altra cosa rispetto a Djordjevic N., entra e cambia la partita per la Serbia, che comincia a sfruttare anche la fascia destra. Tenta il tiro dopo un'ottima azione, ma Van der Sar è bravo a pararglielo.
Zigic 5: fa meno di quanto avesse fatto Milosevic.
Ljuboja 5,5: meglio di Kezman.

Olanda
Van der Sar 7: è l'unico portiere al mondo a soffrire di crampi, ma è giustificato dal fatto di giocare un'ottima gara. Para bene quattro conclusioni avversarie ed è preciso in fase d'impostazione.
Heitinga 6: meglio in posizione centrale che spostato a destra, ma copre bene la sua zona.
Mathijsen 6: non ha molto lavoro da svolgere vista l'inconsistenza delle punte serbe.
Ooijer 6: vale lo stesso discorso fatto sopra.
Van Bronckhorst 6: impedisce a Milosevic di segnare con un grande intervento in diagonale difensiva, però non spinge come dovrebbe.
Van Bommel 6: partita tranquilla del centrocampista ex Psv, che rimane in fase di copertura senza spingersi in avanti.
Cocu 6: è il più esperto dei suoi ed offre la solita prestazione di sostanza.
Snejder 6,5: buona prestazione, è il metronomo della squadra. Si fa vedere spesso in attacco e tenta un paio di volte il tiro in porta.
Van Persie 6,5: alla prima palla toccata manda in rete Robben. Si estranea un pò troppo spesso dal gioco, ma quando si accende è molto pericoloso.
Van Nistelrooy 5: gioca troppo distante dalla porta, intimorito dalla granitica coppia difensiva della Serbia, e non va mai al tiro. Giustamente sostituito.
Robben 8: una furia. Fa letteralmente impazzire Djordjevic N. e, oltre al gol in contropiede, sfiora la rete in altre 4 occasioni. Rallenta quando si trova di fronte Duljaj, ma non si ferma mai. Uomo partita.
Landzaat s.v.
Kuyt s.v.
Bolahrouz s.v.

I numeri
Reti: 0-1 (Robben)
Tiri in porta: 4-4
Tiri fuori: 5-5
Falli commessi: 14-24
Ammoniti: Gavrancic, Dragutinovic, Stankovic, Koroman, Heitinga, Van Bronckhorst
Corner: 6-4
Fuorigioco: 2-3
Assist: Van Persie